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Censura al Fuorisalone: Cucuzza scarica il barile, perlomeno ci prova.

Fano, l'assessora Cucuzza risponde alle richieste sul fuorisalone

Fano, l’assessora Cucuzza risponde alle richieste sul Fuorisalone

Si è tenuta ieri sera, 20 novembre, in Consiglio comunale la risposta dell’Assessora alla cultura circa la revoca dei locali della Rocca Malatestiana alla rassegna Fuorisalone libertario la quale, programmata per il 6-7-8 settembre scorso, non si poté svolgere in Rocca a causa del diniego comunicato poco prima dell’inizio.
Il consigliere Samuele Mascarin ha esaurientemente replicato alle giustificazioni di Cucuzza la quale, nel tentativo di togliere l’amministrazione comunale dal grave sospetto di censura preventiva, ha voluto ridurre la questione a mero inghippo burocratico affermando che in Rocca l’associazione gestrice, Work in progress, avrebbe fatto svolgere solo le iniziative che aveva comunicato sin da aprile, d’accordo con la Consulta per le associazioni, alla Giunta comunale.
Peccato che, come ha fatto notare Mascarin, non c’era alcun termine prescritto per integrare le proposte di iniziative, cosa più che logica essendo le associazioni in Consulta oltre 45, ed avendo ad aprile presentato proposte neanche un terzo di esse (12 per l’esattezza).
Mascarin ha fatto inoltre notare, sulla base del corposo dossier già diffuso da Alternativa libertaria, che sia Work in progress che Consulta cultura avevano proseguito la costruzione del calendario e che in Rocca sono state svolte decine di iniziative, molte delle quali solo accennate genericamente ad aprile, ed alcune di associazioni che della Consulta nemmeno facevano e del cui programma l’Ufficio cultura non ha mai chiesto copia.
Vano quindi il tentativo di Cucuzza di giustificare il tutto come mero (o bieco) intervento burocratico, secondo cui il solo vago programma di aprile doveva essere applicato … una tesi che renderebbe valido per il suo assessorato il vecchio adagio “La legge si interpreta per gli amici e si applica per i nemici”, giustificando un intervento censorio dell’asse Mosca-Berlino (Mosciatti-Cucuzza) solo nel caso del Fuorisalone, atto reso noto dall’associazione Work in progress la quale, in perfetto stile lavamani, motivava il 6 settembre la chiusura della sala della Rocca al Fuorisalone con le parole “Perché non rientra nel programma presentato all’Ufficio cultura”, costringendoci al trasloco.
Se il fine dell’accordo tra Amministrazione comunale-Work in progress-Consulta doveva essere una fragile parvenza di partecipazione democratica, in realtà democratica finché non si infastidisce con tematiche troppo argomentate la Giunta comunale, il barile di Cucuzza resta però tutto da aprire. La domanda infatti resta: chi ha fatto la misteriosa telefonata in Assessorato per impedire la “scandalosa” presenza in Rocca di una articolata e pensante rassegna libertaria? Si è trattato di iniziativa cucuzziana o di altre sfere sante di potere?
Quale è stata la scintilla che ha fatto scattare la risposta scomposta? La presenza di un libro che raccontava della storia dei meeting anticlericali e che qualcuno non voleva venisse presentato in Rocca? … Forse avrebbero dovuto ri-farla benedire? … La presenza di una mostra di vignette tratte da una rivista lesbica? (Towanda, regolarmente iscritta al registro nazionale della stampa), la presentazione di un fumetto della Starcomics intitolato “Suore ninja”? il workshop sugli spazi sociali con gli architetti di Babel?
Ai cittadini e alle cittadine la risposta.

Associazione culturale Alternativa libertaria, piazza F.Capuana 4 / via G. da Serravalle 16, Fano, altlib@altraofficina.it

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