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Elezioni. Inedito di D’Annunzio rinvenuto a Fano!

platani

Taci. Su le soglie del Parco
non odo parole che dicono umane
Ma odo le motoseghe
che tagliano l’ultime frasche lontane.
Ascolta. I Kaki e gli allori già erano andati
tagliate per asma le Pioppe sparse,
i Platani ben asfissiati ormai ribaltati.

Senti. Or tagliano le Tamerici
salmastre ed arse
tagliano i Pini scagliosi ed irti
tagliano i Mirti divini,
franano al Fosso Ginestre fulgenti
di fiori asfaltati
e li riascolti pianger miseria
per l’Emergenza mentre
fan schifo anche senza.

E parlano, ciarlano con i Ginepri gasati
dall’Interquartieri
tassano anche i nostri sederi.
Senti, già inizia il pippone elettorale
rilucono d’oro le staffe
di un unico piede
per l’ospedale industriale.

Ma piove, piove
sui tanti pensieri
sul sottopasso allagato anche ieri,
sui vaffanculo
che l’anima schiude
ribelle
sulle favola bella
che ieri t’illuse
che oggi ti illude, Coglione.

(tratto da “Fossimo al verde! Tragicommedia per burattini sul verde pubblico”, dell’opera, composta a più mani, è stato per ora ritrovato, chiuso in una bottiglia (di vetro) sotto il platano di viale Gramsci questo estratto di Dada D’Annunzio).

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 17, 2013 da in acidofile, ambaradan o sarabanda?, marche ambientalismo con tag , .
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