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Sit-in per il diritto alla casa: arriva Mancinelli… da casa!

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La Rete sociale provinciale ha sostenuto oggi pomeriggio a Bellocchi di Fano, la famiglia che ha occupato un alloggio ERP (Edilizia residenziale pubblica concessa da Regione Marche) da tempo vuoto. L’alternativa per la famiglia, come ha dato notizia anche la stampa locale sin da ieri, era che l’ufficio Politiche sociali del comune li lasciasse in mezzo alla strada con l’alternativa di andare moglie e figlio in una struttura, e marito da qualche altra parte.
Una prassi comune, ultimamente, quella di dividere le famiglie, anche se poi certi politici di affannano a difendere i “valori” tradizionali. Così come sembra prassi quella di assegnare delle roulotte… . 
Dopo le dichiarazioni, virgolettate, del cattolico osservante UdC assessore DelVecchio “li butteremo fuori”, non si poteva fare altrimenti che sostenere DI PERSONA il diritto alla casa. Parecchia partecipazione che ha visto il rappresentante dell’Unione inquilini provinciale, Pino Longobardi, rilasciare dichiarazioni alla stampa e prendersi carico del caso (minacciato dall’assessore di querela per le dichiarazioni fatte sul caso già ieri).
L’assessore DelVecchio dichiara “non siamo un bancomat”, con la sua ‘grande sensibilità’, come se i soldi pubblici fossero suoi, ovvero “loro”, e i cittadini degli sfigati che prelevano troppo.
Sappiamo tutti che a causa dei tagli statali i Comuni si trovano in grande difficoltà ma questa interpretazione pietistica dell’assessore non ci piace: qui non si tratta di cittadini che chiedono “troppo” ma di gente comune in cerca di una abitazione decente . Un’ amministrazione comunale che paga, aumentando anche in tempi di crisi,  il suo Segretario 127mila euro all’anno e sostiene i suoi dirigenti comunali con stipendi da 80mila euro all’anno, potrebbe evitare di fare battute sul tema della miseria.
E sappiamo che quello degli stipendi, che fa molto “populist” è solo la punta di un iceberg di malagestione e non volontà di programmare una politica differente dalle colate di cemento (vedi il nuovo affare-ospedale) di chi lucra ormai solo sul denaro pubblico, cioè nostro.

Ma purtroppo non c’è limite al peggio: nell’insieme delle visite “elettorali” fatte al sit-in spunta infatti l’assessore Mancinelli, capitato lì per caso dalla sua bella villetta di Bellocchi, e che fa? Si stupisce del fatto che ci sia un sit-in visto che, a suo dire, la famiglia sa già che il suo problema verrà risolto. Insomma… non sia mai che gli togliamo la possibilità di fare bella figura concedendo qualcosa a persone disperate, nello stile della Giunta Aguzzi.
Peccato che, dopo averci dato dei perdigiorno, e non aver risposto alle critiche volate, consistenti nel fatto che l’amministrazione non ha una politica valida sul problema casa, Mancinelli se ne sia andato avvilito per lo scarso successo riscosso dichiarando “se questa famiglia finirà sotto i ponti io mi dimetto, lo prometto”. E crediamo che per Mancinelli i “ponti” e la “strada” non siano proprio la stessa cosa quando si tratta di dimettersi, come in passato, magari, gli cambieranno assessorato?
foto_casa_bellocchiUna foto scattata dal Centro sociale Oltrefrontiera.

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 26, 2013 da in acidofile, diritti civili, politica locale, rassegna stampa con tag , , .
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