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Coopsophia, un festival democratico

renzi
In ottemperanza alla Spending Rewiù, che ha cassato per evitare linciaggi ‘à la corde’ il Festival della felicità, l’amministrazione comunal-provinciale pesarese ci propone quest’anno una edizione PD di Popsophia, il noto festival nazionale del contemporaneo.
Per uniformarsi alle esigenze di stile dell’amministrazione unica, in cambio dell’ospitalità presso il suggestivo Carcere storico cittadino, sono stati richiesti a Popsophia dei piccoli quasi invisibili… “aggiustamenti” di tiro.

Ecco i piccoli cambiamenti apportati al programma che non leggerete mai su Il Resto del Carlino e che noi vi forniamo gratis:

mercoledì 3 luglio si apre con una serie di soli uomini  che parlano di Felicità;  Matteo Kennedy Ricci è stato molto chiaro: la trovata GENIALE della Felicità va tenuta in vita, se necessario intubata, e anche non potendo pagare i costi di statisti e statistici che discutono tra loro come darcela (?!?), occorre continuare a parlarne.
Al termine della serata gara di briscola all’ex Casa del popolo di Muraglia con Simone Regazzoni (autore del prossimo best seller: Filosofia del Carico da 90) e sosta in cucina a fare la nuova piadina INTERINALE , già declamata da Albano e Romina (forse non era la piadina ma non importa) con gli alunni degli Istituti superiori  e la eterea assessora Gambini.
Giovedì 4 luglio, presso i sotterranei di Rocca Costanza che fanno tanto conte di Montecristo (ma il vendicativo Renzi ancora non sarà tra noi), dibattito su “Cinguetto dunque comunico” con Gigliola Cinquetti; si parlerà del grande ruolo di Twitter nella comunicazione delle sconfitte popolari, #comunquefottuti. Presenti i docenti dell’ università di Urbino, NOTI COSMOPOLITI.
Venerdì 5 luglio, dopo la felicità e la musica allegra, è il momento edonistico totale del CORPO:
una giornata ovviamente tutta di uomini, dedita alla consacrazione e transustanzazione del voyerismo, dall’occhio che segue il PALLONE a quello che segue la palla a quello che ti segue  e basta. Piccolo errore di categoria nell’includere nello spazio “Popcorto” il celebrato sino alla nausea John Holmes. Dark ladies e Drag queen non comtemplate.
Sabato 6 luglio, giornata dedicata alla FINZIONE, Matteo Renzi ha cambiato la data prevista per NON essere presente proprio oggi. Chissà perché.
Per “Eroi della fede” forse di parlerà di Razzinger, il vero eroe dell’anno, e si risolverà l’enigma dell’infallibilità papale tanto cara ad Oscar Panizza. Del resto, l’utilità di Cacciari non è stata dimostrata proprio quest’anno durante il toto-nome del nuovo Papa? Difficile dire se sia stato il filofofo a prevedere Francesco … o i Gesuiti a sfruttare l’astuto suggerimento. Comunque da allora il filosofo è considerato un astuto, seppure l’astuzia sia spesso usata dai furbi e dai pubblicitari per rimpiazzare il cervello.
#Renzi:
Il dibattito “Marionette al potere” vede l’inserimento del Renzi (la vera pop star della politica italiana, Grillo, non è invitabile a Pesaro, ha già cuccato troppi voti al Partito), Matteo Renzi un politico che ha sempre la faccia di uno che ha rubato un cocomero per nasconderselo nei pantaloni, e dal quale voi non comprereste nemmeno il giornale temendo vi rifili una fotocopia. Sembra comunque che Renzi planerà nella giornata dedicata al CORPO, potremo così chiedere agli ‘opinion men’ la ragione per la quale in stagione autunno-inverno, egli sfoggi visibilmente compiaciuto quel cappottino stretto su misura, che ne comprime in un tentativo re-adolescenziale le spallucce. Simili capottini li vedevamo addosso ad Andreotti, ma stringevano lo statista non per farlo apposta ma perché aveva la gobba. Oppure addosso ad Andy Warhol, e poteva sembrare che gli alzassero le spalle in un preventivo sussulto di difesa del portafoglio (ch’egli portava sul cuore come Avida Dollars) in attesa della sacrosanta pistolettata di Valerie Solanas.
Domenica 7 luglio, sulla Realtà, interviene il gotha (o Gotham che dirsivoglia): Marc Augé sbarca per soddisfare la esotica fame di Francia degli avidi pesaresi modaioli del pensiero. In chiusura finalmente un drappello di donne pensanti che discute della “Fine delle eroine” (ma attenzione, l’appuntamento NON tratta del ricorso alle nuove droghe).

 
In sostanza, caro utente della cultura, e del servizio sanitario regionale, del servizio idrico, dei servizi di giardinaggio pubblico, ecc …, puoi fruire cultura a pagamento, e non sapere cosa ti hanno confezionato e con cosa la dose è stata tagliata, oppure spararti le nuove forme di festival a-politico urbano, attrezzato di gadget Apple …ma non saprai mai in che precisa misura la presenza di Renzi a Pesaro contribuirà  al futuro calare delle natiche di Ricci sui seggi parlamentari, anche perché tu, utente o cliente, alla cena di venerdì sera non sei invitato. E la vera politica si fa mangiando.
E tutto ciò che ti si offre, sulla base di ciò che si suppone tu già fruisca, seppure di qualità, rischia di divenire banalità di fronte alll’evidente inferenza del potere, qualcosa di vago, di nebbioso, di inconsistente e di insinuante che è ciò che PARALIZZA questo Paese.
BANALITA’ (s.) elemento fondamentale e particolare gloria della letteratura popolare. Un pensiero che russa dentro parole che fumano. Il senno di milioni di sciocchi espresso nello stile di uno stupido. Un sentimento fossile in una roccia artificiale, Una morale senza favola. I resti mortali di una verità defunta. Una mezza tazza di latte e moralismo. Il naso papista di un pavone spennato. Una medusa che si prosciuga sulla spiaggia del mare del pensiero. Il pigolio che sopravvive all’uovo. Un epigramma disseccato. – Ambrose Bierce.

Dada Knorr

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il luglio 3, 2013 da in acidofile, politica locale con tag .
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