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Pesaro: Lotta studentesca incita all’omofobia?

lotta stud
Omofobia? No grazie. In merito alle dichiarazioni di Lotta studentesca sui diritti delle coppie Lgbt.

In merito alla nota di stampa  diffusa dal rappresentante di Lotta Studentesca di Pesaro in data 24 maggio 2013 circa il suicidio di un noto militante francese dell’estrema destra, le/i sottoscritte/i invitano il signor Prefetto a prendere in considerazione la caratteristica del testo, il quale pare sorpassare di gran lunga la critica politica per soffermarsi sull’ incitazione a plateali azioni omofobiche; si tratta di un comunicato di plauso ad un gesto autolesionistico oltremodo contraddittorio e mito-maniacale i cui meccanismi di assegnazione della colpa sono già purtroppo rinvenibili nei recenti episodi violenti a sfondo ideologico, caratterizzati da delirio integralista religioso e da rievocazione dell’ideologia nazi-fascista, avvenuti in Europa. Chiediamo perciò al garante della sicurezza cittadina di mettere in atto ogni azione di prevenzione che possa considerarsi opportuna. L’invito è esteso a tutti rappresentanti delle istituzioni provinciali e comunali e agli organi di stampa.

Francesca Palazzi Arduini, Femminismi.
Gloria Sani, Femminismi.
Valentina Mattioli, Femminismi.
Simonetta Romagna, Presidente biblioteca archivio Antonio Bobbato.
Stefania Pallunto.
Maria Cristina Mochi, Agedo, Associazione genitori e amici di omosessuali sez. di Pesaro.
Antonella Pompilio, Udi.
Erica del Dente, Udi.
Anna Maria Semeraro, Udi.
Davide Rossi, Provincia di Pesaro e Urbino – Osservatorio sulle discriminazioni.
Fatima Farina, docente Università di Urbino.
Tatiana Olivieri, Consigliera nazionale Uisp
Alvise Tassel, collettivo Spazio Bianco
Simona Ricci, Segretaria provinciale Cgil
Marinella Topi.
Cristiana Nasoni.
Patrizia Santini.
Ivana Costarelli.
Rita Giacconi.

(…)

Il comunicato di Arcigay Agorà sullo striscione omofobo di Lotta studentesca.

Questa breve nota, sottoscritta a margine dell’incontro “A Tavola con Platone: esercitazioni e giochi d’aula sulle differenze culturali, sessuali e di genere” organizzato da Udi di Pesaro in collaborazione con Agedo, Rete degli studenti medi, Arcigay Agorà e Provincia di Pesaro e Urbino, può essere sottoscritta anche commentando questo post, i commenti sono moderati. grazie.
Il nostro post di ieri 24 maggio:
Un suicidio per alibi. Lotta studentesca incita all’omofobia ?
Ci vorrà certamente un gesto nuovo, spettacolare e simbolico per scuotere la sonnolenza, scrollare le coscienze anestetizzate, e risvegliare la memoria delle nostre origini. Stiamo entrando in un periodo in cui le parole devono essere autenticate da atti.” Dominique Venner”. Questa l’ultima frase del comunicato del portavoce pesarese di Lotta studentesca che annuncia il presunto “martirio” del militante di estrema destra suicidatosi in Francia. Definire queste parole un incitamento alla violenza non è sbagliato, anzi, è lungimirante. Si tratta di una presa di posizione ideologica e ben oltre, fondamentalista, simile a quelle che in tutto il mondo ha causato e sta causando i delitti più atroci.
L’accostamento tra il suicidio dell’integralista di destra (78 anni) e la protesta contro l’approvazione delle unioni civili anche delle persone omosessuali è oltretutto quanto mai superficiale: come in ogni caso di suicidio di persone molto ideologizzate in realtà il disagio psicologico cova ben altre radici da quelle della semplice protesta politica dichiarata (in questo caso la protesta contro le “vili” unioni civili).
Contraddittorie e confuse anche le ulteriori dichiarazioni del portavoce di LS il quale, condannando una Europa “effeminata”, dimostrando così non solo la sua omofobia ma la sua misoginia e il deprezzamento simbolico delle donne, se la prende con “la dottrina dei diritti dell’uomo”, e glorifica la visione del succitato “martire” che “rimproverava all’Europa di aver perduto quello che lui chiamava “l’orizzonte di guerraossia la capacità e la volontà di essere pronta a battersi e di mostrare i denti – senza diventare guerrafondaia”. E come vorranno fare la “guerra” ai diritti civili delle persone, alla uguaglianza sancita dal Diritto tra le persone, di qualsiasi orientamento naturale sessuale esse siano?
Aggressioni fisiche e a realtà ed iniziative locali, insulti, o addirittura “gesti simbolici” compiuti da gruppi sparuti di persone che in realtà non rappresentano nessuno se non le proprie frustrazioni sono state purtroppo frequenti di recente anche nel nostro paese.
Eppure, nelle famiglie, nella società, nella cultura, anche in tv, si moltiplica la solidarietà, la simpatia, l’orgoglio per le persone gay e lesbiche. Citiamo ad esempio un’altra contraddizione di LS, che ricorda l’amore del suicida per “il passato glorioso dell’Europa” citando l’antichità greca e romana … strana ambizione pagana per chi poi si suicida dentro una chiesa, di fronte ai poveri turisti inconsapevoli presenti.
Ma la Chiesa stessa, oggi, vive una profonda crisi di fronte alle tante esternazioni di sacerdoti e vescovi a favore della “depenalizzazione dal peccato” delle persone Lgbt, tra le quali tante credenti. E la cultura Lgbt, nei suoi sprazzi migliori, si merita intanto il plauso pure di Radio Vaticana, come è successo al film del regista tunisino Kechiche presentato a Cannes che racconta la storia di due giovani lesbiche.

Il testo di LS:

Questa notte alcuni militanti di Lotta Studentesca hanno attaccato uno striscione al campus di Pesaro con scritto “Dominique Venner martire d’Europa”, in ricordo del grande giornalista, combattente in Algeria e militante dell’Oas che si è suicidato pochi giorni fa nella cattedrale di Notre Dame per protesta.

“L’Europa che non c’è più piange la scomparsa del suo maggior profeta vivente. Quell’Europa a cui Dominique Venner aveva votato la sua esistenza. Uscito dalla politica attiva Venner si è dato alla storia e i suoi editoriali su “Enquête sur l’histoire” prima e sulla “Nouvelle revue d’histoire”, poi, lasciavano in chi li leggeva dei segni indelebili. Rimproverava all’Europa di aver perduto quello che lui chiamava “l’orizzonte di guerra” ossia la capacità e la volontà di essere pronta a battersi e di mostrare i denti – senza diventare guerrafondaia. Rimproverava all’Europa la dottrina dei diritti dell’uomo che l’ aveva rammollita ed effemminata e proprio un giorno prima di morire aveva definito “vili” le pratiche del matrimonio e dell’adozione omosessuali. Rivendicava il passato glorioso dell’Europa – greco e romano – e si sentiva sicuro che la sua millenaria storia ancora riposava nell’animo degli europei che prima o poi si sarebbero comunque risvegliati dal letargo che aveva avvolto le loro coscienze per riprendere in mano il proprio destino. Proprio per questo Lotta Studentesca ha voluto rendergli onore, “dichiara Christian Sanchini, responsabile provinciale di LS “lui,Dominique Venner, soldato d’Europa ha scelto di morire per testimoniare la verità, ossia il nostro retaggio che, come ripeteva spesso, prima o poi riprenderà il sopravvento sulle nostre piccole miserie; ed il suo sacrificio è lì a testimoniarlo e a ricordarcelo”.

“Ci vorrà certamente un gesto nuovo, spettacolare e simbolico per scuotere la sonnolenza, scrollare le coscienze anestetizzate, e risvegliare la memoria delle nostre origini. Stiamo entrando in un periodo in cui le parole devono essere autenticate da atti.” Dominique Venner.

da ViverePesaro  24 maggio 2013

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 24, 2013 da in cultura gaya, diritti civili, omofobia con tag .
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