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Giulietto della catastrofe.

zombie-kit
Villanova, Montemaggiore, venerdì sera, Giulietto Chiesa, giornalista ed ex deputato europeo, presenta il suo libro  ‘Invece della catastrofe’, e cerca adesioni per il suo movimento Alternativa politica. Presenti almeno 60 persone, organizzazione associazione Liberamente, ineccepibile, sala perfettamente illuminata, mega videocamerista antipatico che acceca il pubblico, presentatore ilare, anche nei momenti più tragici.

Sul tavolo all’ingresso, una sfilza di libri di Giulietto, copertine tutti uguali; una platea tutta vestita in 40 tonalità di grigio sta di fronte a un tavolo così disposto: tre uomini vestiti con maglie arancioni, con in più la stola cerulea da sacerdote della sfiga per G. Chiesa, all’estrema destra il filosofo urbinate Paolo Ercolani, che con il broncio da bambino introduce con una serie di banalità, del tipo che abbiamo avuto un Presidente del consiglio amico dei banchieri, all’estrema destra la filosofa Monia Andreani, la quale nonostante l’abbiano messa lato porta, riesce a riportar e il discorso su tematiche realistiche quali il rapporto tra capitalismo e politica. Ma serve a poco, perché di lì a breve Giulietto si scatena in una serie di scenari apocalittici: dopo il picco del petrolio, in sintesi, il Capitalismo mondiale (meno male che almeno parla di Capitalismo e non di zombie della finanza) cede e dà il via a una serie di guerre-ecatombe, la platea rabbrividisce di fronte allo scenario dei cinesi che si comprano il mondo e ci fanno secchi riducendoci a dimenticare ogni barlume di civiltà.
Nonostante i temi proposti, con grande spirito tragico, siano comuni all’ecologismo, al movimento occupy, al pensiero della decrescita, a quello della transition…Chiesa non cita nessuno di questi, è troppo occupato a incensare il Club di Roma,  e si limita a dire che quelli di sinistra” (tranne lui quindi) non hanno capito niente perché continuano a pensare che si debba crescere. Forse si riferisce al Pd e al ramo industrialista, quei vecchi tromboni che pensano sia di sinistra solo pretendere l’assunzione di operai e la produzione. Forse la sua è una polemica che rivolge al Pd-Sel odierno… e Grillo? di Grillo dice che non è capace di gestire il potere che ha ottenuto e che dovrebbe rivolgersi e persone che indirizzino il voto di protesta in una politica capace di fare scelte concrete…indovinate a chi deve rivolgersi Grillo? Certo, su una cosa concordiamo: da uno che irride a Giannino che presenta false credenziali, e poi invoca Stiglitz come suo perito-smentito, non c’è da aspettarsi granché, la serietà è un castello di carta di parole, e la situazione di disoccupati, precari, imprenditori al fallimento, interessa poco chi è impegnato al gioco del ” dopo che sarete fottuti avrò la maggioranza assoluta”. Vizietto tipicamente maschile per cui la politica è una guerra e gli schieramenti pure invenzioni di gioco e non realtà sociali e culturali. Tutto cambia con un clic, anzi un joystick, sotto la guida dell’uomo giusto. 
E del resto, non è anche Giulietto un uomo del destino, colui che si propone per il prossimo scenario politico della catastrofe? La catastrofe è quindi una opportunità di cambiamento e soprattutto di impiego, per queste persone che si presentano come imparziali  “cronisti della realtà”, come se i dati portati all’attenzione del loro pubblico fossero inoppugnabili, come se la loro “scienza” fosse l’unica vera e lucida visione del futuro prossimo venturo, la scienza del calcolo computerizzato che ormai prevede tutto , ahahaha! … mentre in Capitalismo si riorganiza facendo pagare a noi i suoi costi, e loro ci presentano un bel libro da comprare: copertina rigida, carta lucida, edito da Mondandori… ma se le materie prime scarseggiano, se dobbiamo cambiare stile di vita, non era meglio se ci regalava un pdf?

Dalla vostra inviata, Dada Knorr.

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 25, 2013 da in acidofile, catastrofismo con tag , , .
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