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GRILLI o GALLI?

galli

Come scrivevano gli ermetici, non possiamo sapere con grande precisione come si fa su larga scala (finché non la proviamo), i problemi sono molti, un po’ quando si cucina un grosso calderone per una fiera, è sempre meglio suddividere, lavorare sulla rete ma anche la rete va annodata con cura e trasparenza, …  e questo lo facciamo sempre, perlomeno ci proviamo nei nostri movimenti, comitati, riunioni di quartiere o nazionali, anche in famiglia (!), la facciamo da secoli con le assemblee, i consigli operai, gli occupy, la cultura della non-delega, la storia politica di tante persone  …perlomeno  quindi possiamo dire come NON SI FA una democrazia partecipata:

-non si fa credendo che la gente possa “votare” e scegliere linee di governo confrontandosi su una piattaforma virtuale, sulla quale chiunque può intervenire e dire “la sua” senza reale peso sociale

-non si fa quindi con una scelta individualistica e frammentata ma rapportandosi alle forze sociali concrete del Paese, con chi fa, chi esprime una storia, chi sa indicare i suoi bisogni e scelte con vasta esperienza

-non si fa con un leader maschio che pare a tutti bravo e rivoluzionario finché non governa e si scontra con le contraddizioni del paese

-non si fa promettendo azioni di governo “risolutive” quando non solo la realtà politica ma il buon senso dicono che anche con la volontà più ferrea ci vorranno decenni per riparare i danni del malgoverno

-non si fa se non si è in grado di fare evolvere le azioni di governo stesse, perché la politica non è una serie di principi assoluti ma un imparare dal confronto, e non con i capitalisti e i burocrati di partito, ma con le altre componenti politiche del paese, un Paese che ha già vissuto proprio ora un “governo tecnico” senza praticamente opposizione

-non si fa con un movimento che si confronta ed elegge i suoi candidati su una piattaforma della quale non sono pubblicati gli utili, della quale non sono chiare le identità di chi la modera e gestisce

-non si fa con un movimento il cui marchio è registrato a nome di una sola persona

-non si fa quando, una volta eletti deputati e senatori, questi eleggono dei portavoce, una delle azioni più necessarie di trasparenza,  a porte chiuse

-non si fa quando il guru dell’informatica che tiene in piedi la baracca fa partire degli aut aut sulle scelte politiche

-non si fa criminalizzando, assieme ai vertici ed ai burocrati di partito, anche gli elettori e le persone che hanno vera cultura politica e ci credono

-non si fa cazzeggiando sull’organo mediatico principe del “movimento”, rispondendo ad un serio appello di intellettuali con una vecchia canzone sugli intellettuali

-non si fa riprendendo temi, volontà, parole chiave dei movimenti, snobbando però le persone che in quei movimenti lavorano da decenni, e che sono servite come “esperti” per incontri e riunioni, ma ora sono fuori da un reale confronto alla pari, perché non sono dei propri “militanti”

-non si fa con le figure di merda nelle quai si vantano invece come consulenti esperti “pezzi grossi” internazionali, che in realtà non c’entrano nulla

-non si fa invocando il “voto assoluto” di mussoliniana memoria, come se la volontà degli italiani dovesse procedere verso un partito unico fatto di persone che, per il solo fatto di avere aderito a un movimento, siano da reputare affidabili e sagge

-non si fa inneggiando a Simone Weil come ispiratrice della teoria secondo la quale i partiti politici sono inutili, pensando che bastino le parole d’ordine del “bene comune”, perché proprio quella Weil,  lungimirante rispetto alla corruzione nei partiti e alla faziosità di essi, ha scritto anche un altro testo, sulle origini del totalitarismo.

-non si fa se non si dà prova di avere a cuore le anime culturali e politiche sane di questo Paese, e non si lavora per valorizzarle, col dialogo, la dialettica, separando, come direbbero i cristiani, “il grano del loglio”, chi ha una moralità da chi pensa solo ai cazzi suoi, persone dalle mille appartenenze politiche o senza appartenenze politiche, ma che ci sono, e non hanno certo scelto e votato solo “Grillo”

-non si fa quindi senza una estrema chiarezza sull’assetto politico, mediatico, economico del proprio movimento, con la pretesa di farsi  portavoce dei movimenti come se si trattasse di medaglie da mettere al petto.

-non si fa senza la consapevolezza di quello che è successo in questi decenni nel Paese durante le emergenze economiche e politiche: perché il Paese è reale, non virtuale, e vive ormai completamente infiltrato dalle mafie, col pericolo sempre presente di una forte svolta a destra, che potrebbe svilupparsi anche infiltrandosi tra coloro che ora, come “movimento”, giocano al tutto e subito, un gioco dal quale noi donne siamo di certo escluse perché troppo poco virili per bleffare.

L’appello di Federico Valerio, stimato ricercatore e sempre presente nelle battaglie contro l’incenerimento dei rifiuti, sulla rete No-inc, al Movimento a 5 stelle perché smetta di giocare a tira e molla e si applichi per una seria proposta di governo, proponendo anche la Legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero, va sostenuto. Legge_iniziativa_popolare_rifiuti_zero
E le vicende politiche di questi giorni dicono a noi donne una sola cosa: che l’etica e la politica nuove che servono a questo Paese dobbiamo farle soprattutto noi donne, ma ci sono troppo galli nel pollaio.

Rimandiamo anche alla lettura di altri post:
– Il leader è maschio, su Femminismi
-Rovesciare la piramide della politica su questo blog.
-Berlu is a virus, di Francesca Palazzi Arduini, su A rivista anarchica n.362.

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