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Elezioni 2013… ci salveranno le amministrative?

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Dai candidati senz’anima … ci salveranno le amministrative?

In questi giorni abbiamo assistito al pullulare di presentazioni di candidati, … di dibattiti coi candidati, … di domande di adesione a impegni di governo per i candidati alle elezioni politiche 2103.
Tutti questi sono tentativi di avvicinare la società alla politica del Porcellum, a una classe politica scarnificata dalla sua funzione, che dovrebbe essere quella di delegata ad applicare criteri di governo scelti dai cittadini. Perché?
Soprattutto oggi possiamo dare molte risposte plausibili: la complessità dello Stato è tale che nessun cittadino riuscirebbe a trovare il tempo di informarsi e decidere con cognizione di causa su ogni settore regolamentato, la classe politica e la burocrazia sono diventate per questo delle entità mandarine, una “casta”, la nostra cultura ci impedisce di seguire coerentemente delle scelte utili a tutte nel momento in esse sono svantaggiose per qualcuno, in una sorta di mercato dei privilegi che alla fine non accontenta che i soliti, i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri … ed i ricchi hanno migliori lobby a Montecitorio.
Si tratterebbe perciò di evitare la rielezione a più mandati, e di redarre un bilancio sociale ‘rivoluzionario’ che con fermezza faccia sì che passo dopo passo si riequilibri la ricchezza verso le classi meno abbienti, verso i territori disastrati, verso le generazioni a rischio.
Assisteremo invece alla solita epidemia di ri-eletti, condita quest’anno dall’incognita di un Movimento a 5 stelle del quale ancora non sappiamo se Beppe Grillo intenderà fare la voce o il portavoce.

130220101207   carloni

Eppure le scelte di politica economica non possono che essere contraddittorie, se le classi sociali sono così variamente rappresentate nelle liste, e segnalano come ancora più rapido lo scollamento della politica dalla realtà: i precari, i lavoratori salariati, disoccupati, tendono a sciamare senza tregua da scelte elettorali di destra a sinistra, agitati dall’onda delle promesse elettorali leghiste, dell’ aggressività xenofoba forza-nuovista, o affascinati dalla grinta di un Grillo che interpreta la rabbia popolare ‘dal vivo’ affermando però che il suo movimento “non si alleerà con nessuno”, cioè dichiarando da subito il proprio disinteresse a governare … se non come maggioranza assoluta?
Certo, è più facile pretendere un ruolo di indirizzamento che prendersi scomodi incarichi di governo i quali si sa, da qualcuno sono sempre contestati, soprattutto se si inizia ad essere poco chiari sin dall’inizio, così Grillo sembra proporre un programma scarno e impreciso (si veda l’articolo analisi di Vladimiro Giacchè su Micromega, ma perlomeno diretto su alcune questioni, mentre quasi tutti i partiti e le liste tradizionali, composti per l’ottanta cento da politici professionisti, nicchiano su molti argomenti diretti (dalla Tav alle Tasse).

elisabetta4   ricciatti_lara

Mentre attendiamo di vedere chi sarà nella realtà a fare da ago della bilancia della politica parlamentare italiana, nuove proposte di “adesione” ai candidati vengono lanciate con comunicati stampa a tappeto, come quella redatta da Legambiente, in un Paese in cui vengono elusi anche i più elementari criteri di tutela ambientale e i cittadini sono costretti a ricorrere ai tribunali.
Potremmo chiedere ai candidati del Pd nelle Marche che l’hanno sottoscritta cosa pensano del progettato Ospedale unico[1] Pesaro-Fano, che andrà a cementificare aree non urbane, … certo i loro “impegni presi” saranno difficili da far rispettare da parte dei cittadini, essendo il meccanismo della politica istituzionale ben allenato ad allontanare l’eletto dagli elettori … in un baleno.
Quante volte abbiamo riascoltato gli stessi candidati alle amministrative regionali, trincerati nei loro uffici anconetani, “impegnati” altrove quando era sul territorio che li si chiamava, o addirittura voltagabbana? Quante volte abbiamo visto i “nostri” europarlamentari sparire nel nulla, e ricomparire a seconda delle loro esigenze e di quelle del loro partito? C’è il dubbio che il “contratto con gli italiani” abbia lanciato una moda alquanto pericolosa: sia se proposto dal vertice, che dalla base,  in caso di inadempienza sono sempre i cittadini a non essere assicurati.

Per questo, rifacendoci al documento “Rovesciare la piramide della politica”, pubblicato su questo blog lo scorso anno, rilanciamo l’appello a convogliare le energie sulle prossime elezioni amministrative, concentrando le forze su un programma unitario radicalmente sostenitore delle classi meno abbienti, della tutela dell’ambiente, per  scongiurare l’auto generarsi di una casta politico-burocratica legata alle lobby e alle logge, con l’unica discriminante dell’antifascismo ma aperta a tutto campo dall’area autogestionaria e del sindacalismo conflittuale, all’area del volontariato sociale, a quella dell’associazionismo, soprattutto composta da persone da candidare per competenza, per dare vita a tavoli di lavoro non al servizio di un partito ma della città e dei quartieri, nell’ottica di non avere più “candidati” ma semplici delegati e delegate competenti a fare ciò che la collettività determina come obiettivo.
Si tratta di allargare il metodo della democrazia partecipativa, mentre a livello nazionale si svolgerà la battaglia per far rispettare il punto caldo di questi anni: la volontà popolare espressa dal referendum sull’acqua e ampiamente disattesa.[2]

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Si è parlato molto in questi giorni di “Retecrazia”, perché è in atto una tendenza sempre più spiccata a confrontarsi e a scegliere in politica basandosi sul web, così come a intessere campagne che più che politiche sono pubblicitarie, morse da un leaderismo sfrenato. La bontà del contributo informativo e politico autogestito in rete si può saggiare col solito buon metodo: rapportare i click alla presenza reale delle persone nelle riunioni di lavoro.
Se la Rete può ovviare alla mancanza di tempo e alla distanza, non può infatti ovviare a una cosa: alla presenza sul posto di lavoro, alla costruzione di solidi rapporti interpersonali nelle città e sui territori, alla verifica del detto.
Per questo uno dei metodi principe già collaudati durante i momenti di Occupy in tutto il mondo è anche l’assemblea e sono anche i “World cafè”, i tavoli di lavoro[3]. E per questo occorre anche chiedere a noi stessi e agli altri di rinunciare a qualche giro negli ipermercati e nelle vie dello shopping compulsivo, a qualche torneo di Playstation, a qualche serata tv, per essere presenti in carne ed ossa nelle politica del luogo dove si vive.
Non ci salverà la Bellezza ma la partecipazione.


[1] Emblematico a questo proposito il silenzio dei lavoratori della sanità nella vicenda dell’Ospedale unico, mentre i sindaci delle città coinvolte nell’operazione di privatizzazione della sanità alternano dichiarazioni altisonanti in difesa del bene pubblico a ritirate e i poteri forti locali, in testa l’assessore regionale Pd alla sanità, contrattano  le strategie di investimento della terza industria regionale, appunto  la sanità, e si parla dell’ingresso di colossi discussi come Impregilo.

[2] Mentre i cittadini protestano, in difesa del referendum, gli amministratori cedono le quote di gestione del servizio idrico, vedi la Diffida a cedere le quote ai privati, esposto contro la decisione della Provincia di Pesaro e Urbino, votanti a favore anche coloro che in Consiglio provinciale avevano perorato la causa del Referendum. Intanto l’Autorità autorizza l’aumento delle tariffe e solo il Consiglio di Stato replica giudicando la bolletta dei servizi idrici “illegittima” dal  luglio 2011.

[3] Sulla questione dei Tavoli, sarebbe interessante portarvi argomenti che ora inusuali rispetto alla disfida sull’Imu: ad esempio la questione che tocca da vicino la gestione dei rifiuti su tutti i territori, la TARES-TARSU, per quest’ultima c’è già chi ha intavolato la battaglia per il rimborso dell’Iva fatta pagare indebitamente sulla Tarsu. Certo, speriamo che la battaglia non venga “vinta” così come si vinse quella per il rimborso sui canoni di depurazione indebitamente riscossi, per i quali l’Autorità autorizzò il recupero tramite l’aumento delle tariffe acqua. I rimborsi cioè non provengono dalle tasche di chi li ha incassati ma da quelle di tutti gli utenti.

A proposito della Tares, Marco Caldiroli fa notare che non sarà impossibile, peri Sindaci che lo vogliano, aprire il campo alla tariffa puntuale in luogo del solito borseggio, in una esauriente nota scritta per il Coordinamento no-Inc:

  1. Il comma 387 della L 228/2012 modifica l’art. 14 della L. 214/2011 istituisce il “tributo comunale sui rifiuti e sui servizi”
  2. “la tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti per unità di superficie, sulla base dei criteri determinati …. “ con il DPR 158/1999, ciò sembra escludere una tariffa puntuale calcolata sulla quantità prodotta da ogni cittadino ed il ritorno al sistema TARSU fondato sulla attribuzione di una produzione di rifiuti per mq  per tipologia “produttiva”;
  3. allo stato si considera la superficie dichiarata per TARSU e/o TIA; sono escluse le superfici ove si formano rifiuti speciali (non assimilati)
  4.  11. “La tariffa e’ composta da una quota  determinata  in  relazione alle componenti essenziali del costo del  servizio  di  gestione  dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata  alle  quantita’  di rifiuti conferiti, al servizio fornito e  all’entita’  dei  costi  di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di  investimento  e  di  esercizio.   La   tariffa   e’   determinata ricomprendendo anche i costi  di  cui  all’articolo  15  del  decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36. “  Quindi si mantiene la caratteristica binomia esistente per la TIA;
  5. alla tariffa come sopra determinata si applica una maggiorazione pari a 0,30 % per mq per i costi relativi ai “servizi indivisibili dei comuni”, quindi viene aumentata per far fronte a spese che non sono direttamente riferite al servizio e dunque alla produzione dei rifiuti;
  6.  15. Il comune con regolamento puo’ prevedere riduzioni  tariffarie, nella misura massima del trenta per cento, nel caso di:      a) abitazioni con unico occupante;      b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale  od  altro uso limitato e discontinuo;      c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti  ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;      d) abitazioni occupate da soggetti che  risiedano  o  abbiano  la dimora, per piu’ di sei mesi all’anno, all’estero;      e) fabbricati rurali ad uso abitativo.  (quindi sono confermate alcune riduzioni già esistenti)
  7. 17. Nella modulazione della tariffa sono assicurate  riduzioni  per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.   (questo sembra essere uno strumento per considerare la RD anche se riferita all’universo delle utenze e non ai singoli cittadini)
  8. 18.  Alla  tariffa  e’  applicato  un  coefficiente  di   riduzione proporzionale alle quantita’ di rifiuti assimilati che il  produttore dimostri di aver avviato al recupero. (questo esisteva già ma non riguarda i rifiuti “domestici”);
  9. 19. Il consiglio comunale puo’ deliberare  ulteriori  riduzioni  ed esenzioni. (e questo potrà essere uno strumento per modificare alcune rigidità della TARES)
  10.  “29. I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione  puntuale della quantita’ di rifiuti conferiti al  servizio  pubblico  possono, con regolamento,  prevedere  l’applicazione  di  una  tariffa  avente natura corrispettiva, in luogo del tributo. “  (con questo articolo si permette ai Comuni di sostituire il tributo TARES con la tariffa puntuale – comunque con l’aggiunta dello 0,3 % per mq per i servizi aggiuntivi compresi nella TARES). Questo punto è quello che dà la possibilità di mantenere e/o introdurre quanto previsto dall’art. 238 che non viene né abrogato né modificato, infatti anche la TIA, in realtà (comma 2) è basata sulla “quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi ….” , è binomia e uno dei parametri era (ed è) “una quota rapportata alla quantità di rifiuti conferiti ….”.

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 23, 2013 da in elezioni 2013 risultati, piano nobile con tag .
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