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PiU CULTURA: soddisfatti o rimborsati?

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E’ stato chiamato “Bilancio partecipativo” ed è partito con la presentazione dei progetti su una piattaforma online (http://www.piucultura.org), sulla quale poi è stato accettato il voto dei residenti nella provincia di Pesaro e Urbino sino al 2 dicembre 2012, e per il quale è stata congiuntamente organizzata la possibilità di votare tramite coupon ritagliabili dal quotidiano Il Resto del Carlino. Al voto potevano partecipare i residenti nella nostra provincia.

Su 74 progetti presentati, 64 sono stati ammessi alla selezione, per la quale sono stati messi in palio in totale 70mila euro. La soglia del budget da richiedere era stata fissata in diecimila euro. Troppi concorrenti per una posta che potrebbe “accontentare” solo 7 od 8 progetti, al massimo una dozzina?

Fin da subito sono emerse perplessità da parte delle associazioni concorrenti:

-la denominazione stessa dell’ iniziativa, “bilancio partecipativo”, dà per scontata l’informazione ed il dibattito sul bilancio del settore cultura delle Provincia di Pesaro e Urbino, anche se non è stato fornito alcun dato sul bilancio cultura nel suo complesso,  non è stata adeguatamente spiegata la decisione di mettere in palio quella cifra né è stato detto se si tratta di fondi regionali o altro.

-nel regolamento dell’iniziativa inoltre si legge: “ Il bilancio partecipativo “PiÙ Cultura! La cultura partecipa, partecipa alla cultura!“è rivolto a tutti i residenti della Provincia di Pesaro Urbino e agli enti e realtà associative operanti sul territorio provinciale”, e infatti hanno partecipato al bando molti enti locali, oltre a molte associazioni che già usufruiscono di altre forme di finanziamento. Si capisce come competere con progetti sostenuti da comunità locali, o con soggetti già finanziati, può essere una battaglia impari.

-e proprio sulla “battaglia”, alcune associazioni hanno commentato negativamente: perché tanti hanno avuto la sensazione, stante la bassa percentuale di voto online raccolta, che si stesse facendo una battaglia tra poveri, e che ci si stesse leggendo e votando solo tra soci di associazioni (1000 voti online raccolti, una media di 16 voti a progetto).

-l’alta percentuale di coupon compilati invece (oltre 5000), ha fatto pensare ad un attivarsi dell’interesse dei cittadini o in alternativa alla mobilitazione di varie associazioni ed enti nella raccolta, e compilazione delegata, dei coupon da parte di chi poteva accedere alle copie de Il Resto del Carlino o da chi ne ha incrementato l’acquisto.

-oltre a ciò, nel regolamento è anche specificato che “ L’Amministrazione Provinciale ha altresì facoltà di proporre agli enti ed organizzazioni che non dovessero ricevere contributi per i propri progetti presentati nell’ambito della procedura “classica” (dopo la concertazione e i relativi riparti), di presentare quei progetti nella procedura di bilancio partecipativo”. Dunque il sistema che vedrà la classifica dei progetti redatta sui voti ricevuti in proporzione al budget richiesto, potrà essere ridefinita facendo accedere al contributo, per “facoltà” decisionale dell’amministrazione, altri soggetti!

Tutto questo, in una società che vede ormai i cittadini sottoposti a diversi tipi di “esperimenti” partecipativi (primarie, referendum, sondaggi) tutti basati in realtà su decisioni già prese a monte o con risultati ignorati, non ci è parso negativo ma di certo nemmeno positivo. Sarebbe interessante sapere cosa sanno e cosa pensano tutte le associazioni coinvolte.

 Francesca Palazzi Arduini.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 20, 2013 da in guarda qua (ed anche qui e quo), piano nobile, politica locale con tag .
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