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Fano: come NON dare una notizia razzista.

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Qualche anno fa l’associazione Nuovo Mondo di Pesaro ed Alternativa Libertaria organizzarono una serie di incontri sul razzismo nella comunicazione mediatica intitolati “Sbatti il mostro in prima pagina“, per capire e sottolineare come il razzismo si esprima anche, spesso per bocca dei nostri politici, sulle pagine dei maggiori quotidiano. Quando, per dare una notizia, si sottolinea oltre misura o senza motivazioni dirette la nazionalità di un persona coinvolta in un fatto di cronaca nera, ad esempio.
Ancora più spesso queste notizie passano sui media quando ad essere pubblicato è l’intero comunicato stampa di formazioni politiche quali la Lega. Ne è esempio il comunicato stampa del consigliere regionale Zaffini, cittadino fanese, che nel volersi porre a difesa della quiete pubblica, in viale Piceno, addossa le responsabilità del baccano e dei fastidi ad alcune persone qualificandole come Rom, come se questa fosse una aggravante, o ancor peggio, la ragione di un comportamento maleducato e insidioso verso una famiglia di anziani.
“Da tempo sono presi di mira dai numerosi Rom, che risiedono in un condominio attiguo”, scrive Zaffini, e “Se poi come qualcuno sospetta, che i nomadi siano stati collocati in quel appartamento -dai preti-” insiste ovviamente additando l’origine razziale di queste persone come causa di ogni problema, sarebbe anche peggio.
Sarebbe invece il caso che qualcuno facesse notare al signor consigliere regionale, profumatamente pagato coi soldi pubblici, e che così poco vediamo intervenire su questioni ben più impegnative, che di vandali, e di rompicoglioni, ne esistono un ogni quartiere, e spesso ci capita di vedere persone “padane” comportarsi cafonamente al pari di persone “meridionali” o addirittura di “rom”.
Poiché il lancio di sassi e petardi è purtroppo patrimonio di tutte le s-culture, e non certo dei Rom, ci chiediamo se sia possibile che anche la stampa non voglia essere più imparziale, e perlomeno proporre questo tipo di notizie facendo in modo che queste sottolineature (visto che l’incitamento all’odio etnico e razziale è anche un reato, ci pare) siano controbilanciate da una visione meno distorta dei fatti, che dia conto di quello che succede in città con maggiore equilibrio.
Certo, non ci stupiamo delle escandescenze della Lega, da tempo autnominatasi Sentinella anti-diversi, che approfitta di ogni occasione per legare i drammi alla provenienza etnica delle persone, credendo così di lavarsi le mani dai problemi. Dobbiamo riconoscere che forme di razzismo, omofobia, odio politico, sono ormai all’ordine del giorno, non per niente abbiamo avuto per anni la scuola dell’on.(si fa per dire) Berlusconi, che ha fatto dell’insulto ai nemici politici un vanto.
Proprio a Fano abbiamo avuto di recente altri esempi di questo tipo di diffamazione, che cerca di colpire basso, nei confronti del consigliere Mascarin, il quale si è visto rispondere ufficialmente da due assessori (Cucuzza e Del Vecchio) sulla questione della applicazione della legge 194 a Fano che “vorremo sottolineare quanto lui stesso abbia usato ideologie del passato, presentate a livello nazionale dal tristemente noto terrorista appartenente alla Brigate Rosse Sofri Adriano“… quale esempio di diffamazione politica più imprecisa e triste?
Per non parlare anche della replica della stessa assessora, Cucuzza, alle donne di Femminismi, sul convegno da lei presieduto su posizioni antiabortiste latenti (si trattava della famosa campagna del MPV “Uno di noi” ), l’assessora, capendo di aver toppato, per difendersi parte all’attacco e spara contro il gruppo (formato oltretutto da note bioeticiste e operatrici che su queste questioni sanno di sicuro più di lei) dicendo che “Invece di parlare a sproposito, dovevano presenziare alla conferenza…”, come se le parole riportate dalle stampa non fossero state esaurienti e chiare.
Passare da qui alle invettive contro i gay, le donne, i meridionali, e ogni altro tipo di carattere fisico, razziale, di genere, di cui si vantano sulla stampa i nostri politici e prelati, è cosa facile ma concludiamo questa breve rassegna di inizio anno con un altro invito alla stampa: e se invece di far scandalo faceste a meno di dargli tutto quello spazio, che non si meritano?

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 4, 2013 da in razzismo e comunicazione con tag , , , , .
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