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Contestata la sfilata di Bersani a Fano…

Venerd’ 16 novembre, Bersani a caccia di voti fanesi, contestato dai docenti della scuola pubblica:

A nome di tutti i docenti della provincia che si stanno attivando attraverso mozioni espresse dai collegi delle varie istituzioni scolastiche, abbiamo manifestato preoccupazione e profondo dissenso per le politiche scolastiche dei Governi dell’ultimo decennio, caratterizzate da ingenti tagli di risorse umane e finanziarie alla scuola pubblica – dalla riduzione di 87.000 cattedre a quella di quasi altrettanti posti del personale ATA, dal blocco dei contratti alla ‘riforma’ delle pensioni, dai vari provvedimenti contro i precari alla minaccia di aumentare le ore di insegnamento frontale.

Quando tale provvedimento entrasse in vigore, non solo peggiorerebbe sensibilmente la qualità delle prestazioni didattiche agli studenti, ma vanificherebbe le aspettative di migliaia di docenti precari che, già abilitati all’insegnamento e regolarmente inseriti nelle graduatorie, svolgono da anni un lavoro insostituibile per il funzionamento della scuola italiana, in attesa che venga loro assegnato un incarico definitivo.

Questo insieme di scelte evidenzia l’aspetto puramente ragionieristico della governance del sistema istruzione nel nostro Paese: la scuola pubblica vista come un settore in cui ‘fare cassa’ in un momento di crisi del bilancio statale, mentre il Ministero trova i fondi per i recenti stanziamenti a beneficio delle scuole private.

Altri Paesi, di fronte alla crisi di questi ultimi anni, hanno effettuato tagli al bilancio statale, ma hanno aumentato gli investimenti in istruzione, ricerca e infrastrutture, proprio come risposta alla crisi globale. Consapevoli del fatto che gli investimenti in istruzione e ricerca rappresentano un fattore strategico per il superamento della crisi economica e per la crescita, richiediamo che, in tali settori, si operino non tagli, ma un aumento delle risorse proprio in funzione dello sviluppo e della competitività del nostro paese in un mondo globalizzato.

Le scuole del territorio in collaborazione fra loro e collegate ad una rete nazionale attiveranno ogni forma di contrasto e di resistenza di fronte a scelte politiche e a tagli indiscriminati, in funzione di un progetto educativo complessivo, strategico per la scuola pubblica del nostro Paese, sostenute dalla profonda convinzione che senza scuola pubblica non può esserci vera democrazia.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 19, 2012 da in politica locale, precari scuola marche con tag .
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