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MMS: anche i ricchi piangono.


Diamo una occhiata, seppur da non addetti ai lavori, al bilancio 2011 di Marche multiserivizi: l’indice ROE, “Return on equity”, che misura la redditività dell’investimento azionario, è passato dal 19,72% del 2010 al 15,16% del 2011. Ciò a causa di un Bilancio generale che vede aumentare gli incassi ma anche alcuni assestamenti patrimoniali, l’aumento delle spese per la gestione dei vari servizi (ma non di quello idrico, che ancora garantisce enormi profitti).Un indice comunque di redditività altissimo visti i tempi di crisi.

Gli utili per gli azionisti sono leggermente diminuiti, 3.707.149 euro dei quali 2.152.001 saranno i dividendi … consideriamo però che le azioni possedute costituiscono un capitale sociale di soli 13.450.000 euro, del quale il 40,64 posseduto da Hera spa, con azioni per un importo di 5.466.000. Fate i vostri conti e vedete qual è l’interesse riscosso sul denaro prestato, il 16%. Hera inoltre gode anche degli interessi su dieci milioni di euro prestati, in scadenza prevista nel 2027

Se consideriamo che in questi anni questo utile è sempre stato di questo livello, possiamo capire come questi soldi, se utilizzati non come utile ma reinvestiti nel servizio, avrebbero potuto coprire in pochi anni le spese necessarie all’ottimizzazione del servizio (acquedotto Pesaro, spese per garantire riserve d’acqua, spese per migliorare la qualità dell’acqua ecc.).

I ricavi d’esercizio, pari a 90,9 milioni di euro nel 2011, sono cresciuti del 3,95%, solo i ricavi delle vendite nel servizio idrico (oltre 127mila utenti) crescono del 4,65%, a fronte di questa crescita gli investimenti nella rete idrica, soprattutto nel sistema fognario e di depurazione, sono di soli 6,6 milioni di euro.
Teniamo conto che nel frattempo la tariffa idrica, in placido accordo con l’autorità d’ambito, AATO (che dovrebbe tutelare i diritti dell’utenza), cresce progressivamente in modo da assicurare nel tempo un profitto certo a MMS, in cambio di un piano di adeguamento che non contempla affatto la ristrutturazione della rete idrica ma solo lavori di manutenzione e ammodernamento in settori importanti ma marginali rispetto alla crisi idrica in atto (manutenzione, allargamento rete ove necessario, disinfezione acque), secondo il Piano d’Ambito 2011-2016.

Non solo, AATO ha deliberato nel dicembre scorso che i rimborsi dovuti sa MMS agli utenti per canoni di depurazioni non dovuti, cioè riscossi anche in luoghi ove tale servizio non è presente, in ottemperanza con la decisione governativa, debbono essere pagati da tutti gli utenti tramite apposito aumento tariffario!
A fronte di un indebitamento bancario corrente che genera il pagamento di interessi di oltre un milione di euro nel 2011, con un tasso medio di indebitamento calcolato in 2,37% nel 2011, quindi in crescita (2,01% nel 2010), quali sono i vantaggi per l’utenza?

E quale la reale destinazione del capitale accantonato, che passa da 23.797.000 addirittura a 30.339.000?

E’ recente la notizia riguardante i compensi pagati ai dirigenti di Hera spa, calcolati da Filctem-Cgil.
I compensi, con le nuove nomine previste con la fusione con la veneta Acegas: 19 milioni di euro, solo due milioni di euro in meno rispetto agli investimenti fatti nel 2011 su TUTTA la rete idrica, con un rapporto tra dirigenti e lavoratori del settore che è statisticamente dello 0,9%, mentre in Hera giunge al 2%! Tanti baroni, quindi, con un presidente che incassa 475mila euro l’anno.

E MMS? Come se la cava? I compensi per amministratori (7) e sindaci (5) ammontano nel 2011 a 294.887 euro rispetto ai 313.285 del 2010.

Francesca Palazzi Arduini

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 15, 2012 da in acqua bene comune con tag .
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