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Spazi sociali a Fano: divide et impera


Si susseguono nell’estate fanese gli esempi di una gestione clientelare degli spazi pubblici. Si è iniziato con la questione dell’uso della Rocca Malatestiana la quale, negata e a caro prezzo negli anni scorsi ai comuni mortali, ora è stata concessa in gestione ad un gruppo di persone costituito in fretta ad hoc, che farà in tutta evidenza un uso falsamente “aperto” (a discrezione dell’amministrazione cui va comunque presentata la richiesta) del luogo, usufruendo di  soldi pubblici regionali per l’animazione, al di fuori di una gestione partecipata da tutte le associazioni e al di là di ogni regolamento d’uso (quale ad esempio quello che, a dire della stessa dirigente Grazia Mosciatti, vietava di svolgere concerti all’interno “perché lo spazio non ha uscite di sicurezza”).
Si passa poi all’uso della chiesa di San Francesco, a fianco della residenza municipale, per un improvvisato e inedito scopo matrimoniale del Sindaco… anche questo uno spazio mai concesso fino all’arrivo della nuova dirigente, e che ora si apre al collaudo dei soliti noti.
Purtroppo i collaudi non sono concessi a tutti, avrebbero voluto collaudare il Teatro, ad esempio, sabato scorso, le centinaia di spettatori congelati (temperatura 14 gradi), seduti per due ore e mezza alla più economica Corte Malatestiana, nella sera umida che vedeva la parte finale dell’Incontro internazionale polifonico Città di Fano. Spazio concesso per risparmiare, con sullo sfondo del palco un telo simile a quelli della monnezza, e la metà della platea fuggitiva per il freddo, l’altra metà molto contenta di poter battere i piedi al ritmo della Cucaracha. Fischi e “buuu” meritati all’arrivo dell’ex assessore alla cultura Mancinelli.
Risolini ironici anche durante i ringraziamenti ai finanziatori della importante manifestazione, tra i quali sembrava essere incluso Sigismondo Malatesta, ex “proprietario” del luogo: perché a Fano ormai per avere qualche mezzo occorre chiedere alle mumme!!!
Episodio finale, last but not least, la figuraccia fatta ieri alla presenza di una delle più note filosofe mondiali, Agnes Heller, invitata dalla “Cattedra” del dialogo a presentare il suo libro alla Mediateca Montanari: iniziativa svoltasi con un’ora di ritardo perché non si sapeva dove mettere le decine e decine di persone in “esubero” rispetto alla modesta capienza della sala, e neanche un servizio di videoconferenza disponibile nella Mezza-teca. Certo la prossima volta gli organizzatori si rivolgeranno a qualche spazio ecclesiale e non a un finto spazio pubblico per sfuggire al ridicolo. E certo è preferibile che la classe politica locale corra col tricolore a presenziare festival della salsiccia marinara o miss bagnina piuttosto che presentarsi a salutare una signora che ha lavorato con Lukacs e Adorno ed è stata testimone del nazismo e dello stalinismo.
Ora, mentre da un lato con una mano si toglie e con l’altra pure, e dall’altro si varano nuovi regolmenti che fanno della politica il metro di giudizio per le ammissioni al bene pubblico (con punteggio dato dai consiglieri comunali a maggioranza)… ognuno correrà per accapparrarsi la benevolenza di consiglieri comunali, banche, confraternite e fondazioni in modo da poter continuare a fare attività? La guerra tra poveri non è mai finita.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il settembre 10, 2012 da in acidofile, spazi pubblici.
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