rimarchevole…

un blog di provincia…

Parassiti dell’acqua.

Abbiamo assistito in questi mesi al preoccupante teatrino di uomini politici e burocrati più o meno facenti parte delle nomenklature di enti, uffici, consigli comunali locali, a favore del passaggio della gestione dell’acqua pubblica fanese a Marche Multi-disservizi. E ora vediamo in azione la stessa Spa alle prese con l’emergenza idrica, che emergenza, se si attuasse una politica di investimento vero nella rete, non sarebbe.
Si parla di “14 milioni di euro per sostituire l’acquedotto pesarese” che va in pezzi, e il presidente di Marche Multi Servizi piange miseria, peccato che non ci abbia ancora spiegato a cosa servono quei 24 milioni di euro accantonati (bilancio 2010) e peccato che i quasi 5 milioni annuali di utile dell’azienda  non vengano utilizzati a beneficio della gestione idrica.  
Un’ azienda come MMS, quindi, dimostra un’ incomparabile abilità amministrativa nel ricavare utili per i suoi azionisti e accantonare fondi, e poi si rende protagonista di episodi apocalittici come l’interruzione di pubblico servizio per 30 ore per una città come Pesaro, e cagiona la mancanza di acqua potabile a tutto il comprensorio fanese. Meriterebbe il licenziamento in tronco, ma così non sarà, sembra addirittura che essa sia diventata essenziale, nonostante non dimostri né lungimiranza tecnica (e i cittadini costretti a lavarsi con la Ferrarelle ne sanno qualcosa) né sia indispensabile dal punto di vista amministrativo: visto che è indebitata con le banche come qualsiasi azienda  potrebbe fare per garantirsi il funzionamento.

Quello che mi chiedo è: se il comune di Pesaro è, con Hera, azionista di maggioranza e incassa fior di milioni di utili, con che faccia va poi a spiegare ai cittadini le “ragioni” dell’aumento delle tariffe e dell’impiego in altri settori degli utili?
Pensiamo poi alle ordinanze: Pesaro e Fano sfruttano all’osso l’acqua del Metauro. Ma fino a fine giugno non esiste nessuna ordinanza che razionalizzi i consumi cittadini a oltranza nonostante la siccità incombente: il sindaco pesarese la emette il 6 luglio, consentendo l’annaffiamento di orti e giardini per due volte alla settimana, il sindaco Aguzzi l’aveva emessa a fine giugno lasciando lo stesso la possibilità di annaffiare, nessun accenno ad altri consumi che potrebbero essere raziocinati (sembra che l’acqua si sprechi solo per lavar auto e cortili) … in compenso i comuni delle vallate del Metauro, addirittura in agosto, si svegliano ed emettono ordinanze totalmente punitive che vietano DEL TUTTO pure l’annaffiamento degli orti e dei giardini … prevedendo l’applicazione di sanzioni da manuale non per chi consuma un numero di metri cubi eccessivo, ma per chi viene sorpreso, che ne so, a lavarsi il vetro dell’ auto.
Altra domanda quindi: a chi appartengono il Metauro ed il pozzo del Burano? A tutti noi, che usiamo l’acqua per dissetarci, lavarci, coltivare la terra, o agli azionisti di MMS, che lucrano su acqua che viene sottratta al fiume ed alla sorgente (forse) fossile d’incomparabile valore presso il quale abitiamo?

Penso che i sindaci della vallata dovrebbero razionalmente interrogarsi sui consumi dei vari comprensori, paragonando i loro miseri utili di miserrimi azionisti MMS al valore che svendono alla stessa MMS; i cittadini dovrebbero chieder conto ai sindaci delle disparità di trattamento in merito alle ordinanze  e dell’atteggiamento che va dal lassismo (prima) al sadico-poliziesco (poi) rispetto alle norme per l’uso dell’acqua. Se così non si fa possiamo dire che esiste allora una connivenza (ormai si può usare questa parola visto che sono anni che ci pigliano in giro parlando di tutela a e lavori che nessuno finanzia), che consente a Marche multi servizi, preoccupata essenzialmente dell’aumento degli utili e del recupero dei crediti dagli indigenti che non pagano le bollette, di pensare di acquisire nuovi soci invece che di chiudere bottega.
Per contrastare questo occorre non solo l’intervento dei Sindaci, ma serve spezzare la collusione tra Multi-utility e politici, e lo stesso Ambito Territoriale, un ente che i fatti dimostrano  inutile.  Occorre l’intervento CONCRETO delle associazioni delle consumatori che apra: a) un capitolo giudiziario che chieda conto dei disservizi gravissimi, segnali gli illeciti ravvisabili, chieda la rottura del contratto con MMS  b)una battaglia di protesta civile per la publicizzazione del servizio.

 FPA

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il agosto 9, 2012 da in acqua bene comune con tag , .
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: