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Fresca modestia

La misteriosa poetessa del Metauro ci offre questa lirica dedicata ad Antonia Pozzi ,
a chi non ha più fiducia e a chi ha caldo…

Modestia,
cara virtù perduta
tra i villeggianti
del mondo in salita
tutti sui suv e
con possesso di biglietto
per salire veloci
sin sul tetto

Modestia,
di te e di me che siamo andate
a piedi
con lo scarpone in camoscio
della zia, senza prender
nemmen la funivia,
stanchezza nostra
ferme sullo scalino
della chiesetta a mangiar
dall’incartata un pasto demodè
 pane e frittata

Modestia di me
e Antonia, la sbadata
che si ferma a guardare
le farfalle
che poi il babbo
la pugnalerà alle spalle.
Questa modestia
dal sorriso triste
ricco di luce però
ormai antica in questa Kodak
dall’alone spirituale

Ritrae il sorriso
che illumina le guance
il vento tira e là in fondo sempre uguale
troneggia la Catena
tutta roccia
mentre i turisti corron via a far la doccia.

Scendiamo noi invece piano piano
senza l’allure di condottieri o atlete
con la borsa di stoffa questa strada
tutta di sassi che costeggia la parete

Antonia e io, sullo stradino bianco
costeggiato ancora di Achillea
io e la mia amica con la nostra idea.
Che ci sia sempre il buono
lì alle spalle
anche ora che scendiamo a valle
dietro di noi
la speranza e l’inconsueto
mentre
nel dubbio noi modeste andiamo
inseguite da ciò che non sappiamo.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 1, 2012 da in poesia con tag .
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