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Fano: liberiamo la cultura dall’ingerenza del potere politico.

 

 

E’ ormai cattiva abitudine per gli amministratori fanesi indirizzare implicitamente le attività culturali e artistiche tramite la concessione o meno di spazi, patrocinio e contributi:
ottenere uno spazio comunale, sala o spazio pubblico, è praticamente impossibile se non si possiede un canale attivo per comunicare con la giunta comunale, e per chi non gode dell’interesse di questa il canale … non c’è.

Aree restaurate ed attrezzate come il Bastione Sangallo e la Rocca Malatestiana sono quasi sempre chiuse alle attività durante l’anno, e chi ne fa richiesta si sente però rispondere che sono occupate da “altre attività”, o si vede chiedere una tariffa giornaliera, atta a dire della amministrazione al rispetto delle norme di sicurezza, esorbitanti e al di là delle possibilità economiche di ogni associazione non lucrativa.
Le sale pubbliche per conferenze sono anch’esse, a parte quella del consiglio inadatta per disposizione e orari, non disponibili , come quella di San Michele, raramente concessa perché gestita dall’università, o quelle delle circoscrizioni, ormai chiuse.

Eppure per attività che la giunta giudica A SUA DISCREZIONE interessanti, vengono reperiti fondi e spazi ed interpretati meno restrittivamente i regolamenti: è il caso della Rocca Malatestiana, ora affidata a una associazione che vede come gran parte dei componenti i calciatori di una società sportiva.
Stessa cosa per il Patrocinio comunale, il quale andrebbe concesso “per iniziative o manifestazioni di notevole interesse pubblico e prestigio per la città” anche a soggetti che perseguono fini di lucro, definizione vaga che permette alla giunta di facilitare alcune iniziative, anche lucrative, a scapito di altre, senza che vi sia chiarezza sui criteri di scelta.
Se non è bastato lo scandaloso diniego di ospitalità lo scorso anno e questo al Moonlight Festival, manifestazione unica in Italia che richiama un bacino di un minimo di 2000 persone, perché i cittadini fanesi, soprattutto i più giovani, si rendessero conto dell’inaccettabile disparità di trattamento da parte della giunta comunale verso le associazioni, ora il caso Rocca Malatestiana rende evidente una situazione non più accettabile , per risolvere la quale occorre però non limitarsi ad obiettivi immediati, come la revoca della concessione dello spazio ad una singola associazione, MA CHIEDERE A GRAN VOCE NUOVE CHIARE REGOLE E UN TOTALMENTE DIVERSO METODO DI APPROCCIO AL SOSTEGNO DELLE INIZIATIVE CULTURALI.

 

Per questo rinnoviamo l’invito a tutti coloro che operano nei settori della cultura e dell’arte, ed anche a organizzazioni politiche, sindacali, ricreative, onlus e cittadini/e singoli/e a mobilitarsi per PRETENDERE la fine dell’ingerenza del potere politico sulla cultura, perché si aprano spazi per respirare in una città nella quale ormai gli unici eventi culturali e artistici degni di tale nome, e che realmente costruiscono un tessuto culturale, vanno avanti grazie al sacrificio personale e rischiano nel tempo di svanire lasciando desolato e vuoto un territorio altrimenti attivo e vivace.
Il nostro punto di vista ci suggerisce queste priorità:

 

a)L’amministrazione concordi col Tavolo della associazioni e tramite consultazione con tutte le realtà presenti sul territorio (bisognose di spazi pubblici per attività di comunicazione e incontro a fini culturali, politici, ricreativi, sociali) nuove modalità trasparenti per la gestione di Rocca Malatestiana e Bastione Sangallo.

b) Le nuove  modalità siano fondate sulla massima trasparenza degli atti, su calendari concordati, su tariffe basse garantite da un piccolo plafond finanziario comunale apposito.

c)L’amministrazione si impegni a censire ed elencare pubblicamente tutti gli altri spazi pubblici minori destinabili  a dibattiti pubblici, conferenze, attività giornaliere,e  li renda disponibili tenendo anche un calendario pubblico delle disponibilità.

d)L’amministrazione disponga un facilitatore comunale che segua e aiuti le associazioni nella preparazione di eventi pubblici in luoghi aperti o chiusi, in modo da rendere facile, e abbattere i costi, per la messa in sicurezza e l’espletamento delle misure prescritte.

e)L’amministrazione si impegni assieme alle associazioni a svolgere un lavoro di ricerca di nuovi spazi da recuperare all’uso pubblico.

f)Infine, l’amministrazione cancelli il vago art.7 del Regolamento sulla concessione di contributi pubblici, riguardante il Patrocinio, strumento gestito poco chiaramente che crea una inaccettabile disparità tra manifestazione gradite e non al potere politico.

 

Rimarchevole, il meta-blog di provincia.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il giugno 26, 2012 da in diritti civili, politica locale, spazi pubblici con tag .
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