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Il terribile aprile della multiservizi, racconto grottesco.



Il terribile aprile della multi servizi. Racconto grottesco privo di riferimenti a fatti e persone reali.

 12 mesi sono passati da quella terribile data, nel giugno dello scorso anno, nella quale i cittadini di tutt’Italia sentenziarono la volontà di far governare l’acqua pubblica da enti del tutto pubblici, e di non voler più pagare a investitori privati i profitti immensi derivanti dalla gestione ordinaria di una cosa pubblica.
Nessuno ha saputo da allora capire cosa stia succedendo dentro i grandi palazzi in cui  si prendono le decisioni circa questi immensi capitali sottratti alla gestione pubblica a causa, si dice della “povertà” di quest’ultima. Sta di fatto che svariati milioni di euro all’anno finiranno tutt’ora nelle tasche di chi ha prestato capitale privato per investire sulla gestione dell’acqua, perché, è stato sentenziato, il referendum non ha effetti retroattivi. Proviamo però a guardare in un immaginario tubo telescopico dentro alla sede dirigenziale di una di queste aziende, che dorme tranquilla perché ha rinnovato il suo contratto con i soci privati due mesi primi del referendum, per cinque anni, ma … :

Sono le otto, il sommo Manager dell’azienda, che dorme da qualche mese in una teca di vetro recante il logo dorato MMS ( Managerialità Modestia e Stipendietto), si alza lentamente e si dirige nel suo bagno privato, in una stanza simile a quella dell’ufficio di Humprey Bogart in “Sabrina”, corredata di tutto ciò che serve per dormire, cambiarsi, e di olive per il Martini.
Una mezz’ora dopo, mentre il Manager è ancora nel suo Privé, entra trafelata, sbattendo la porta, con sotto il braccio alcuni faldoni, la sua Vice urlando.
-Tizziroli! Ma dov’è finito? Sono 2 minuti e mezzo che l’aspetto di sotto in ufficio!
-Signora Fratello, son un attimo di qua, … pùh, … sput (strani rumori e gorgoglii escono intanto dalle stanze private del Manager).

Senza indugio, la trafelata signora apre la porta e davanti a Lei (e a noi) si apre la visione del Manager inginocchiato di fronte ad uno strano marchingegno con un boccaglio e dei tubi nei quali egli sembra sputare.
-Ma … che sta facendo?
Il Sommo si alza, si frega le mani sui pantaloni e, in atteggiamento pensoso:

-Senta, Fratello, io ho trovato una soluzione al problema che ci si presenterà di qui a 4 anni, con la, con la …(gli manca la parola, si fa pallido, si slaccia il primo bottone della camicia)

-con la … pubblicizzazione?

-ecco, sì, dell’acqua. Appunto … pubblica. Ecco, vede, (indica il marchingegno con le sua ampolle trasparenti e i suoi tubi), me l’hanno portato ieri seri da Bologna, si tratta del Reintegratore di Liquidi, nuovo modello HOL 9000.

-??? Gli azionisti, glielo hanno mandato gli azionisti?

– … sì, è la soluzione per evitare di buttarli fuori,loro non rinunciano ad un guadagno che gli rende più di un tasso d’usura

-eccecredo! C’hanno un ROE* del 19 per cento, ma io dico! Ma che vogliono di più da noi? (è trafelata, si appoggia la tavolino, scarmigliata appoggia le scartoffie che aveva sottobraccio), adesso guardi qua, mi dicono che non dobbiamo accettare gli insoluti, che dobbiamo recuperare i crediti, far pagare i morosi … ma quelli dei Comuni non vogliono!

-ah! Non me lo dica! Chiediamo un parere anche all’Autorità và, che l’altra volta sul referendum ce ne ha scritto uno che praticamente pareva lavorassero per noi: “non cambierà niente”, quanto ci hanno tranquillizzato per un po’.

– … non si può staccare l’acqua dicono, capito? Dobbiamo darla anche a chi non paga, perché devono bere! pensi un po’, manco fossimo nel deserto!

-si, ecco, a proposito di deserto, recenti studi hanno concretizzato che si può facilmente ricavare acqua potabile dalle..ehm, dalle u., dalle … (visibilmente confuso, non riesce a finire).

-dalle?

-dalle … qui, vede? Si avvicina al marchingegno e sputa dentro il boccaglio, mostra anche con la mano una specie di catetere. Milioni di litri di acqua potabile ricavati senza passare dalle fognature ma incanalati in questo meccanismo e filtrati dalle nostre stazioni mobili.

-nostre?

-beh, certo, dovremmo pur fare qualcosa con quella ventina di milioni accantonati, mica vorrà che dicano che li tenevamo lì per fare altri dividendi?

-e i cittadini che diranno?

-ma che vuole che dicano? Dicon forse qualcosa quando l’acqua finisce come ogni settembre e gli vendiamo quella dei loro fiumi? Il passo è semplice! L’acqua è un bene sempre più scarso, se non ci si può lucrare, mandiamola alla malora, che finisca pure! Noi abbiamo altra tecnologia. Acca due ho!

-La tecnologia, l’esperienza contabile, sono la nostra forza! Ahi! – La Fratello ha sbattuto il pugno suo tavolo di marmo di Carrara- Potremo tornare a investire nella comunicazione sociale … pensare che ci avevamo rinunciato tanto non piacevamo a nessuno!

-sì! La soluzione è questa: l’acqua è nostra, nostra produzione. Costa quasi come la coca cola, tanto vale anzi comprarne un po’ e rivenderla come acqua dopo un passaggio in HOL 9000.

-e i cinesi, che diranno i cinesi? Ieri volevano che gli vendessimo il Burano …

-ma certo! Lei, Fratello, provveda pure, compensiamo le bollette non pagate da questi impuniti!

E così dicendo apre una bottiglia di costosa acqua minerale, ultimo vizio che non ha saputo togliersi, e i due brindano in due bicchieri, di plastica.

*nota:

*ROE: -return on equity, indica la proficuità per l’azionista, è un indice dato dal rapporto fra risultato netto e capitale proprio, nel caso di una azienda quale MMS, per fare un esempio, era di circa 8% nel 2009 e nel 2010 è salito oltre il 19%.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il giugno 12, 2012 da in acidofile, acqua bene comune con tag , .
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