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Mezzolani non ha la marcia indietro


Sissignore, un Assessore senza marcia indietro, che vanta il primato di gestione della industria più importante delle Marche, quella sanitaria, mentre noi cittadini figuriamo quali consumatori di cotanta catena di montaggio.
Gli investimenti sono ingenti: l’accordo Stato-Regione viene definito dall’Assessore “l’accordo tra Governo e Presidente Spacca”, il fine costruire una struttura da ben 600 posti letto (la quasi totalità dei posti necessari in provincia) a Fosso Sejore, tra Fano e Pesaro.
Sul nuovo giornalino dell’azienda sanitaria Ospedali Riuniti Marche Nord l’assessore è statuario: indietro non si torna.
Il sito individuato è quello, anche se non è di proprietà pubblica. E i proprietari? Incredibile la risposta: “Dopo aver ottenuto i finanziamenti cominceremo a trattare con i proprietari del suolo“…immaginiamo a che favorevoli condizioni, visto che questi ultimi si troveranno a trattare per un acquistodel quale la Regione NON POTRA ‘  fare a meno, visto che ha già indicato il sito come individuato al Governo, il quale secondo Mezzolani ha vincolato la scelta al finanaziamento.
Bell’affare!
Vabbè che a queste dichiarazioni di Mezzolani siamo abituati: non fu lui, Mezzolani padre, a dichiarare che non c’era da scandalizzarsi se la cooperativa nella quale lavora Mezzolani figlio aveva vinto l’appalto per la gestione del Centro unico Prenotazioni, Cup… perché ci lavorava da PRIMA!
E l’Assessore continua a rassicurare “I presidi di polo restano“, accennando a Pergola e Fossombrone, però… è chiaro il riferimento alla svendita di tutto il patrimonio immobiliare (leggi: tutto il possibile cercando di chiudere il più possibile di ciascun ospedale esistente per risparmiare), il Mezzo dichiara: “stiamo lavorando ad un censimento delle proprietà dell’azienda ospedaliera Marche Nord per rendere il patrimonio da indisponibile, cioè ad uso esclusivo ospedaliero, a disponibile. Secondo una valutazione del 2008 parliamo di 90 milioni di euro“. Quindi: svendere tutto non servirà a pagare che una parte del nuovo progettato “ospedalone”, il cui significato resta chiaro:
chiusura di tutte le strutture possibili a livello locale, con ulteriore costrizione allo spostamento continuo dei cittadini sia per le emergenze che per i ricoveri classici che per un’altra marea di servizi
resteranno i Pronto soccorso ma non c’è alcuna garanzia sull’assistenza a livello locale per i codici verdi e bianchi che li intasano
privatizzazione ulteriore di molti servizi a causa del disagio dello spostamento verso l’Ospedalone unico.
La costruzione del nuovo ospedale sarà un volano per l’economia locale…” dichiara mortifero Mezzolani, sì.. grazie! Se dobbiamo sperare nella salute per rilanciare l’economia …molte scelte del Pd, anche a livello ambientale, si rivelano più chiare… ecco perché volevano l’inceneritore!

Emblematico l’altro servizio sul giornalino, intitolato ” Interventi strutturali per -resistere- sino al nosocomio nuovo“, come se le strutture fossero tutte fatiscenti o in condizioni da dottor Zivago, e si fosse in condizioni così critiche da non poter più lavorare senza il nuovo parquet unico, i nuovi parcheggi unici, le nuove sale operatorie uniche!
In realtà le possibilità d’intervento sulle strutture già esistenti e sul loro tessuto urbano sono molteplici…per chi vuole guardare avanti, oltre il proprio naso, e non procede invece, come Mezzolani, guardando indietro e ripetendo il suo “indietro non si torna”.

Un commento su “Mezzolani non ha la marcia indietro

  1. unfaneseafano
    maggio 2, 2012

    Bellissimo articolo complimenti.
    Thomas Olivieri

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 2, 2012 da in ospedale unico fano pesaro, politica locale con tag , .
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