rimarchevole…

un blog di provincia…

In mezzo alla strada, e sul marciapiede

S…iamo una comitiva allegra e spensierata
che vive tutti i giorni alla giornata
non ce ne importa niente se piove o se fa bello
P…erché ci abbiamo il popolo a reggerci l’ombrello
a volte si fa a botte per far contenti tutti
almeno mom comprendono che siam dei farabutti
Q…uesta è la breve storia della classe che comanda
che non si fa pensieri d’aver fatto una banda
e se perché o ma come qualcuno gli domanda
R…isponde m’ahi votato? …e mò me ne sto in branda”
(Riccardo Solari, Satirik. Rime per un regime, Archivio Germinal 2011)

Sabato  31 marzo, Fano: Riccardo Solari soi suoi testi e chitarra, e Bea Casalini su testi di Dada Knorr, cantano la crisi in occasione della European Day of Action against Capitalism, la giornata europea anticapitalista, giorno di mobilitazione in tante città europee.

“compriam molto e vendiam poco
ed è qui che si fa il gioco
che ci rende indebitati ed ai tassi ammanettati
… e l’Europa dei padroni senza chiedere il permesso
ha investito dove è meglio l’operaio fare fesso”
(Dada Knorr)

I fanesi, indaffarati per il mercato cittadino, si fermano a leggere i dati sulla crisi occupazionale in provincia, ma è soprattutto sulla realtà dello scollamento tra società e politica, tra esigenze reali e scelte amministrative, che abbiamo puntato il dito, segnalando come anche sul nostro territorio le scelte degli amministratori non tengano seriamente in conto il problema della disoccupazione giovanile, della crisi economica, ma viaggino verso scelte d’investimento utili solo ai grandi gruppi imprenditoriali.
Oltre a distribuire i dati sulla crisi in provincia (estratti dal recente rapporto Cgil, che invece proprio oggi, domenica, volantinava davanti alle chiese per …sensibilizzare sull’importanza dell’articolo 18, della serie non si sa più a che santo votarsi), abbiamo diffuso il testo della Giornata anticapitalista.
Grazie a Riccardo Solari per aver cantato per noi anche il suo nuovo stornello su Mario Monti, ” Il sedentario”.

European Day of Action against Capitalism
31 marzo 2012

 

L’Europa e l’Unione europea (UE) sono in stato di emergenza. Da mesi si aggrava la crisi del credito e del debito pubblico. Nelle varie e ripetute conferenze i governi vagliano programmi per risanare il capitalismo in Europa. Secondo media e politica si andrebbe altrimenti incontro al collasso e alla recessione, oltre che al sorgere di una nuova povertà. Questa retorica catastrofista apre la via alle sfrenate riforme di mercato, che influenzeranno la nostra vita e la nostra società per decenni – se noi non ci opponiamo!

La globalizzazione capitalista dei decenni passati ha intensificato la concorrenza tra imprese e stati . Tutte le grandi nazioni industrializzate hanno ampiamente deregolato i propri mercati. Hanno imposto tagli sociali, privatizzato beni comuni, limitato i diritti dei dipendenti ed aumentato il controllo sociale. Tutto nell’interesse di una sregolata crescita capitalista. Ma persino in Europa, nella zona benestante di questo sistema mondiale, la nostra vita si fa di anno in anno più insicura e la scissione sociale continua ad aggravarsi. Nei cosiddetti “mercati emergenti” la crisi sociale è in ogni caso permanente: espropriazioni e sfruttamento senza scrupoli sono appoggiati dallo stato per giustificare una crescita nazionale che in realtà raggiunge solamente pochi privilegiati. La trasformazione neoliberale dei decenni scorsi ha anche fatto straripare i mercati finanziari: sia il boom del dotcom, siano fondi immobiliari o la tratta di titoli derivati – da anni esplodono le bolle speculative, ad ogni boom segue una recessione. Non è colpa dell’avidità o della corruzione di una piccola élite, come spesso supposto. È colpa della giornaliera logica di mercato a cui tutti noi siamo costretti, uguale se lo vogliamo o no.


Nel 2011 la crisi monetaria e l’aumento del debito pubblico si sono acutizzati. Ad alcuni stati manca poco alla bancarotta, che in questo modo metterebbe in pericolo l’euro. A giudicare da valutazioni superficiali e populiste questi stati avrebbero “vissuto sopra i propri mezzi”. In realtà hanno cercato soltanto di creare una crescita economica tramite l’indebitamento. Si sono comportati come tutti gli stati, solo senza riscuotere nessun successo. Il sostegno economico, che ricevono dalla banca centrale europea (BCE) e da nuovi fondi di soccorso di miliardi di euro sono legati a vincoli senza riguardo. Allo stesso tempo un limite d’indebitamento dovrebbe rinnovare la fiducia nel mercato, naturalmente a sfavore di lavoratori, studenti e disoccupati. I profitti privati invece non si toccano. I paesi dell’est e sudest candidati all’entrata in Europa si trovano in una situazione analoga, infatti la UE e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) li incitano a vasti tagli e programmi di privatizzazione. Tutto ciò per rafforzare il regime di concorrenza che si trova in crisi e per salvaguardare le pretese delle nazioni dominanti in Europa. Malgrado ci siano disaccordi riguardo i particolari, Francia e Germania insieme sono riuscite ad imporre i propri interessi senza grandi difficoltà.

Il 31 marzo sarà soltanto un primo passo. Le nostre manifestazioni in contemporanea nei diversi paesi europei sono più che un solo simbolo di solidarietà. Già da ora danno inizio a una discussione, creando una rete che coinvolge quasi tutta Europa. Invitiamo tutti i gruppi per l’emancipazione a prendere parte attivamente a questo progetto.

L’impatto della crisi nei nostri paesi ha effetti diversi, però abbiamo tutti quanti un obiettivo comune: non vogliamo salvare il capitalismo, lo vogliamo distruggere! Ci opponiamo a ogni forma di nazionalismo e a una politica che si adatta a interessi dello stato. È importante difendere diritti sociali già esistenti ed ora posti in discussione, ma la nostra prospettiva deve andare oltre. Noi vogliamo sbarazzarci delle costrizioni del capitalismo e delle sue istituzioni politiche. È questo l’unico modo in cui la diffusa richiesta di una “vera democrazia” possa realizzarsi. (…)

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il aprile 1, 2012 da in disoccupazione marche, iniziative infoshop fano con tag , .
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