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L’8 marzo delle dinosaure


Che farà la Fornero l’otto marzo? piangerà per i nostri sacrifici di precarie e mai-pensionate, inevitabili per la salvezza delle banche commerciali cui si è venduta consapevolmente l’èlite d’Europa?
e poi non era la Severino che aveva recitato come attrice a Spoleto?
…che ci dirà la Fornero come nuova ministra alle Pari opportunità, sorriderà e poi ghignerà e poi s’annuvolerà pensierosa come è solita fare nella sua mutevole impressionante mimica facciale di donna abituata a faticare con la grinta del gladiatore e le mascelle da Terminator? ci dirà che la parità è una cosa da vecchie, guardandoci come se fossimo il suo prossimo pasto? sicuramente i suoi tailleur non sono da meno di quelli della Carfagna, anzi, quelli della Mara a paragone sembravano cuciti in Cina, questi no, questi sono made in Italy, forse li cuciono le carcerate.
Ha promesso guerra alla strategia padronale della firma di dimissioni in bianco, cui spesso le donne sono costrette per poi doversi licenziare in caso di gravidanza, e ha detto che sosterrà i centro antiviolenza e una nuova politica culturale contro la tv spazzatura…ma non ci sono i soldi. Sarà che questa strategia moralizzatrice tende a riequilibrare quella “lacrime e sangue” sì, ma solo privatizzando anche questi strumenti pubblici.
che farà la Cancellieri, una Prefetta sempre inossidabile, capace di mantenere i giusti equilibri sul territorio, che di solito consistono nelle giuste dosi di potere per ogni potentato consolidato? Donna forte, marziale, che ha già dichiarato che bisognerebbe abolire l’otto marzo perché tanto le donne non sono una razza a parte (una razza?!?)  anzi “son meglio degli uomini”, già. Qui si vede la volontà matriarcale, magari la Luisa Muraro sarà d’accordo. Quello che conta è far capire ai maschi che se ci mettiamo a comandare, e a ringhiare siamo meglio di loro. La TAV? quisquiglie, pinzellacchere! si fa e basta! non ci sono i soldi? non serve a nulla? ma entrare in Europa significa proprio questo per noi italiane! non avere asili ma molti tunnel?
che farà la Severino, ministra della Giustizia, con questi Giudici giovanotti che si divertono, ogni tanto, a sentenziare sulle provocazioni che verosimilmente giustificano lo stupro? che dirà, che farà, nei casi di richiesta da parte di cittadini e cittadine di veder riconosciuto i loro diritto a sposarsi pur se dello stesso sesso? …vabbè, cosa possiamo pretendere da queste dinosaure, dopo un governo in cui le quote rosa consistevano in donne della scuderia berlusconi, di età molto più bassa e con curriculum decisamente più striminziti in quanto ad autorevolezza? Quelle erano sei, queste sono tre ma per il loro peso in età valgono molto di più, sono più efficienti, replicano il pensiero maschile con molto più stile, sono delle combattenti di lunga data, chissà quante miserie maschili della lotta al potere negli Atenei conosceranno, e taceranno.
Quanti silenzi, ministre, ministre di Silvio, ministre di Mario, qua si vuole entrare in Europa ma non si fa entrare quel poco di evoluto dell’Europa in tanti settori in cui le donne, come sempre, soffrono dell’italica arretratezza. Un paese che sa chi era il coniuge del commendator Sputo ma non lo dice, un paese dove si paga l’abbonamento radiotv per vedersi offrire sempre e comunque nel mazzo le tette della Ivanka.
Un Paese che vorrebbe fortemente ribadire l’equazione brutta uguale intelligente o trapiantare le qualità di servizio della Cancellieri, fedele Gendarme, nel corpo della Belen.
Abbiamo dei Governi contrari alla fecondazione eterologa ma che usano molte chimere…

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 6, 2012 da in acidofile, femminismo con tag .
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