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Dove andrà Zaffini?

Una interpretazione delle nuove radici biblico-padane

Pensavamo che la destra locale si sarebbe interessata delle emergenze riguardanti i servizi sul territorio, visto che terra, radici, tuberi e sabbioni sono il loro cavallo di battaglia (e il cavallo ha sempre le zampe anteriori rampanti peggio di Furia).
Invece, dopo un iniziale attivismo orgoglioso in difesa degli interessi locali (ricordiamo gli interventi di An e Lega in difesa dell’ospedale Santa Croce e la manifestazione dell’aprile scorso) ora tutto tace. Non si sa più nulla.
Silenzio totale, come accade prima del taglio di grosse e impegnative torte.
Ma come? Lo stesso sindaco Aguzzi del resto, che si presentava alfiere delle comodità sanitarie locali, firma un pattino di tolla, un patto di stagno, dal valore zero, e si ritira… e i focosi Padani che fanno? Tacciono, non intervengono: il recente convegno di “quelli di sinistra” sull’ospedale unico ha visto una platea molto silenziosa (oltre che purtroppo l’assenza di rappresentanti della politica locale, amministratori, personale della sanità), e Zaffini? Taceva.
Eccolo invece riprendere la carica su questioni, diciamolo, di lana caprina come le ostilità alla proposta del presidente Napolitano di facilitare l’acquisizione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati qui. Si perché grazie alla legge numero 91 del 1992 ciò è possibile ma occorre una più chiara legislazione.
In tutta Italia si sono sentiti tuonare coloro che si dichiarano “Padani” e bruciano Costituzione e Bandiere ma poi parlano di “ius sanguinis” come se fossero dei dottor Azzeccagarbugli veri e propri, anche se al latino (Roma ladrona?) preferiscono la parlata del Trota.
Anche Zaffini sale sul carrozzone dei protestatari ed elenca i suoi  motivi:
primo, non bisogna facilitare l’accesso alla cittadinanza perché “altrimenti le donne partorienti del Nord Africa verrebbero tutte qui”, agognando forse a guadagnare per i figli la preziosa cittadinanza… ma va là! Qui si coglie il tono antifemminista, misogino, del maschio che pensa veramente che le donne siano pronte a scodellare figli ovunque. Interessate a farsi mantenere dallo Stato italiano? Ma se non abbiamo neanche una legislazione decente per le spese di maternità e gli asili!
Il secondo motivo riguarda l’islamofobia: l’Europa secondo Zaffini è piena di arabi cattivi (tranne che a Oslo) che vogliono minare (coi mina…reti?) la nostra cultura. Ma come minano? Zaff cita l’Olanda come punta di iceberg della Eurabia.
Il caso che cita  fa tendenza: a Rotterdam, nel  Theatre Zuidplein “dove sono stati divisi i maschi dalle femmine”, scrive. Ma che dice? Se è lo stesso Teatro che ha chiarito che è stata semplicemente accolta la richiesta di riservare 5 file a uno spettacolo alle donne musulmane più osservanti, perché “I musulmani sono un gruppo difficile da far venire in teatro, per questo siamo pronti ad adattarci”.
Sarà che qui il Zaffini tende ad esasperare, alla ricerca di conferme per le sue idee? Certo, anche l’esempio della richiesta di alcuni portavoce della sparuta comunità musulmana svizzera (un 5% della popolazione di quel paese) di togliere la croce dalla bandiera, che pare abbastanza scaduto. E come ha rispose nel 2009 proprio un ministro della Lega, Castelli, a quella provocazione? Ma proponendo di inserire la croce… nella bandiera italiana! …ma non era quella che la Lega bruciava in piazza?
E persone laiche come noi, che criticano fortemente la pretesa del Vaticano di continuare a ingerire nelle scelte politiche sulla libertà femminile e che criticano la vecchia regola di affiggere migliaia di crocefissi di plastica in tutte le aule pubbliche , cosa siamo… “senza radici”? Il fatto è che anche in Italia c’è chi usa il tema delle “radici” cristiane per costruirsi un passato da baciapile che non ha. Si chiama anche “Sindrome della Sentinella”.
Lo ha fece anche Gheddafi di recente, sì, proprio il dittatore che sino a poco tempo fa andava a braccetto col Berlusconi, felice del tanto denaro avuto per “bloccare i barconi” degli immigrati con i suoi metodi diciamo sbrigativi. Pure Gheddafi tuonò nel 2009 contro la decisione della Svizzera, optata per referendum, di sospendere la costruzione di minareti “Guerra santa contro la Svizzera!” tuonò, mettendosi in prima fila tra i santi difensori dell’Islam… eppure, proprio su Gheddafi Il nuovo mufti della Libia, lo sheykh al-Sadeq al-Gharyan, ha espresso una “fatwa” dichiarandolo… un miscredente!
Sempre a proposito di radici, vorremmo ricordare a Zaffini e a tutti gli zaffatori che di solito gli alberi hanno più radici, e non un unico fittone da carota, e che occorre saperle coltivare certe radici, capendo le situazioni personali e la cultura altrui, cercando di favorire le libere scelte e di tenere a freno l’ignoranza e la facile voglia di separazione propagandata dai galletti del proprio pollaio.
Per questo molti di noi si sono battuti contro l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, discrimine tra credenti e non, tra cattolici e non, optando invece perché la ralgiione venisse contenuta all’interno dei programmi di storia e filosofia, senza finanziamenti pubblici a docenti scelti dai vescovati!
A proposito di radici “cristiane” invece, ricordiamo che sino al 1965 è esistito in Italia il sant’Uffizio, poi riformato da Paolo VI e trasformato in Congregazione per la dottrina della fede, quell’ufficio, che si è macchiato nei secoli precedenti dei gravi delitti dell’inquisizione, fa parte della storia del nostro paese ma nessuno vorrebbe rivendicare in quello le proprie “radici”, anche perché non potrebbe leggere i libri messi all’indice da quegli inquisitori, tra i quali le opere di autori come Vittorio Alfieri, Cesare Beccaria, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Ada Negri, Luigi Settembrini, Niccolò Tommaseo, Pietro Siciliani, Pietro Verri e Antonio Rosmini, Simone de Beauvoir, André Gide, Jean-Paul Sartre, Alberto Moravia, Aldo Capitini … tutta gente che non voleva i suoi ritratti appesi nelle aule pubbliche e che certo anche qualche musulmano integralista condannerebbe al silenzio.
Difficile dividere i buoni dai cattivi quindi, il grano dal loglio come direbbe il pio Zaffini, le partorienti africane e quelle italiane dagli amanti della retorica e delle guerre sante, le persone di buona volontà dagli strombettatori… e se dovessimo farne proprio due elenchi, cosa che detestiamo perché preferiamo analizzare e criticare senza liste, dove andrebbe Zaffini?

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