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un blog di provincia…

Megadebito e Megavideo


Credevate che il capitalismo occidentale in crisi si limitasse a succhiarvi anche gli ultimi spicci dalla borsa?
a chiedervi di asservirvi ancora più ai suoi ritmi di lavoro, in corsa d’imitazione del capitalismo emergente che muove masse di diseredati dalla campagna alla città, per una paga di 50 centesimi all’ora?
Credevamo che avrebbero lasciato correre però sulle piccole cose, gli “svaghi dei poveri”, la visione di contenuti per i quali altrimenti ti chiedono dai sette euro in sù alla volta… e sette euro all’ora certo molta gente non li guadagna nemmeno in un’ora di lavoro individuale… E INVECE NO!
per difendere gli interessi delle miliardarie case di produzione (e solo di quelle) di film, la polizia di stato Usa passa ai metodi forti e chiude Megavideo. Non sono più disposti a cedere su nulla: dopo aver ripianato i debiti di banche che hanno giocato con la bolla immobiliare sino a rovinare migliaia di cittadini rimasti in mezzo alla strada, il governo Obama attacca i contenuti scaricabili da internet.
E gli altri governi si apprestano a fare altrettanto. Il gioco si farà duro quando inizieranno a passare casa per casa per censire ciò che possediamo come software, e chiederci di pagare diritti costosi che non possiamo permetterci, e questo sarà presto un  modo in più per intimidire e bloccare coloro che altrimenti sono troppo liberi di far circolare notizie e contenuti in internet.
Aspettiamoci il peggio, e pensiamo:  per il canone Rai ci chiedono di pagare contenuti che non possiamo minimamente decidere, e non possiamo ribellarci se non rischiando che ci perseguano giungendo sino bloccarci l’auto o ipotecarci la casa… cosa possiamo fare per la libertà di circolazione dei contenuti sul web?
Il colpo che hanno inflitto al mercato “free” dello svago:
i siti alternativi a Megavideo e agli altri contenitori chiusi non sono certo funzionali come prima, e questo precedente apre una battaglia senza quartiere per chiudere tutto il possibile ogni volta che sia possibile.
Soluzioni “pirata”, come qualle di trasferire volta per volta i server in luoghi non raggiungibili per la legge, sono faticose e ormai quasi impossibili… la soluzione deve essere rivoluzionaria e non solo sporadica, la soluzione è quella di lottare per cambiare le leggi sul diritto d’autore, mettendo un limite alla possibilità di arricchirsi esponenzialmente con la vendita ripetuta e continua dello stesso prodotto alla massa dei consumatori, così come vanno drasticamente limitati i profitti dell’economia di scala capitalista e delle rendite finanziarie, per giungere alla fine del sistema capitalista che si basa sullo sfruttamento dei consumi delle masse, sia di pane che di fiction.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 22, 2012 da in io vorrei..., la sindrome del suv con tag , .
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