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L’assessore alla cultura… anni ’60


La strana notte di Mancinelli: dichiara di aver notato esposti, al Moonlight Festival dello scorso anno, dei libri di “ex tossicodipendenti” (quali? mah!) e che per questo, suffragato da opinioni varie (cita anche il Sert ma vorremmo proprio sapere quale operatore sottoscrive una cosa del genere…) decise di ritirare i fondi al Festival, perché è pericoloso che i giovani sappiano che si può uscire dalla droga !!! UN INTRICATO DISCORSO CHE FA SOLO VERGOGNA.
Ma cerchiamo di capire:
1) Significa che raccontare di essere usciti da una esperienza di droga è dannoso per chi legge? Quindi l’esperienza della droga dovrebbe essere celata, nascosta ai giovani, considerati incapaci di capire quali sono i rischi? Dei minorati mentali privi di personalità che il Gran ciambellano Mancinelli deve proteggere?
2) Quale il titolo e quali gli autori? Una affermazione del genere sarebbe degna di querela, perlomeno che l’assessore dica i titoli o taccia per sempre…
3) il Moonlight, un festival di grande successo internazionale, cacciato da Fano perché c’era lì (dove? a uno stand? per terra? spuntato dal nulla?) un libro scritto da un “ex”? ma via! diciamo che all’assessore servivano soldi per le sue celebrazioni (della sua giovinezza) e che gli è parso facile, mentre tagliava le gambe a iniziative dei giovani, versare poi il maltolto nel suo paesano rinfresco sui “Meravigliosi anni ’60″… ci provi il contrario!
4) a leggere il programma dell’iniziativa, annacquata e priva di spunti originali, sugli anni ’60 c’è da ridere: Mancinelli parla degli anni ’60 citando Roth, come se in quegli anni la situazione europea e quella americana fossero la stessa cosa (“la guerra fu un fatale discrimine di cui poteva rendersi conto fino in fondo solo chi l’aveva vissuta e poteva rivoltarsi contro i padri -incolpevoli- protagonisti della grande rinascita). Quando poi passa alla omelia sulla “fiducia nella fantasia”, a vedere il programma culturale del comune di Fano viene proprio da chiedersi se non sarebbe meglio, invece di chiaccherare, guardasse ai fatti. Una città nella quale ormai sono le “letture di libri”  (scelti da lui) la “proposta culturale”, una città dalla quale le persone di calibro realmente valido dal punto di vista culturale e artistico sono state ESILIATE. Una città con un Teatro il cui Sovrintendente è il…. dirigente maximo del Municipio. Vergogna!
5)  e poi la balla che i centri d’aggregazione giovanili a Fano vengono chiusi perché altrimenti i giovani vanno lì a fumare “spinelli”? la vogliamo raccontare? E la storia della tessera obbligatoria a pagamento di 5 euro per l’uso delle biblioteche pubbliche, anch’esse sguarnite e semivuote?
6) questo tipo di scuse è RIDICOLO, sarebbe come se qualcuno dicesse che l’assessore istiga al suicidio perché va in giro a leggere frasi di Vladimir Majakovskji!

Il fatto è che Fano è un paese per vecchi, e gli amministratori usano i soldi dei contribuenti, anche di quelli più giovani, per cantarsela e ballarsela. Salvo poi finanziare kermesse infinite di allegre bevute notturne e scaricare il barile col solito “noi non c’entriamo” quando la gente protesta per le risse, i coma etilici, e adesso pure lo stupro!

I programmi culturali invece andrebbero fatti insieme a chi, nella città, ha veramente cultura, conoscenza, contatti e pubblico!

Mancinelli, per lei e per le persone piene di sé come lei una sola parola: DIMISSIONI.

Dada Knorr

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Un commento su “L’assessore alla cultura… anni ’60

  1. Moonlight Festival
    luglio 4, 2011

    Crediamo che leparole di Mancinelli abbiano prima di tutto offeso gli ex-tossicodipendenti (quelli veri… noi siamo offesi per altro perché non lo siamo) e le associazioni che si occupano del recupero di migliaia di giovani.

    Le stesse scrittrici di cui si fa menzione non sono mai state tossicodipendenti e sarebbero solo colpevoli di avere raccontato, nei loro romanzi, storie (peraltro non autobiografiche) in cui troviamo riferimenti molto meno scabrosi di quelli che potremmo leggere anche in qualche romanzo di Pier Vittorio Tondelli.
    Le parole di Mancinelli sono quanto mai lesive e false, non possiamo tollerare che l’assessore diffonda, mezzo stampa, delle mere falsità ma soprattutto che si profili questa dis-cultura volta a uniformare le proposte culturali e a denigrare certe espressioni artistiche con pregiudizi inaccettabili e pericolosi.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 4, 2011 da in acidofile, politica locale con tag .
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