rimarchevole…

un blog di provincia…

e adesso VATTENE!

E adesso a desso adesso…VATTENE!

Acqua servizio pubblico: e adesso vogliamo sapere da Marche multi servizi, che non ha mai risposto al comunicato del coordinamento dei comitati per la difesa del Metauro, Cesano e Candigliano, perché i suoi azionisti privati guadagnano il 18% di interessi (altroché i nostri libretti a risparmio) mentre l’azienda si indebita con le banche e la gente beve acqua al cloro. Il futuro deve consistere in un servizio pubblico gestito con trasparenza e impegno con profitto per tutti, e non solo per chi gestisce i NOSTRI capitali (sì, perché i soldi delle Banche sono dei cittadini e dei risparmiatori).

Nucleare: basta con i sotterfugi. Il deficit elettrico non esiste, lo crea il mercato, che compra e vende energia dall’estero (anche quella delle centrali nucleari), e investe in tecnologie dannose come il nucleare. Esiste il deficit di energia pulita. Perciò vogliamo che ad ogni kilowatt pulito in più corrisponda un kilowatt nocivo in meno (quelli prodotti con il nucleare, gli inceneritori, i megaimpianti). Vogliamo poter leggere gli ingredienti dell’energia che consumiamo e soprattutto piani veri e immediati di ricerca di tecnologie pulite, di investimento nel risparmio energetico, a livello nazionale e locale.

Legalità: non è vero che la giustizia è uguale per tutti, non lo è tra chi ha buoni avvocato e chi no, non lo è perché la magistratura non è quella paladina trasparente e immacolata che tanti giustizialisti vorrebbero dipingere. Una cosa però è certa: abbiamo ora un governo fortemente intenzionato a distruggere l’indipendenza dei magistrati non acquistabili, e a cementare la dipendenza di quelli già servi del sistema di potentato politico. Questa gente se ne deve andare, deve essergli sottratta la capacità di nuocere a quel poco che resta della democrazia.

Da subito, i referendum, voluti e fortemente sostenuti da una rete di associazioni e realtà di base, vedono il risultato ora preso in mano da chi ha immediato potere di raggiungere i media e le sale del parlamento: i politici eletti. Tra questi, nel centro sinistra, anche coloro che hanno fatto di tutto per boicottare i referendum stessi, i parlamentari del Pd che votano a favore delle privatizzazioni, quelli di Idv sempre a caccia di fama… se gli italiani e le italiane hanno ora la certezza che si può fare politica e vincere anche senza il monopolio della tv, adesso dobbiamo cercare di fare di più, impedire che siano gli stessi eletti, dalle loro pagode partitiche e nelle loro buvettes, a sabotare la volontà popolare così come ha già dichiarato di voler fare il governo.

Serve un’agenda nazionale e servono una miriade di agende locali con elencati, punto dopo punto, tutti i passi da fare e i temi da trattare per far sì che la volontà espressa in questo referendum (virtuosità del servizio pubblico, energia pulita, legalità) sia fatta realtà. Questo lavoro va fatto, in coalizione, in partecipazione, con competenza, senza mosche cocchiere. Come fossimo a scrivere dei nuovi Cahiers… anche se siamo nel 2011.

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