rimarchevole…

un blog di provincia…

Pisapia: beat renaissance

E’ bello sentire che si può tornare ad essere come prima e rilassarsi un po’. Pisapia ha aperto le cateratte dell’animo italiano più schietto, l’animo italian-beat. C’è un rinascere, grazie alla recessione, di cene collettive, passeggiate di gruppo ai greppi, calli da vanga, filmati autoprodotti… le piazze, nonostante i veti, i fumogeni e le inquisizioni, sono percorse da stracci e striscioni come gli acquari dalla alghe, …come si concilierà l’animo selvaggio dei italiani e delle italiane precarie a(n)utarchici, nuovi beat, il vero elettorato di Pisapia e c., assieme alle donne incazzate per la deriva-delirio di B., con le prodezze del Pd?
Al Festival della felicità di Pesaro, “vetrina” di Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, che invece di chiederlo ai cittadini, chiede a una kermesse di sociologi e scrittori-playboy che cosa è la felicità… lo spettacolo di Benigni (con biglietti bagarinati  a più di sessanta euro) ha dato una risposta: parafrasando pare anche il dantesco conte Ugolino, Benigni ha spiegato che per essere molto felici bisogna avere molto sofferto. Che vogliamo quindi di più? Dopo la chiusura del mausoleo ad Arcore… dovremo ringraziare per il faccione dei nuovi Prodi che vorrano rifilarci. E ridere.
Ma nell’aria Pisapia ha portato irrequietezza, la gente (esclusi per fortuna i vegani) inizia a dedicarsi all’allevamento delle pecore e tiene appeso il fucile per gli esattori delle holding ( i beni comuni per buona pace dei cattolici sono già stati tutti privatizzati, in primis il senso di colpa, ad opera del Vaticano). Altri cominciano a pensare di riprendersi certi palazzotti sfitti, e farci pensioni per anziani. Altri ancora voglion togliere i soldi dalle banche… in modo legale…
riusciranno i cittadini milanesi a non farsi incastrare ancora una volta dalla sensazione che non si possa più tornare al futuro… e ricreare un Parco Lambro senza eroina e capetti sul palco che imitano Abbie Hoffman? Riusciremo a fidarci l’uno dell’altro, a non prendere lucciole per lanterne, a mollare con la mania del controllo e del partito e finalmente a pensare ai viscerali contenuti che sgorgano, anche non volendo, escon fuori dalla nostra vita quotidiana, e ci portano a pensare che c’è, come diceva Audre Lorde, un erotismo differente nella vita, e non è quello espresso dalle facce inespressive e devastate delle ragazze imbottite di coca dell’Olgettina, è il sentire comune, l’unisono (anche l’orgasmo simultaneo, volendo), il sentire, cone recita la Patty, che People, magari non proprio Have the Power…ma potrebbe.  E qui non s’intende la “massa” oggetto delle statistiche, né il popolino cui parla il centro-destra coi suoi media, ma la gente che si relaziona e sa parlare chiaro.

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Un commento su “Pisapia: beat renaissance

  1. centrodonnaurbino
    giugno 1, 2011

    La politica attiva dà molta felicità, vedere le facce paludate dei destri politici nostrani una sensazione sublime; un pò meno il festival della felicità dei vips di Ricci tutto apparire e niente sostanza…la deriva “vetrina” del pd e non solo….

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il maggio 31, 2011 da in acidofile, ambaradan o sarabanda? con tag , .
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