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Testamento biologico: una vertenza legale contro la giunta Aguzzi.

Testamento biologico: una vertenza legale contro la giunta Aguzzi.

Ci risiamo, la giunta Aguzzi, esteriormente paladina dei diritti dei cittadini ma a bene vedere succube della  volontà del Pdl nazionale, fa marcia indietro sui diritti dei cittadini.
Come ha giustamente fatto notare il consigliere Mascarin, sono passati nove mesi da quando a larga maggioranza è stata approvata a Fano l’istituzione del registro Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario), su proposta dell’assessore Silvestri, eppure non è servita neanche la presa di posizione dell’associazione nazionale dei comuni (Anci) che ne ha sancito la legittimità, a rendere effettivo presso l’ufficio anagrafe il servizio.
Paurosa di disobbedire, la giunta si uniforma quindi ai pietosi tentativi della maggioranza in Parlamento di imporre con la forza dei seggi (anche di quelli comprati) una legge nazionale che impedisca alla gente di far rispettare le proprie volontà di andarsene serenamente.
Una grande protesta civile, che unisce sinistra e destra, è in atto nel nostro Paese per chiedere solo una cosa: che sul proprio corpo e, per chi ci crede, la propria anima, siano i pazienti a decidere, opponendosi semmai  all’imposizione, ideologica o superficiale che sia, di cure inutili e al prolungamento artificiale della vita oltre i limiti di dignità scelti dal paziente. Non si tratta di dibattito sulla eutanasia  ma semplicemente di far rispettare la parole dell’articolo 32 della Costituzione:  …”Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Come esseri umani è nostro dovere resistere a leggi incivili, seppure in futuro dovessimo sopportare  quella proposta  dal Disegno di Legge Calabrò, che prevede l’obbligo del sondino gastrico anche a pazienti ormai cerebralmente inattivi, “… l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.”
E’ giusto opporsi anche ad azioni formalmente antidemocratiche, come quella di un Sindaco che sconfessa la volontà stessa di un intero consiglio comunale. Occorre farlo, assieme agli operatori sanitari consapevoli del problema ed ai cattolici sensibili, assieme alla società laica, in memoria di tutti coloro che sono stati costretti ad andarsene tra inutili sofferenze e per  difendere la nostra dignità nostra. Per questo invitiamo tutti a organizzare assieme una protesta civile ed una immediata diffida, seguita da vertenza legale per ottenere l’applicazione della Delibera consiliare.

Vogliamo il registro Dat, e lo avremo.

Rimarchevole, redazione.

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