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Crocefisso? Decoriamo le aule!

Poiché la Corte europea dei diritti umani” ha decretato, il 18 marzo u.s., che la laicità non contrasta con i principi di “neutralità” e “inclusione” e quindi non si può escludere a priori la presenza di crocefissi sui muri delle aule pubbliche italiane, essendo l’inclusione come principio universale quella di tutte le religioni e filosofie, e perché no, di tanti punti di vista universalmente riconosciuti come importanti per il bagaglio spirituale e culturale umano delle persone che frequentano questa aula, il/la sottoscritta _______ appendono in questa aula pubblica uno o più simboli ________ritenendo di contribuire così all’inclusione simbolica nell’area della sfera pubblica, così come la Corte ha indicato,  senza ledere le libertà e convinzioni personali di alcuno. Chi volesse rimuovere i simboli __________ da me apposti compirerebbe quindi una offesa al principio di neutralità ed inclusione ritenuto dalla Corte preminente rispetto ad altri“.

Ebbene sì, dopo avere riconosciuto, con la sentenza del novembre 2009, che una cittadina italiana ha il diritto di far educare i propri figli in un’aula pubblica nella quale non siano esposti simboli religiosi (nel caso della ricorrente, il crocefisso), e che la  presenza del crocefisso prescritta in Italia invece nel ventennio fascista poteva essere lesiva della libertà d’educazione, la Corte europea si è rimangiata ieri, ma attenzione, solo in parte, ciò che aveva dichiarato.
Nonostante quindi in Europa non vi sia una legislazione omogenea rispetto alla esposizione in luoghi pubblici di simboli religiosi (qualche Paese li ammette, qualcun altro li tollera, altri li vietano), la Corte ha dichiarato che il concetto di laicità deve essere “inclusivo” e non “esclusivo”, ammettendo quindi per deduzione l’esposizione anche di più simboli, a seconda delle fedi religiose, nelle aule pubbliche.
E chi non ha simbologie religiose, o perché ateo o perché agnostico o perché semplicemente, come tanti cristiani (vedi il bel comunicato di Noi siamo chiesa*) ritiene sciocco imporre sui muri le fedi? Si accontenterà forse di appiccicare alle pareti qualche foto o una bella opera d’arte … forse l’unica a rappresentare degnamente cultura e umanità al di là dell’ostentazione o della imposizione di bandiere e crocefissi.

Ebbene sì: la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia ha visto proprio la Chiesa cattolica, evidentemente immemore dello Stato pontificio  e della sua, anche attuale, battaglia contro varie leggi dello Stato, intenta a dichiarare il suo “grande contributo all’ unità d’Italia”, eppure ancora una volta una sentenza sul simbolo religioso divide il paese:

così, mentre i cattolicissimi leghisti difendono il crocefisso nelle aule pubbliche ma disertano il tricolore, e l’Udc tuona contro quelli che chiama “laicisti”, cioè i laici  che invece non vorrebbero simboli né in Tribunali , ospedali o scuole, vediamo il pietoso carosello di dichiarazioni di entrambi questi schieramenti; la Lega la quale, di fronte allo scempio umanitario in Libia, si preoccupa solo si sbarrare l’accesso a qualche migliaio di disperati, o che invoca il federalismo perché “al sud sono ancora all’ottocento”. L’Udc che, di fronte al disastro nucleare in Giappone, schiera i suoi uomini nuclearisti in difesa dei propri interessi nella campagna italiana pro-centrali voluta dai grandi gruppi industriali europei.
Allora, se vediamo i crocefissi che vengono sbeffeggiati sui muri di aule pubbliche con queste grandi dimostrazioni di “cristianità”, appendiamo, nel rispetto della recente  imbarazzata sentenza della Corte, due immagini a fianco, come sostegno morale: da un lato quella di Albert Einstein, fervente pacifista che mise in guardia contro il nucleare, e dall’altro quella di Simone Weil, filosofa cristiana nota per aver suggerito … che spesso nel mondo gli atei sono più umani dei credenti.

Francesca Palazzi Arduini

* “… e’ inaccettabile- come è invece stato sostenuto dalla CEI- sostenere che il rifiuto del crocifisso nelle sedi pubbliche (scuole, tribunali, ospedali …) significherebbe relegare i cristiani nel privato. E’ fatto di comune conoscenza che i cristiani, forse più ora che nel recente passato, hanno ruoli e adeguata voce nell’opinione pubblica, soprattutto in Italia;

… in particolare in Europa la Chiese cristiane hanno ottenuto, con l’art. 17 della nuova Costituzione europea, la possibilità di un “dialogo permanente”e organico con le istituzioni comunitarie; non sono quindi discriminate;”

“Il crocifisso è un simbolo religioso sul quale tutti i cristiani debbono meditare nel raccoglimento delle loro coscienze, sia nella preghiera individuale che in quella comunitaria, e del quale  non debbono  pretendere alcuna ostensione .Noi siamo chiesa, 18 marzo 2011.

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 19, 2011 da in anticlericalismo con tag .
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