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Mercoledì 9 febbraio: di nuovo un attacco ad Eluana Englaro


Si dice: non cè più rispetto neanche per i morti, ma la dimostrazione più scioccante di questo non viene solo dal caso “Mike” ma anche da strategie più raffinate. Il 9 febbraio è stato decretato da questo Governo “Giornata nazionale della vita vegetativa”, in omaggio alle intenzioni dei cattolici integralisti di attaccare chi in Italia di batte affinché sia possibile evitare lo stazionamento dei corpi in condizioni di vita mantenuta artificialmente, una volta degenerate le funzioni cerebrali. Si chiama Dichiarazione Anticipata di Trattamento sanitario (Dat) quella che è stata proposta come semplice autocertificazione che rende possibile ai medici, ed anche ai parenti, come si intende morire una volta che le capacità senzienti fossero irrecuperabili o fortemente compromesse. Contro questo gesto di libertà e dignità una parte del mondo cattolico, coadiuvata anche da quella destra che in Italia, visti gli avvenimenti, è molto bisognosa di rifarsi una reputazione, combatte con tutti i mezzi, anche quelli spregevoli. Il ministero della Salute, che ha indetto la Giornata, dichiara:
Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura.” Ora, definire “disabilità grave” la compromissione totale delle funzioni cerebrali ci pare un ardito eufemismo, ma si sa che viviamo in un Paese in cui nessuno ci impiega molto a farti credere che Cristo è morto dal freddo… ma dire che Eluana ha cessato di vivere per “decisione della magistratura” e non perché così era la sua volontà riferita dai familiari ci pare una vera carognata!
Sulle Dat si è discusso molto anche a Fano, con la presa di posizione dell’assessore Silvestri che ha deliberato l’apertura presso gli uffici comunali del Registro Dat, del quale però non si sa ora nulla.
Nel frattempo è sceso in campo il Pdl, nella persona del signor Montalbini del Circolo Nuova Fano, il quale facendo un bel calderone dichiara: “Come ho fatto notare nel mio intervento, stiamo assistendo all’affermarsi di una cultura radicale che come una forbice tenta di tagliare la vita nelle sue fasi più deboli e vulnerabili: l’inizio vita con le pratiche abortive ed il fine vita con il testamento biologico ed una latente volontà eutanasica.”, ma come? come si può paragonare l’aborto, che si svolge in una fase in cui IN NESSUN MODO le cellule abortite sono paragonabili ad una persona, se non nelle fantasie video-televisive del Movimento per la vita, con la fine della vita? E cosa c’entra l’eutanasia, che è un processo che si svolge quando il paziente stesso, cosciente, lo chiede?
Basta con questa retorica! Basta con le generalizzazioni! Basta con le sparate antiscientifiche di persone che, in questo Paese, sorreggono il teorema del “si fa ma non si dice”, così una volta con gli aborti fatti privatamente dai ginecologi cattolici, così ora con i malati terminali cui non si vuole accordare il DIRITTO di scegliere, se non con la raccomandazione ad un medico compiacente.

L’appello di FPCgil “Io non costringo, curo“.

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 8, 2011 da in bioetica laica, rassegna stampa, testamento biologico con tag , , .
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