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Aguzzi for ever?

Mauro Chiappa per Rimarchevole

Siamo tutti/e abbastanza perplessi sul proseguire di scazzi e scaramucce tra la giunta Aguzzi e il resto del mondo civile, politico e imprenditoriale. A che porterà questo irrigidirsi sulle sue trincee di un Sindaco che molti avevano votato perché più “popolare” e interlocutorio dei suoi avversari? Beh, certo… più popolare del ricco e azzimato avvocato Valentini (Pd) o del medico antiabortista De Marchi (Bene Comune) lo è stato di sicuro, ma ora?
Difende tutt’ora la vallata del Metauro dall’incombente inceneritore di biomasse di Schieppe, schierandosi con la sua avvocatura a paladino dell’ambiente… ma cosa sta facendo a Fano per incrementare con progetti di lunga durata le energie realmente rinnovabili? Bisticcia col presidente della Provincia Ricci ma è realmente impegnato a difendere la gestione dell’acqua pubblica, che anche il Pd sta svendendo ovunque? E sul progettato Ospedale unico, emblema della trasformazione della salute in prodotto industriale, ha detto forse una parola chiara?
Non ci pare che sia affatto attento ai problemi derivanti dalla cementificazione smodata e dell’ipertrofia dell’edilizia, tanto è vero che va ancora avanti la battaglia dei piccoli commercianti contro gli orridi scatoloni in cemento della zona dell’ex zuccherificio e quella dei residenti circa la cementificazione di una vasta area rurale a Carignano.
Qaili sono dunque le reali intenzioni di Aguzzi su alcuni temi che erano stati il suo piatto forte da campanilisno rampante (il “territorio”, i “beni pubblici”..)? e soprattutto, dov’è la progettualità a lungo termine che necessariamente deve sostenere le dichiarazioni di “autonomia” di ogni politica locale?
Abbiamo attacco duramente la nuova linea politica che va a rafforzare il potere delle lobby e delle fondazioni nelle città, prima con la questione della gestione della Mediateca Montanari, e poi con le scelte della Fondazione Carifano, insomma contro quei poteri forti della città che, reggendo i cordoni della borsa e credono in cambio di avere licenza di uccidere, cioè di soffocare ogni passo verso una cultura più libera di esprimersi e più partecipata. Basti vedere la rottura con il Sovrintendente del Teatro della fortuna, Brunetti, reo di indipendenza dai partiti e di aver portato a Fano spettacoli a dire di alcuni troppo moderni… e ci credo! Guardate la composizione dei soci e dei consiglieri della Fondazione Carifano stessa! Capirete perché già l’operetta sembrerebbe licenziosa a questi signori (quasi tutti maschi, ovviamente).
Per non parlare della disastrosa politica culturale dell’ex DC assessore Mancinelli, che da anni va avanti a letture di Dostoevskij. Colpa dell’austerity? No, della mancanza di idee.
Anche la vicenda Nestlè-Carnevale di Fano segnala un preoccupante investimento di questa giunta su questioni falsamente simboliche di ritorno alla tradizione (la “Perugina”) … come se non sapessero che siamo nell’epoca della globalizzazione  e le tradizioni sono andate a farsi benedire. Non sarà certo con questi schiaffi simbolici alle scelte della cittadinanza effettuate prima (appunto, nel caso di Nestlè, il cioccolato “etico” di altri produttori scelto durante io governo del centro sinistra) che Aguzzi si toglierà di dosso il sospetto di aver perduto ogni spettro di programmazione e strategia politica e ogni parvenza di interesse alla reale partecipazione dei cittadini alla vita della città. Forse è per questo che di recente il Pdl torna alla carica, con Mirco Carloni, contro la Fondazione Carifano, difesa dal folto drappello di ex Dc tra i quali il vetusto Mancinelli: i nuovi padroni dell’Italia e dei nostri mezzi di comunicazione esigono uno spazio più appropriato al loro potere. E se Mediaset  darà spazio al Carnevale i fanesi crederanno di esserci.

Rimarchevole.

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