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Un Natale grigio grigio…


… e così sta arrivando il Natale. Chissà stavolta quale partito politico o sua emanazione (Circolo, club, associazioni dai nomi fantasiosi) rivendicherà la tutela del vero significato (“tradizionale” s’intende) del Natale, sfoderando pantaloni mimetici bordati di pelliccia e abeti di Karinzia. Nel frattempo qui in Provincia tutto tace, come già coperto da uno spesso strato di grigiastra neve di città.
Tace l’assessore alla cultura del comune di Fano, Mancinelli, forse ben contento che, invece di picconare lui (ed il suo grigiore), il sindaco abbia, da vero Capo, dato la spallata finale alla Fondazione Teatro della Fortuna, rea di aver vissuto per anni grazie all’entusiastico sacrifico personale del sovrintendente, Simone Brunetti, colpevole di aver portato a Fano per due soldi spettacolo magnifici e personalità di prim’ordine… sacrificando la sua carriera artistica (e la sua serenità, vista la pochezza dei “mecenati” locali)  in nome dell’amore per il Teatro.
Tace mentre dovrebbe dire alla cittadinanza, cosa ha intenzione di fare dopo che la sua “bella trovata” della tessera a pagamento per la biblioteca comunale è stata demolita da un coro di critiche.
Tace l’intera giunta comunale fanese la quale, dopo aver apprestato un incontro a porte chiuse (videoripresa ma senza contradittorio con un portavoce di pari spessore della campagna contro la Nestlè) con la portavoce della Nestlè per giustificare la reintroduzione del contratto con questa multinazionale per il lancio di dolciumi al Carnevale, contenta delle spiegazioni ricevute, non risponde alle critiche.
Tace il presidente della Provincia Ricci il quale, contento di essersi autopromosso a Bob Kennedy locale coi suoi discorsi sulla felicità pesarese, si prepara alla promozione estiva di se stesso, sperando che nel frattempo i buoni Marcegaglia and company non giochino qualche altro brutto tiro ai lavoratori della provincia pesarese, coi loro 10,7  milioni di ore di cassa integrazione in più.
Tace l’UdC locale, che certo non può spiegarci perché la Regione ha regalato in tre anni ben un milione350 mila euro agli oratori parrocchiali mentre il diritto allo studio va allo sfascio e i centri d’aggregazione giovanile chiudono.
E’ silenzio in casa Mezzolani, si vede che dopo il flop del Centro unico di prenotazione marchigiano, il cui appalto è stato vinto da una cooperativa da sempre in quota Pd, il suo “diritto alla salute” non è diventato neppure il “diritto alla linea telefonica”.
Tacciono glu utopisti dell’ospedale-fabbrica, il famoso ma ora improvvisamente sparito dalle cronache, “ospedale unico Fano-Pesaro”, che avrebbe raccolto una quantità chimerica di milioni di euro per garantirci il diritto a stare male e essere curati (si suppone) in un punto “zero” equidistante da tutti i luoghi delle città e perciò lontanto da tutti.
Non vola una mosca ancora dalle Curie locali che, sappiamo bene, dopo che il Governo ha cancellato il 5 x mille alle associazioni di volontariato, saranno ben contente di cullarsi, oltre al loro miliardo di euro Irpef anche i fantastici altri contributi che il Cavaliere, ora innamorato del’UdC, starà certo promettendo, chissà, magari anche qualche chiesa ad Antigua. E sicuramente, per Natale, un bel sermone atto a redimerci dal consumismo sfrenato.

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Un commento su “Un Natale grigio grigio…

  1. Simone Brunetti
    dicembre 21, 2010

    Grazie.
    Sto facendo i bagagli con grande serenità. Sono contento di poter guardare la gente in faccia senza ombre e senza vergogna.
    Ora c’è uno spiraglio di speranza per tutte le persone che lavorano qua a teatro, per i dipendenti, i collaboratori delle cooperative dei servizi di sala e botteghino, i fornitori. Prima di tutto va salvato il lavoro, anche se ciò potrebbe significare la consegna della Fondazione a questo assessore o ai suoi obliqui clientes, sul quale e sui quali non mi pronuncio propter verecundiam.
    Mi rendo conto che la città si è fatta un giudizio molto preciso. Anche oggi, mentre attraversavo piazza Andrea Costa, sono stato fermato da un sacco di gente, quasi tutti sconosciuti e tanti ambulanti che mi hanno espresso solidarietà e apprezzamento.
    Ora mi concentrerò sulle cose che faccio da sempre, i miei studenti, lo studio, un po’ più di sana pratica musicale con gli amici, soprattutto gli affetti e la salute delle persone a cui voglio bene.
    A breve darò qualche concorso in giro sempre per collaborazioni di vario genere, con teatri anche fuori Italia, ma intano non posso non ringraziare infinitamente tutti i miei collaboratori di oggi e di ieri, tutti gli amici che hanno sostenuto il teatro in questi anni nelle più disparate maniere e tutta la gente che è venuta alla Fortuna.
    Grazie ancora anche a Rimarchevole per avere seguito il TdF con grande attenzione.
    Di cuore,
    Simone Brunetti

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