rimarchevole…

un blog di provincia…

Regione Marche e Stato Pontificio: da esattori …a donatori


Tutti conosciamo l’infausta nomea degli esattori pontifici marchigiani di oltre 150 anni fa.
Ma con la Giunta di monsignor Spacca, e l’avvento del “pentecostale” assessore Luca Marconi, la spesa regionale per le attività del clero cattolico trova la conferma dell’avanti tutta, nonostante la recessione ed i tagli alle spese sociali, e questa Giunta può esser pienamente definita Donatrice pontificia.
Nei fatti, mentre i centri di aggregazione ed i centri sociali (laici) languono in miseria e vengono ridotti di numero, in nome dell’austerity, gli oratori parrocchiali si vedono confermare cospicui finanziamenti:
grazie alla legge regionale n.31-2008 infatti, che sanciva “l’importanza sociale” di queste strutture, e incurante del fatto che la Chiesa cattolica pubblicizza l’uso di un discreto tesoretto, quello raccolto con l’otto per mille Irpef (quasi un miliardo di euro all’anno), per gestire queste attività… la Regione Marche aveva dedicato un totale di 900mila euro al finanziamento degli oratori tra 2008 e 2009, ed ora, come annunciato da Marconi, ne devolve per il 2010 altri 450mila, per un totale in tre anni di ben un milione e 350mila euro.
Senza escludere, ovviamente, i contributi all’edilizia del clero che fanno capitolo a parte, ed altri ingenti finanziamenti che il ramo sociale della Chiesa cattolica riceve tramite i fondi per l’associazionismo (quote del resto anche dell’otto per mille scelto per lo Stato vengono devolute a associazioni confessionali).
Per fare un confronto: dal bilancio 2009 la Regione ha tratto circa due milioni di euro che dovrebbero servire, per destinazione dei fondi Fas 2007/2013, alla riqualificazione degli oltre 250 centri di aggregazione giovanile esistenti in Regione… in questo ambito pare quindi che la Regione abbia una spesa religiosa pari al 68 per cento di quella civile e laica!
Non solo, l’assessore Marconi dichiara che quest’anno l’ammontare della somma, non toccata da inflazione e crisi, servirà al “funzionamento degli oratori già esistenti”, sottolineando quindi come la Regione ecclesiastica marchigiana (Res), che deve concertare con la Regione i progetti che finanzierà, possa stare tranquilla: non serve fare nulla di nuovo o spremersi le meningi … tanto i soldi ci sono già e vanno spesi nelle strutture esistenti, utilizzando magari il lavoro gratuito dei fedeli.
Del resto, negli oratori non c’è nulla da aggiornare: gli insegnamenti pontifici ai giovani sono sempre gli stessi da un bel po’ e non è servita la recente finta apertura di Ratzinger sull’uso del profilattico a rinnovare la dottrina sociale in merito di educazione sessuale!
Piovono soldi dal cielo: ci piacerebbe che succedesse anche a tutti i ragazzi che sono invece stati privati del loro centro sociale, o del loro assegno per il diritto allo studio, con grave degrado della loro condizione.
Ma forse, per far piovere quattrini, occorre avere Marconi in paradiso, ai “pellegrini laici”, come i ragazzi dell’Assemblea permanente dell’Università di Urbino giunti ad Ancona a piedi, la Regione risponderà “meglio un oratorio in Chiesa che uno studente al suo posto”.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: