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Il Testamento biologico…tra Don Abbondio e Elio Sgreccia


Testamento biologico: tra don Abbondio ed Elio Sgreccia il “non possumus”, anzi il “non potete” del Ministero.

Incredibile, pur in attesa da anni, anzi da decenni, di una legge statale che sancisca il diritto per ogni cittadino di decidere sulle cure di fine vita e quindi sulla su stessa vita, legge sempre sabotata da questo Governo, il Ministero per il lavoro e le politiche sociali, accodati il ministro Maroni e il ministro Fazio, dichiara in una nota che i Comuni non avrebbero il diritto di fornire un servizio di raccolta delle dichiarazioni di volontà dei cittadini. Perché? Gli argomenti portati a giustificazione di questa circolare tutta ideologica sono fallaci, soprattutto per chi predica il federalismo. Il ministro afferma che i Comuni possono fare solo attività di tipo anagrafico… e cita articoli di legge che semmai lo smentiscono, come l’art. 117 della Costituzione, che riconosce ai Comuni la legittimità di assolvere a funzioni fondamentali di governo del territorio e per i cittadini. La solfa è sempre la stessa: noi non facciamo la legge per assicurare la libertà individuale ai cittadini, e voi non dovete fare nulla prima che noi la si faccia.
Fanno bene invece i Comuni a garantire un servizio di raccolta delle dichiarazioni, da considerarsi come mero servizio sociale poiché l’amministrazione comunale, senza spese suppletive ma servendosi dei già esistenti servizi anagrafici, evita ai cittadini il ricorso oneroso ad un notaio e si limita a raccogliere e vidimare una dichiarazione. Non è vero, come afferma subdolamente il Ministro, che si faccia altro se non semplicemente questo.
Stupisce invece che amministratori come il fanese Del Vecchio, che di politiche sociali dovrebbe occuparsi, accecati dalla propria avversione ideologica alla libertà di cura individuale, colgano al volo la palla ministeriale per attaccare la decisione dell’amministrazione fanese che li aveva visti minoranza prospettando questo utile servizio.
Non c’è da stupirsi, certo, della profonda mancanza di laicità del nostro Paese, nel momento in cui, ad esempio, nell’occasione della nomina del Cardinale Elio Sgreccia, arceviese e non fanese, solo in passato rettore del locale Seminario vescovile, viene data notizia della presenza del vicesindaco di Fano, non sappiamo bene se in veste ufficiale e a spese di chi, alla cerimonia romana.
Presenza invece mai rilevata in occasione di ben più significativi avvenimenti culturali e politici della società civile.

Francesca Palazzi Arduini

La nota del Ministero: 19_11_2010circregistriraccoltadichiarazanticipateditrattamento

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