rimarchevole…

un blog di provincia…

Matteo Ricci, vola basso!


Paolo Barnard, già collaboratore della nota trasmissione di giornalismo investigativo Report, ha diffuso recentemente un suo dossier, intitolato “Il più grande crimine”, nel quale illustra il percorso fatto dagli Stati europei dal possedere ognuno le loro monete “sovrane” (legate cioè alle decisioni governative circa la svalutazione e i rapporti coi mercati) all’Euro, che non è moneta sovrana ma indissolubilmente legato ai capitali privati. A questi ultimi è stata svenduta in questi ultimi decenni tutta la ricchezza pubblica.

Suona veramente strano, mentre i telegiornali ci parlano di Prodotto interno lordo, spacciandolo per indicatore di stabilità economica (in realtà legato perlopiù ai profitti del capitale, appunto, privato internazionale), sentire il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino che giacula di Fil (indicatore di benessere: la felicità interna lorda) indicando se stesso come “tra Sarkozy e Cameron”, paragone certo esagerato per il presidentino però anche smodato nelle pretese: perché lanciare un amo, da Pesaro, a colui che ha fatto della ghettizzazione degli immigrati un vessillo, o a colui che sta smantellando tutto il Welfare inglese? Si fa presto a parlare di felicità quando si è invece deputati a seguire, coda tra le gambe, i destini di chi lavora per far pagare, con sempre maggiori intenzioni, la spesa pubblica ai cittadini.
Avevamo parlato già del suo Festival della felicità… due giorni fa anche gli studenti fanesi, al suo saluto, hanno risposto dicendo che se deve paragonarsi a Cameron è meglio che lasci perdere, visto che il prèmier inglese sta smantellando praticamente il diritto allo studio.

 La crisi finanziaria del 2007-2010, scrive Barnard, ha sottratto all’Italia 433 miliardi di euro di ricchezza. Dove sono finiti questi soldi? Non sono quelli cui allude Tremonti, che mentre taglia e riduce sul lastrico, dice “i soldi ci sono”. Sì, ci sono, nelle banche che amministrano imponenti capitali privati che circolano per il mondo lucrando sui lavoratori-consumatori.

–         la disoccupazione nel nostro Paese è oggi oltre il 12%, con punte del 23% nel Sud

–         i fallimenti delle aziende italiane sono aumentati nel 2009 del 40% – il 30% degli italiani è costretto a ricorrere al prestito

–         il 38% è in seria difficoltà economica

–         il 76% è costretto alla flessibilità sul lavoro,

–         Il lavoro a chiamata, anche detto ‘intermittente’, è aumentato del 75% dal 2007. Chi lavora a queste miserabili condizioni sono soprattutto operai, e lavorano un settimo degli altri dipendenti.

–         un milione e 650 mila italiani se perdessero il lavoro non avrebbe alcuna copertura o sussidio.

–         il 50% delle pensioni italiane non raggiunge i 1000 euro, il 27% delle pensionate arriva a meno di 500 euro. Siamo sotto al livello ufficiale di minima sussistenza per la metà di tutti i pensionati italiani.

–         il 10% più ricco degli italiani ha il 44% di tutta la ricchezza, mentre il 50% più povero ha il 10%

–         1 italiano su 5 rimanda le visite specialistiche urgenti per mancanza di mezzi

–         – l’11,2% non ha neppure il denaro per le spese mediche ordinarie

–         il 31% non potrebbe trovare 750 euro per una spesa d’emergenza in famiglia, 3 italiani su 10 che vedi in strada se gli si spacca un ponte stanno senza denti.

–         l’11% degli italiani non si riscalda d’inverno, è un cittadino su 10 che vedi in strada

 Questa catastrofe è fra noi, già ora, dice Barnard, “e dietro ai numeri ci sono persone vere, … Ma come al solito dovremo arrivare alle code in strada con i bollini per un pasto caldo al giorno, come accade già oggi in USA, per credere a quanto avete finora letto”.

Il Vero Potere (il Capitale finanziario privato) ha sottratto all’Italia fra il 2008 e il 2009 quattrocentocinquantasette (457) miliardi di euro, sono circa trentadue (32) finanziarie scomparse dalla vita dei lavoratori italiani.

 Il signor Ricci, invece di preventivare i conti degli alberghi dei suoi vip-invitati, farebbe meglio a dirci, per fare un esempio, dove sono finiti quei poveracci sgombrati qualche tempo fa da un edificio fatiscente perché non “italiani” e senza lavoro, buttati per strada alle 5 di mattina come stracci, dal “sorridente” comune di Pesaro.

“Di chi sono i nostri soldi?”, “Chi decide sul territorio?”, “Come possiamo difendere i diritti umani sanciti dall’Unione europea ma opporci ai piani oligarchici, sempre da essa sanciti, che ci danno in pasto alle multinazionali?”, queste sono domande da porsi, e per queste vale sì la pena di fare dibattito, non “festival”, quelli lasciamoli a Sanremo.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: