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I tranelli nella “Green Economy”

In questi anni termini come “sviluppo sostenibile” e “green economy” per quello che riguarda il rapporto umanità/ambiente, al pari di “responsabilità sociale” e “partecipazione” per quel che riguarda i rapporti di potere nella società, hanno contribuito ad alcuni cambiamenti ma anche preparato grandi trappole:
usati da persone, associazioni e mondo industriale e finanziario senza scrupoli, pronto a venire a patti col proprio comportamento distruttivo e sfruttativo solo per “imbiancare” la propria immagine con quei pochi accorgimenti che gli consentissero di sfuggire alle critiche, perlomeno sulla carta patinata. Così tutto è diventato “ecologico”, anche il comportamento radicalmente dannoso. Pensiamo alla Tetrapack, che ha riverniciato il proprio prodotto di verde, e che attualmente è presente su tutti i banchi delle nostre Coop, le Coop adriatiche, coi suoi contenitori fatti di carta-plastica-alluminio, molto più difficili da riciclare (pochi comuni hanno anche questa raccolta differnziata e spediscono i contenitori all’unico centro italiano che ne separa i materiali!)  ma che bruciano tanto bene negli inceneritori di Hera. Inaudito: siamo ancora a metà con gli obiettivi della differenziata e già ci propongono nuovi imballaggi da differenziare, sempre più complessi! La strategia del gambero: un passo avanti e TRE indietro!
Pensiamo poi alle campagne del tipo “mille tetti fotovoltaici”, che forniscono alle utenze il fotovoltaico in cambio di uno sconto sulle fatture, incentivando quindi in molti casi il maggior consumo (e spreco) di energia elettrica… (tra parentesi: ma i mille tetti qui in Provincia che fine hanno fatto? sono due anni che aspettiamo di leggere una proposta di contratto).
Anche nel mondo dell’hardware esiste una tendenza a compattare le macchine e ad usare materiali riciclati, ma si producono però sempre nuovi congegni ad un ritmo tanto veloce che il riciclo dei pericolosi componenti, zeppi di metalli rari e nocivi, è diventato una tragedia. Non solo, la complessità della composizione dei prodotti elettronici è tale che riciclarli richiede uno sforzo pari se non maggiore che produrli.
Quanti di noi non si trovano nel panico quando devono mettere le mani nel processo di separazione dei materiali da riciclare che accumuliamo in casa? Per questo il video spagnolo sul “Book” ci fa riflettere non solo sulla necessità di riconvertire seriamente, e non di facciata, i processi produttivi ma sui nostri gesti quotidiani.
Per questo è ad esempio necessario che tutti i soci Coop della provincia facciano una riflessione sulla scelta di riconvertire in imballaggi Tetrapack i prodotti fatta dalla Coop ed intervengano in merito!

Francesca Palazzi Arduini

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Un commento su “I tranelli nella “Green Economy”

  1. Ecologia sul Web
    settembre 19, 2010

    Interessante articolo!
    Un saluto

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il settembre 19, 2010 da in ambaradan o sarabanda?, marche ambientalismo con tag , , .
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