rimarchevole…

un blog di provincia…

Che noia! La cultura fanese nell’epoca delle Fondazioni.

Correva l’anno 2006 ed alcune associazioni fanesi protestavano per l’aumento del prezzo per l’uso della sala del Consiglio comunale, tra queste per prima Alternativa libertaria la quale oltretutto, dopo aver presentato in Municipio la richiesta di poter effettuare un banchetto di informazione sindacale, si era vista recapitare una lettera addirittura dell’assessore, nella quale si negava lo spazio dicendo che la richiesta (per normale suolo pubblico, due mattonelle) doveva essere presentata… 30 giorni prima… alla faccia del “suolo pubblico”!

La carenza di spazi pubblici disponibili a prezzi accessibili a tutti per iniziative è cronica a Fano: per presentare un argomento occorre avere lo spirito dell’imprenditore e trovarsi uno sponsor compiacente, oppure ricorrere alla Curia, che affitta a basso prezzo la sua sala in via Da Serravalle, o cede in uso i suoi “teatrini” parrocchiali.

L’assenza dell’ indispensabile “strumentazione” civile per la vita politica, culturale, artistica cittadina è evidente: non c’è un luogo pubblico coperto adeguato ed il concetto di struttura pubblica, che dovrebbe essere dovuta a chi fa un servizio alla città proponendo a sue spese iniziative, incontri, è sempre più sconosciuto. Alcune meritorie associazioni ovviano, con notevoli sacrifici economici, allestendosi minuscole salette, come quella della associazione Argonauta. Altre ben differenti, come l’associazione Regresso arti, nota per le vicende mediatiche inerenti i suoi supposti retroscena ideologici (scrive il presidente “Ho militato per un anno nel Movimento Fascismo e Libertà e mi sono ritirato definitivamente dalla politica attiva dopo aver preso atto che nella Costituzione della Repubblica Italiana grava il reato di opinione”), godono invece di un filo diretto con l’amministrazione, infatti ottengono a titolo gratuito l’utilizzo di spazi altrimenti molto costosi, come la Rocca Malatestiana. E in cambio di cosa? Della pulizia di alcuni muri con la sabbiatrice, in nome del decoro e della preservazione, attività che però potrebbero fare tranquillamente (e con minor spesa per il Comune!) i ragazzi degli istituti scolastici d’arte, certo anche meno “sbilanciati” ideologicamente e più sereni nel giudicare il da farsi (il presidente di Regresso conduce una battaglia morale contro tutti i graffitisti di ogni tipo e cancellerebbe certo anche gratis quelle che altri spesso a ragione considerano opere d’arte e abbellimenti urbani).
Ma l’amministrazione, non abbastanza lucida evidentemente nella difesa dell’interesse pubblico (ad esempio l’acquisto di una sabbiatrice e l’educazione scolastica) preferisce appaltare.

Nel frattempo molti spazi pubblici fanesi rimangono inaccessibili o non equamente utilizzabili.
La concezione di “spazio pubblico” torna all’epoca dei mecenati, dei protettorati, della benevolenza dell’imprenditore, in linea con lo spirito berlusconiano del Principe, cui la cultura serve come intrattenimento salottiero e come “circenses” popolari, e la politica la fa chi può e chi non può deve anzi star zitto e far mea culpa.

Uno spirito insospettabilmente presente anche nei “babbi” della sinistra locale, come nel caso di Cesare Carnaroli, che da sindaco mi spiegò che la Sala comunale della Concordia il Comune la concedeva solo per “iniziative prestigiose”, sorvolando sul significato del termine, ed altri insospettabili che, una volta divenuti amministratori, concedono magnanini sale pubbliche… in cambio del loro zampino sull’iniziativa.

Ex Concordia Felicitas, recita lo stemma municipale, e infatti nelle Fondazioni che reggono la sorte delle rassegne teatrali, musicali, e della cultura fanese regna un equilibrato perbenismo, che anzi invita all’autocensura gli sfortunati intellettuali che “si permettono di provocare” proponendo spettacoli che dovevano immaginare come non graditi: si capisce dalla cronaca che ciò deve essere accaduto al sovrintendente del Teatro fanese, Simone Brunetti, d’essere accusato di mancata autocensura “essendosi permesso” di proporre alla buoncostume della Fondazione lo spettacolo di Luxuria prodotto da nomi prestigiosi come il Teatro Franco Parenti ed altri. Il PD fanese? Zitto zitto, non si difendono i principi (ammesso che la libertà della cultura sia ancora un principio per il PD) quando non fa comodo.

E la fondazione Montanari Federiciana, che dovrebbe gestire la nuova monumentale Memo? Anche in questa i buoni intendimenti di chi paga sono garantiti da un’ esatta suddivisione a metà del consiglio d’amministrazione: due del mecenate (una Fondazione Montanari che ha di rito il Vescovo nel suo consiglio d’amministrazione), due dell’amministrazione in carica, con un presidente a turnazione. In questo momento il presidente è l’assessore alla cultura Mancinelli, di culla democristiana, con consiglieri l’equidistante Fiorangelo Pucci (Fano film festival), il prof. Ripanti (vedi il concorso “il volto di Cristo oggi”), una ricercatrice di storia dell’arte, la dott. Prete, e l’archeologa dott. Purcaro ,“donne di fiducia” montanariane. Diciamo un consiglio stretto, elitario e ben poco trasversale alle culture, e molto meno alle politiche. L’abitudine d’indirizzamento elitario delle scelte culturali si abbina così alla carenza di spazi producendo un mix letale. L’influenza del perbenismo, dalle abitudini ingessate di un parterre attento a non infastidire alcuno, così da rendere noiosa e retorica qualsiasi scelta. sarà fortissima.

Dalla ritrita escursione sul tema “La bellezza salverà il mondo” dell’ass. Mancinelli, alle pruderies sul teatro “troppo vivace”, ciò che è cambiato dalle amministrazioni precedenti non è l’onda lunga della ricerca del “nome” e della “fama” ma la mano più pesante dell’intervento di chi regge i cordoni delle borse e la deriva ancora più conformista. I blogger di “Moretta amara” parlano poi del decadimento delle serate fanesi (vedi Notte bianca) prive di momenti culturali e ricche solo di bevute. C’è chi si scaglia anche troppo  moralisticamente contro quella che potrebbe essere una “decadenza generale”. Forse vale la pena di concentrarsi di più sui rapporti di potere, quelli stessi che fanno saltare progetti anche ottimi, lavori in corso, posti di lavoro non appena cambia il colore degli amministratori (vedi Informagiovani fanese).
E dare un giudizio sul livello di partecipazione alle scelte permesso o no dai nuovi meccanismi del finanziamento alla cultura.

Sin dall’inaugurazione del lussuoso spazio Mediateca il signor Montanari si è affrettato a dire: “Nelle prossime riunioni che faremo come Fondazione Federiciana ho intenzione di proporre nuove attività per il prossimo inverno come convegni, dibattiti, proiezioni di film…” , resta chiaro però che si tratterà di proposte sue, o meglio “loro”, e certo epurate da qualsiasi odore di “politica” (ma tra i libri chissà sarà invece tollerato qualche opinionista alla moda). La sala convegni della struttura sarà quindi chiusa alla città, finora non è stato reso noto se le associazioni locali potranno farne uso, ed anzi, sembra che già tra i Montanari ed il Comune vi sia disaccordo per le decisioni da prendere in merito all’uso da parte della stessa amministrazione di questo aureo patinato luogo.

Così, in una Mediateca praticamente ancora vuota (nessun vero e proprio fondo librario mi pare sia stato trasferito dalla biblioteca Federiciana, su 25mila volumi 12mila sono per l’infanzia) , aleggia il fantasma della privatizzazione, e il verbo “privare” sembra non andare d’accordo con il verbo “aprire”, al di là delle buone intenzioni dei cari mecenati.

 Francesca Palazzi Arduini

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5 commenti su “Che noia! La cultura fanese nell’epoca delle Fondazioni.

  1. Tungsteno
    agosto 15, 2010

    Tanti gli argomenti trattati, io vorrei dire solo una cosa: vediamo poche manifestazioni e strapompate (FYachtFest, Fano dei Cesari, Superquadshow), mentre mancano le manifestazioni che veramente sono portate avanti dalla gente con il cuore e non con i soldoni come le sopracitate che vivono della mia indifferenza e alle quali andiamo se vanno altri.

    Pertanto la cosa che odio è che ci siamo riempiti di eventi “falsi”, o meglio dei quali nessuno si sente parte viva, ma speriamo di vedervi andare la gente. (e di solito di livello basso se escludiamo pochissime cose)

    Il resto dell’articolo è interessante, ma non so nulla in merito, mi documenterò con il mio collega.

  2. Andrea Corradi Benelli
    agosto 18, 2010

    La pulizia di “alcuni muri” che potrebbero fare (secondo la scrittrice), dei ragazzini; sarebbero dei beni monumentali quali le mura romane, il monumento ai caduti, e di altri edifici storici, sempre secondo lei, con l’utilizzo di una microsabbiatrice ecologica, magari dopo intensivi corsi di restauro, sui materiali e sulle tecniche, e magari dopo i 18 anni…..e pure con minor spesa da parte del comune, dice lei: ebbene la informo che la maggior parte degli interventi sono gratuiti, che i rimanenti sono fatti in cambio dell’utilizzo della Rocca Malatestiana, per la quale paghiamo comunque le maschere, e che se qualche intervento risulta risarcito ebbene lo sarebbe per un decimo del costo minimo.
    Francamente, l’associazione Regresso Arti di cui sono vice presidente conta una trentina di soci, fra artisti e simpatizzanti, ora credo che chiunque di essi debba essere libero di avere o meno un credo religioso, e di avere o meno una coscienza politica, qualunque esse siano, ed in nome di questa libertà possono dire e scrivere a proprio nome quello che meglio credono di religione e politica. Non si intende tollerare supposizioni o insinuazioni riguardo la libertà dei nostri soci. Pertanto leggere attentamente lo statuto dell’Associazione Regresso Arti, pubblicato nel nostro sito. prima di ogni supposizione.

  3. admin
    agosto 19, 2010

    …francamente continuo a credere che i ragazzi degli istituti d’arte della zona si gioverebbero moltissimo dell’organizzazione coi loro docenti di gruppi di preservazione dagli scarabocchi spray di mura e monumenti. non ci risulta che l’associazione Regresso abbia qualifiche maggiori (forse pari?) a quelle di qualsiasi insegnante di tecniche e storia dell’arte. ci fa piacere che Regresso puntualizzi che “paga le maschere” della Rocca Malatestiana che gli viene concessa gratuitamente… (infatti risulta avete appena attaccato Sistema Museo che le gestisce 🙂 ) ma continuiamo a pensare, visti gli interventi anti-graffiti del vostro presidente che si trovano in ogni angolo del web… che far passare come opera di altruistica beneficenza un’attività che viene svolta con sfondi ideologici (non è la parola stessa “regresso” indicatrice di una ben definita, afffato vaga, origine culturale?) non sia un granché, se ce lo permettete.

  4. Andrea Corradi Benelli
    agosto 19, 2010

    Sarebbe opportuno che l’educazione civica fosse insegnata, se così fosse i ragazzi non imbratterebbero. Vedo favorevolmente anche corsi di restauro e preservazione tenuti da docenti competenti.
    Ma ora le puntualizzazioni: non si è assolutamente attaccato Sistema Museo, (che si comporta onestamente secondo contratto), ma la non felice scelta fatta in passato che vincola tuttora assurdamente la Rocca Malatestiana!
    Sono 6 anni che personalmente cancello e restauro GRATUITAMENTE lordaggini ed imbrattamenti, e non accetto illazioni su chissà quale ideologia mi faccia lavorare gratis e rinunciare ad una vita agiata e stipendiata!
    In quanto alla parola “regresso”: legga l’etimologia in una buona enciclopedia, (che non sia Wikipedia).
    Vorrei sapere cosa hanno offerto alla collettività questi ragazzi (vedi link qui sotto), per poter, in cambio, utilizzare la Rocca come sede di blasfemia e vilipendio alla religione.
    O se il nome della manifestazione sia indicatrice di una ben definita, afffato vaga, origine culturale…
    http://utenti.multimania.it/ilpeccato/foto3m.html

  5. admin
    agosto 19, 2010

    caro signor corradi, chiunque, dando una occhiata al sito della sua associazione, può farsi un’idea del tipo di regresso proposto dalla vostra associazione, non si tratta di illazioni ma di visioni personali di chi vi visita. non posso farci niente se non le vanno giù. sul fatto che la rocca debba essere aperta e utilizzabile da tutti non ci piove. che lei però venga a fregiarsi dei suoi sei anni di volontariato passato a fare ciò che le piace è incredibile: si legga lei la definizione di volontariato… quando mai chiunque di noi che lo fa si è vantato di farlo gratis? capisco che tra noi, senza metterci wikipedia di mezzo, è impossibile il dialogo. lei si lamenta delle rinunce che deve affrontare per fare volontariato, io, come tanti altri, lo faccio da 25 anni, così come la lotta per gli spazi sociali, senza tante storie. chiudiamola qui.

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 13, 2010 da in acidofile, politica locale con tag , , .
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