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Omofobia, l’inutile politica dei riflettori


Omofobia a Pesaro… Riflettendo sull’esposizione mediatica degli attori di questo episodio, è allucinante notare come lo svolgersi di fatti secondo le vittime sia somigliante alla deprimente sequela di liti e aggressioni che la tv ci propina quotidianamente come stili di vita nei Reality, da quelli di Mtv a quelli Mediaset: ragazzi che vengono alle mani per i più futili motivi, spesso iper-palestrati, ragazze irascibili e gasate che se le danno di santa ragione perché una di loro ha detto “cicciona” e cose di questo genere. Non si tratta quindi di omofobia generata dalle ambiguità della politica istituzionale ma semmai di costume sociale, come anche il bullismo, amplificato dalle atmosfere create da messaggi e parole della città, per le quali tutti abbiamo antenne.
In un Paese il cui Parlamento poco tempo fa ha votato contro la possibilità di giudicare l’omofobia un’aggravante nei reati, negando in pratica più protezione ad una categoria minoritaria come quella Lgbt… non ci stupiamo più di nulla… .

L’aggressione è sicuramente omofoba in quanto i due ragazzi sono stati bersagliati come soggetto debole, perché disapprovato socialmente da alcuni, e per questo hanno ragione i ragazzi del Pdl, coi quali stranamente concordiamo: grazie, Curia pesarese, per aver marchiato i gay come indesiderabili con l’espulsione del coro Komos dalla rassegna coristica comunale!

Ma la posizione dei giovani del Pdl pesarese, che relegano il problema omofobia a un discorso di ordine pubblico, fa poi riflettere sulle dichiarazioni dei CC che secondo la stampa metterebbero sullo stesso piano la testimonianza degli aggrediti con quella degli aggressori, che affermano di essere stati provocati. Un’idea: perché non finanziare un corso di aggiornamento sui diritti civili e l’omofobia anche per le Forze dell’ordine? Così magari si potrebbe far luce su dinamiche tipiche di chi aggredisce gli altri per ragioni culturali: e poi dice SEMPRE di essere stato provocato.

Ma dire che Pesaro è una città omofoba solo per un episodio o due avvenuti nel tempo non solo non serve a nulla ma rischia piuttosto di dipingere una città divisa in due barricate, cosa molto pericolosa. Che Pesaro sia o no una città omofoba va giudicato in base non alle dichiarazioni paciose del Sindaco ma in base ai fatti.
A tale proposito consiglio comunque a tutti/e di leggersi il nostro resoconto della discussione sul Registro unioni civili del Consiglio comunale del 26 luglio, “Pesaro: Tex Willer in consiglio comunale”.

Occorrerebbe innanzitutto che le istituzioni si impegnassero a chiarire con precisione questi fatti e a capire la realtà sociale. Vale a dire:

–         il Comune (e la Provincia che è anch’essa finanziatrice) si impegneranno a garantire equi finanziamenti per iniziative culturali contro l’ omofobia? Dopo la vicenda del coro Komos che non ha potuto cantare, rifiutato dalla Curia in una rassegna finanziata coi soldi pubblici, è essenziale saperlo.

–         Il Consiglio comunale promuoverà una serie di incontri coi cittadini e le associazioni Lgbt per decidere le modalità di approvazione di garanzie civili e sociali per le coppie Lbgt? Dopo la farsa della presentazione di una delibera su un Registro delle unioni civili (presentata da un solo consigliere, anche per lui due minuti sotto i riflettori, sarà contento) è essenziale saperlo.

–         Osservatori sull’omofobia: perché far spendere soldi ai Comuni per istituire i soliti organismi fantoccio e che non funzionano (due minuti di riflettori per il consigliere comunale fanese Mascarin) quando questo tipo di istituzioni servono solo se ben organizzate, e a livello almeno provinciale? Che la Provincia allora si attivi coinvolgendo e finanziando le associazioni che già lavorano in tal senso: Arcigay, Arci Uisp, Cgil nuovi diritti e c.

A questi ultimi un grazie per essere almeno loro presenti sempre, e non per amore di riflettori e demagogia.

 Francesca Palazzi Arduini

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 7, 2010 da in cultura gaya, diritti civili, marche gay e lesbiche con tag , .
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