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Unioni civili: i politici e la ri-mozione forzata


Consiglio comunale di Pesaro: appena bocciata la mozione della Lista 5 stelle per l’istituzione di un registro delle unioni civili. 16 voti contrari, 4 astenuti, 2 favorevoli.
E cosa ci aspettavamo, che il PD, selva demoscristiana, in una città spartita con la Compagnia delle opere e nella quale la Curia detta legge anche sui cori (vedi espulsione del coro Komos dalla rassegna Vespri d’organo)… concedesse qualche diritto in più ai cittadini di serie LGBT?
Qui è tutta una mozione: a Fano il consigliere-single Mascarin butta là la proposta di un “osservatorio sull’omofobia”, a Pesaro i grillini propongono il registro… ma diciamocelo, c’è mai stata una concertazione con le persone e le associazioni Lgbt del territorio per pensare ad una STRATEGIA SIGNIFICATIVA che potesse rendere politicamente ,comprensibili e forti queste richieste ( e socialmente utili)?
No, qui si va avanti a proposte buttate là, nel deserto del confronto politico e culturale, a telefonate private e retorica… ma dov’è la popolazione Lgtb? In discoteca? come mai non sono stati PRIMA contattati tutti i politici presenti in bella sfilata all’ultimo convegno di Arcigay Agorà a Pesaro? Il responsabile provinciale PD Marco Marchetti dichiara che il voto contrario è stato frutto di un equivoco… è chiaro se una mozione che avrebbe dovuto avere il consenso di tutte le forze cosidette “laiche” è stata presentata da un solo consigliere, c’è qualcosa che non va.
A nome di chi la Lista a 5 stelle è andata allo sbaraglio contro uno schieramento che si sapeva già completamente asservito al buoncostume italiano del “fin che la barca va”? Mio no di sicuro.
Vogliamo smetterla col fare la politica come se giocassimo al Lotto?
…suvvia!

Dada inkazzata.

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