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Anche a Pesaro fanno la “festa” agli alberi


In questi giorni sulla stampa locale sono apparsi articoli in merito alla possibilità che vengano abbattute le piante (Lecci, Ippocastani e altre) in Piazzale Carducci e Viale della Liberazione (Pesaro) per costruire dei parcheggi sotterranei. Legambiente, le altre associazioni ambientaliste e non solo, sono contrarie all’abbattimento anche di una sola pianta per far posto alle automobili. Ci sarà una forte lotta e presa di posizione al riguardo ma in questa fase, oltre a dare la notizia, è interessante leggere le riflessioni che ha fatto l’amico naturalista Andrea Fazi…

Per Legambiente Pesaro Enzo Frulla

“Certamente ci verrà detto che era indispensabile, necessario, inevitabile, certamente l’azione è legale oltre dubbio, certamente l’interesse collettivo e le ragioni superiori depongono a favore dell’ennesimo sacrificio, ma nessuno potrà negare che a rimetterci, siano, sempre sempre sempre, gli alberi, le aiuole, gli spazi verdi, gli animali…. Un naturalista piange dal cuore quando vede un albero di quelle dimensioni abbattuto, per una serie di ragioni che vanno da quelle più crudamente utilitaristiche a quelle della poesia….

Un grande albero è una grande chioma. Quindi ricambio dei gas atmosferici, abbattimento delle polveri, minore irraggiamento del suolo quindi effetto climatizzante, assorbimento delle onde sonore quindi silenzia mento dei rumori urbani…

Anche il meno sensibile alla bellezza di un albero si dovrebbe convincere cheè suo interesse averne tanti, e tanto grandi.

Per un animo più sensibile ci sono le relazioni con la bellezza, la tranquilla nobiltà di chi cresce senza darlo a vedere, senza schiamazzo, senza chiedere, fino alla particolare gioia di riconoscere nelle foglie e nelle cortecce la specie di appartenenza, di comprendere il valore di un diametro, che nel caso di un leccio, racconta di molte decine di anni per giungere a poche decine di centimetri. Per un naturalista poi c’è il mondo di esseri che trova rifugio, nutrimento e nascita tra le fronde di un grande albero….

Per un conteggio arido ma reale c’è la considerazione che alcuni di noi non avranno il tempo per rivedere un albero con 30-40 cm di diametro, perché non saranno più in vita…

La città sta sacrificando le sue parti migliori per il feticcio su ruote, quegli autoveicoli, dall’auto ai camion che spostano in questo paese acqua siciliana alla val d’aosta ed acqua trentina in calabria….mentre si parla di effetto serra si tagliano alberi per lasciar passare meglio veicoli produttori di gas serra, mentre si dedica quest’ anno alla biodiversità, la natura è solo un impiccio facilmente eliminabile…..che follia, che ipocrisia, che scala di valori anti biologica.

Altri alberi dovranno essere sacrificati, altri elementi naturali dovranno cedere alla necessità di costruire, di guidare, di fare cose che oggi sembrano utilissime…ma noi avremo sempre bisogno di alberi, mentre forse la “civiltà” dell’auto tramonterà, pur se oggi si preferisce il gas di scarico alle fronde dei lecci….”

Andrea

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il luglio 10, 2010 da in ambaradan o sarabanda?, marche ambientalismo con tag , , , .
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