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Parate militari: E mò basta!

 


Si è svolto anche a Fano il 31 maggio il presidio di informazione e protesta contro l’attacco militare israeliano alla Freedom Flotilla, aderenti: Sala della Pace-Caritas Fano, Donne in Nero Fano, MIR – Movimento internazionale della riconciliazione, Alternativa Libertaria, Mezza Luna Rossa, Comunità Palestinese Provincia di Pesaro.
“Nelle prime ore di oggi, la marina di guerra israeliana ha attaccato la Freedom Flotilla, salpata da Cipro nei giorni scorsi per compiere una missione di pace. Con poche eccezioni, i governi del mondo sono complici di questi assassini, di questo atto di pirateria per le tante volte che hanno chiuso gli occhi agli atti illegali dei governi israeliani durante i 42 anni dell’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Il governo di Israele crede nella sua impunità – e i nostri governi gli danno ragione. Protestiamo contro l’attaccco illegale che la marina israeliana ha compiuto in acque internazionali contro le 6 navi della Freedom Flotilla che portavano materiale necessario ed indispensabile alla sopravvivenza della popolazione di Gaza stremata dall’assedio che Israele,m col supporto della comunità internazionale, ha imposto da più di tre anni, mentre con l’operazione piombo fuso ha ucciso oltre 1400 persone di cui 400 bambini. Ribadiamo che le barche che componevano Flottiglia erano in tutto e per tutto pacifiche, legali, umanitarie…” “Dal 30 marzo, a Fano-. Spiega Carla Panajoli dell’associazione fanese “Donne in nero” anche a Fano è partita la campagna di boicottaggio, promossa da associazioni pacifiche israeliane, recentemente sottoscritta anche da Coop, sui prodotti della multinazionale Agrexco, che coltiva il 60-70% dei suoi prodotti nei territori palestinesi occupati con grande impiego di acqua. I prodotti della Agrexco- conclude Panajoli- hanno il marchio “Made in Israel ma in realtà provengono dai territori occupati e questo è molto grave”. A questo proposito, rileviamo che sul sito di informazione locale Fanoinforma, sotto la notizia, si apriva un’animazione pubblicizzante le vacanze in … Israele.

 “Sospendere la parata militare del 2 giugno e destinare i fondi risparmiati a coprire l’indennità di disoccupazione a 32.200 precari che hanno perso il lavoro”.
E’ quanto chiedono Giulio Marcon e Massimo Paolicelli della Campagna Sbilanciamoci!. “Troviamo fuoriluogo – proseguono Marcon e Paolicelli – che mentre si sta per varare una manovra economica che chiede pesanti sacrifici al Paese si gettino in una anacronistica parata militare diversi milioni di euro, costo che di fronte alla solita inesistente trasparenza della Difesa noi abbiamo calcolato in circa 10 milioni di euro. Solo per le impalcature della parata si spendono 700 mila euro. E’ bene ricordare che la Repubblica Italiana  – come recita l’art. 1 – si fonda sul lavoro e mai come in questo momento la festa della Repubblica va dedicata non allo sfoggio di carri armati e cacciabombardieri, ma al lavoro, a chi lo perde e a chi è costretto a far fronte alla grande emergenza sociale causata dalla crisi.

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