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Cellula sintetica: come GR Rai 3 “informa”

Cellula sintetica: Isteria collettiva, sindrome della sentinella e…conversione dei mass media.

Diciamolo, l’annuncio di Craig Venter della creazione (e del brevetto) di una cellula sintetica, non avrebbe dovuto sollecitare più di tanto le isterie di coloro che di solito reclamano un posto al sole quali ispiratori e direttori dell’etica umana, come se agli scienziati questa fosse preclusa e sconosciuta (semmai più ai mercanti ed ai politici).

Una scoperta utile in campo biomedico diventa così, a tutto guadagno dei “moralizzatori della scienza” e dei mass media che ormai vivono quasi tutti di scandali e bluff, un pericoloso inizio di “vita artificiale”, forse alla Blade Runner (e c’è da chiedersi chi sarà a vivere nei quartieri alti baciati dal sole delle vette fantascientifiche, se anche questi sacerdoti eticissimi).

La sindrome della sentinella si chiama così perché è propria di colui che, nel branco, si guadagna uno spazio fungendo da allarme per il gruppo rispetto a incursioni di animali predatori.

Oltre a questa diffusa e sprecata figura, abbiamo, purtroppo grazie a questa notizia, avuto una conferma circa il ruolo sempre più orientato che sta avendo da un po’ di tempo a questa parte il radiogiornale Rai di Radio Tre: l’edizione delle 13.45 di venerdì 21 maggio, infatti, apriva proprio con la notizia della creazione dei laboratori di Venter, …però, invece di informare meglio sul fatto (ad esempio spiegando di che tipo di cellula si tratta), titolava “Vita artificiale (?), il Vaticano interviene sulla creazione della prima cellula sintetica”, e, dedicando uno spazio molto ampio alle dichiarazioni del Cardinal Bagnasco, citava “ciò che è scientificamente possibile non è detto che sia eticamente giusto”, specificando inoltre che il Cardinale però “ha affermato di non conoscere appieno i termini della questione” . Mentre ci chiediamo se allora era meglio che stesse zitto il servizio continua negli approfondimenti, con tanto altro tempo dedicato al parere del teologo della Pontificia Lateranense, Gianfranco Basti, un rampante che ardisce che l’etica deve diventare anch’essa “scienza nel senso DURO del termine come le scienze matematiche”, bontà sua, oltre al celodurismo anche la pretesa dell’infallibilità della ricerca etica? Ma non ce l’aveva già, il Papa?

Ringraziamo Rai 3 per la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, della conversione pontificia del servizio pubblico probabilmente dovuta ai riequilibri tra forze del Biscione e Sante Sedi varie, invitiamo tutti a farlo, scrivendo a grr@rai.it

Francesca Palazzi Arduini

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