rimarchevole…

un blog di provincia…

Le risposte giunte all’appello sul testamento biologico

L’istituzione dei registri delle Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario consentirebbe più chiarezza in merito alle cure di fine vita, strumento utilissimo a tutti, in primis alle persone sole, a coloro che non intendono delegare in toto la decisione in caso di malaugurata propria impossibilità a decidere, alle coppie di fatto .

I registri istituiti già in oltre 40 città d’Italia, potrebbero anche diventare una parte importante di quella banca dati, che le Asur dovrebbero coordinare, comprensive della volontà di donare o no gli organi, volontà teoricamente già esprimibile presso le Sedi delle anagrafi sanitarie.
Perché i Comuni non si attivano per avviare queste procedure e dare a tutti la possibilità di tutelarsi, magari fornendo anche informazioni il più possibile chiare e imparziali sulle scelte da fare?
Se pensiamo che nel frattempo in Parlamento sosta arenato un disegno di legge che negherebbe, se attivato, la possibilità di opporsi alle decisioni del personale medico in materia di interruzione di idratazione e alimentazione forzata, possiamo capire che si tratta di una scelta ideologica, di una sottrazione di libertà.

Sono giunte alcune risposte al nostro appello sulla creazione nei comuni della provincia dei Registri di dichiarazione anticipata di trattamento sanitario (Testamento biologico).
Grazie anche ad Alberto Milazzo, che ci ha aiutate a diffonderlo per email, hanno risposto

Luca Bartolucci – esponente del PD pesarese e presidente del Consiglio provinciale – che, rifacendosi al recente dibattito con  Beppino Englaro a Pesaro, espone una complessa riflessione che conclude così: “ho compreso le diverse posizioni e le ho giudicate rigorose, ma francamente  mi sembrano ancora insufficienti per determinare un processo giuridico  che inevitabilmente creerà cultura e che potrebbe aprire la strada ad aberrazioni future. Ho bisogno di tempo !”. … Segno che l’incontro non ha dato chiare e sufficienti spiegazioni circa l’utilità del Testamento biologico per la salvaguardia delle volontà individuali, qualsiasi sarà il progresso della scienza medica o di qualunque orientamento sia chi sceglie.

Pietro Dini, di Sinistra Ecologia e Libertà, che si dichiara favorevole all’istituzione dei registri.
Tonino Matteacci, di Sinistra Ecologia e Libertà, che egualmente si dice favorevole
Massimo Binci, consigliere regionale Sel, che dichiara: “Ho già presentato una mozione sul testamento biologico alla fine di questa legislatura, che però non è stata discussa . Si può consultare su: consiglio reg.marche, atti ispettivi e controllo mozioni Binci. Quindi la riproporrò anche nella prossima o la farò riproporre a  sinistra ecologia liberta se non verrò eletto, visto che condividiamo il diritto alla scelta sulle cure in caso di impossibilità di esprimere il  proprio desiderio tramite il testamento biologico.”
-Anche Lara Rapone di Sel si dichiara favorevole.
Pur non avendo potuto contattarli, diamo nota della posizione di Samuele Mascarin, consigliere comunale fanese di Sinistra unita, che ha già presentato, però unico e solo, una mozione al consiglio comunale fanese sull’istituzione dei registri. A Fano Italia dei Valori ha organizzato qualche mese fa una conferenza stampa nella quale annunciava di voler aiutare i cittadini che avessero voluto recarsi dal notaio per redarre la Dichiarazione. Reale disponibilità? E chi paga il conto della registrazione notarile?
Al dibattito fanese con Beppino Englaro, Luciano Benini di Bene Comune ha illustrato le posizioni meno radicali di parte della Chiesa cattolica in merito alla possibilità di rinunciare alle cure ma non ha espresso un giudizio sulla necessità di istituire i registri delle Dichiarazioni e sul suo impegno personale.
Per il resto, a parte i fondamentalisti della vita obbligatoria (da L’Avvenire al clero più ligio alla dottrina cattolica), tutto tace.

Un commento su “Le risposte giunte all’appello sul testamento biologico

  1. Ilaria Biagioli
    aprile 10, 2010

    La costituzione italiana tutela il diritto alla sospensione dei trattamenti sanitari. Una libertà personale che non può sottostare se non alla coscienza individuale.
    In Germania, per fare un esempio, non c’è una legge sulla fine vita, ma le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario dei cittadini, vengono rispettate. Le chiese cattolica e protestante hanno sottoscritto un documento nel quale, fra le altre cose, viene accettata l’eutanasia non attiva. Tutto il blaterare italiano, mi pare, purtroppo, ancora una volta, la solita becera cappa ipocrita, che non riesce a nascondere la totale mancanza di rispetto dei governanti per i cittadini, che, anche in questo caso, non sono considerati uguali, ma cittadini di serie A, quelli buoni (che sanno cosa è meglio per tutti), e di serie B, quelli cattivi (che vogliono che ognuno possa scegliere in base alla propria coscienza e alle proprie convinzioni), con tutto ciò che ne consegue, come ha ben mostrato Foucault.

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: