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Spacca contro Darwin: ZERO a uno!


Dal Corriere Adriatico apprendiamo che per il signor Spacca, candidato alla presidenza della Regione Marche per una coalizione tutta nuova (e che il Pd nazionale non menziona mai, per sicurezza, mentre qui questa alleanza sciagurata viene spaccata, pardon, spacciata per Laboratorio, …), Pd-Udc-Idv, è diventato creazionista.
Alla domanda sulle raccomandazioni politiche dei Vescovi, classe politica trainante in Italia, ecco la sua risposta, che ovviamente non consiste in qualcosa di chiaro ma in un rimando al creazionismo:

– I vescovi hanno chiesto ai cattolici di votare candidati anti-abortisti. Lei come si definisce?

R: Quello dei vescovi a me è sembrato un appello al rispetto della vita in tutte le sue forme: le biodiversità, l’ambiente, gli immigrati. Insomma, all’ integrità del creato. Ridurre tutto alla questione dell’aborto è riduttivo e sbagliato.

Sì, ma lei sull’aborto come la pensa?

R:Il principio del rispetto della vita e dell’integrità del creato è stato pienamente recuperato nel nostro programma di governo.

E  bravo Spacca! E per la definizione di cosa sia il Creato, e se vi sia inclusa la lbertà femminile e la Legge 194, appelliamoci ora alla Conferenza Episcopale!
Sembra ieri, che questo Governatore scivoloso ci diceva che occorreva “unificare le competenze” (leggi: togliere potere decisionale ai Comuni) per far costruire gli impianti nocivi che la popolazione non vuole ma il Pear non disdegna. Sarà che allora il Creato da rispettare non comprendeva nemmeno i cittadini? Ma sì, dimenticavo, allora non eravamo elettori. Da elettori invece, ancora per qualche giorno, facciamo parte di sicuro di quel Creato da rispettare ed onorare.

(Grazie a Cristiana per la segnalazione).

Tenendo conto anche delle sollecitazioni recenti circa la tragedia della pedofilia praticata negli istituti educativi religiosi, il PD ha anche pensato bene di finanziare ulteriormente gli oratori cattolici e di assicurare agli alleati UdC sostegno per gli istituti religiosi. Non solo, basta confrontare i programmi elettorali di Pdl e Pd per capire come ci sia sintonia tra i due partiti proprio su ciò che è sa sempre uno dei  mali del nostro Paese: la dipendenza dal Vaticano. I nuclei familiari non convenzionali e le persone sole saranno enormemente svantaggiate da un piano di aiuti che vedrà spartizioni trasversali e, come sempre, la mancanza di una sola vera necessità (sempre promessa ma mai attuata, come il famoso salario sociale che in tempi di crisi i candidati ipotizzano): gli asili gratis per tutti. Tutto in nome dell’ideologia.
“PDL:
Piano Famiglia: riaffermazione del ruolo fondamentale della famiglia naturale, politiche giovanili, sostegno ai nuclei numerosi e monoreddito, aiuto alla non-autosufficienza, piano edilizia popolare con nuovi criteri di assegnazione degli alloggi.
PD:
Sostegno economico e fiscale per la famiglia naturale (acquisto di casa, facilitazioni giovani coppie, ecc.); introduzione sperimentale di forme di quoziente familiare nella fiscalità regionale.
-Istituzione dell’Assessorato alla famiglia.
-Rilancio della funzioni della Consulta per la famiglie (ma non avevano scritto famiglia naturale? nda)

Nel rispetto delle competenze delle autonomi locali impegno per il finanziamento degli oratori parrocchiali e di altri i centri di aggregazione giovanile.”

In merito a quest’ultimo argomento, che meriterebbe una discussione più approfondita sul celibato dei preti cattolici romani e sulla scarsa qualità della formazione di molti operatori dell’educazione di provenienza religiosa, voglio segnalare l’articolo già pubblicato su A rivista:
Tamagochi come metafora, la bagarre sui preti pedofili e la necessità di possedere l’infanzia.

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