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Ancora SOPRA Englaro: eventi, sante, visionari?


Abbiamo, il 18 e 19 marzo a Urbino e poi  a Pesaro le divagazioni sul tema di Giulio Mozzi, lo scrittore cattolico che stigmatizza l’atteggiamento di Berlusconi sulla vicenda Englaro (“per lui una donna si identifica con la genitalità”), riprendendo temi propri dell’indagine sociologica sul corpo, e nel contempo  spezza una lancia  a favore della beatificazione della “povera Eluana” e dichiara che legiferare sul tema della fine della vita crea “rigidità”.

Cosa possiamo dire? A volte sarebbe bene non dare giudizi su cosa va regolato da leggi e cosa no, se non si ha bene presente la tragedia che vivono ogni giorno persone che, di fronte al dilemma non solo sanitario ma anche morale, del dover scegliere le cure per un proprio caro che non può più decidere da sé, non solo non sono INFORMATE sulle conseguenze delle proprie scelte ma neanche su quali sono i propri diritti, in una società che, dall’ ingresso in una struttura sanitaria, tratta i corpi come proprietà dello Stato.

Poi abbiamo la conferenza del 19 marzo di Beppino Englaro a Fano, organizzata dall’associazione Res publica, con presentazione dei suoi due libri. Alla presenza del signor Luciano Benini (lista civica Bene Comune, decisamente anti Englaro) che presenterà la posizione ufficiale della Chiesa sul testamento biologico e del prof.Paolo Bonetti che presenterà il punto di vista laico. Bella nota dolente: la presentazione in pompa magna della “trovata” mediatica degli organizzatori, diversi giorni prima della conferenza: la richiesta, tramite un unico consigliere comunale di minoranza (Mascarin) della cittadinanza onoraria per Englaro. Un modo molto intelligente per farsi pubblicità… e per presentare la questione di Englaro, che aveva ricevuto la solidarietà di larghi strati della popolazione (di credenti e non)… una faccenda di minoranze politiche.

Ma attenti: il balletto non finisce qui!C’è poi la gran diatriba pesarese per la presentazione di …Beppino Englaro, che si terrà il 18 marzo presso la Sala del consiglio provinciale.
Englaro chiede di poter fare, finalmente, un contradditorio coi due giornalisti dell’Avvenire (Ciociola e Bellaspiga, non è dato sapere se prima l’avessero schivato) girando per l’Italia col loro libro sulla vicenda (“Eluana. I fatti”) nel tentativo di supportare la visione politica di Avvenire sulla vicenda. Sappiamo bene che per questo genere di cattolici il corpo è di Dio, o al massimo (appunto) dello Stato, quindi né le persone né le famiglie hanno giurisdizione e diritto di scelta sulla fine della loro vita. L’obbligo di cura è totale. Il confine tra Dio e Tecnologia medica lo decide la provvidenza.

Seppure, come nel caso di Wojtyla, non è sempre ben chiaro chi fa, se non lo dice, e chi giudica.

Pandemonio totale nel tentativo di apparire bene sulla stampa:la Consulta per la laicità , che doveva  essere l’organizzatrice dell’evento, diventa poi “co-organizzatrice” grazie al fatto, sembra, che l’assessorato alla cultura della Provincia (Davide Rossi, IdV) concede gratuitamente la Sala per la conferenza (che di solito è sempre gratuita per iniziative simili).

I giornalisti dell’Avvenire vanno all’attacco perché non gli si è concesso di essere presenti anche al mattino con gli studenti e qui scoppia il bubbone. La Consulta infatti aveva proposto ai presidi dei Licei una mega-gita al quartiere fieristico per …l’evento Englaro.

Fulmini dagli insegnanti cattolici, dal Pdl, da Scienza e vita: tutti vogliono esserci anche loro, in qualche maniera. Non sia mai che si perda l’occasione per evangelizzare gli studenti-marionette, pedina di tutte queste manovre e manovrette.

Infine la sorpresa: la presentazione di Beppino non è più organizzata dalla Consulta ma, questo si evince dai comunicati, fa parte del Palinsensto cultura della Provincia di Pesaro e Urbino, e ai giornalisti “esperti di Eluana”, Bellespiga e Ciociola, viene offerto ALTRETTANTO tempo, (a testa), per palare che ad Englaro, col contorno dell’onnipresente Paolo Bonetti (presente anche a Fano e anch’egli IdV come l’assessore) che dovrebbe riequilibrare la palestra autoptica e la sarabanda sul cadavere verso tematiche bioetiche speriamo più generali.

Insomma, basta urlare un poco, in provincia, per far capire all’IdV che, visto che sarà pure alleata con l’UdC in Regione, deve stare alle regole del talk show. Ovviamente il rispetto delle regole non è previsto quando Ciociola e Bellaspiga presentano, da soli, il loro libro in sedi pubbliche (come la Biblioteca san Giovanni di Pesaro).

Nel frattempo la Consulta ha reazioni scomposte (inconsulte?) agli attacchi di Avvenire and c.: prima non risponde, poi interviene il Movimento radical socialista (ben tre volte in tre momenti diversi, ed in una dice di interpretare l’opinione delle associazioni della Consulta) sulla vicenda, chiedendo a sua volta la cittadinanza onoraria per Englaro al Comune di Pesaro… una bolgia, poi si afferma che in realtà il contradditorio ci sarà (mentre è vero che la Consulta aveva concesso agli  aggressivi giornalisti solo un pò di tempo al pari di altri ospiti).

In tutta questa vicenda salta agli occhi solo una cosa:

la fame di visibilità e di notorietà di noi provinciali, avvezzi a fare cultura lottizzata, a strascico o come emanazione della politica, ormai abituati ai talk show per cui non siamo più capaci di essere interessati a un argomento a meno di non avere un Porta a Porta, qualche nome “VISTO IN TV”, almeno un cattedratico e qualche scaramuccia, incapaci di concentrarci sul focus politico degli avvenimenti.

Auguriamoci che, come dice  Mozzi nel suo libro, a Pdl e soci non venga concesso, come con la vicenda Englaro hanno richiesto, ancora più potere per legiferare di quello che si sono già presi… perché i tempi per avere una società civile capace di affrontare i problemi di tutti i giorni, i problemi REALI delle persone anche riguardo il tema della fine della vita, senza accanirsi sul “caso”, su ciò che rifulge dai mass media,  sembrano ancora lontani. E  la vicenda del testamento biologico, per il quale che forse qualche altro comune in Italia riuscirà a istituire registri (grazie all’attività dell’associazione Luca Coscioni)… potrebbe non servire a tutelarci affatto di fronte ad una legge autoritaria e invasiva delle nostre bio-libertà.
Ho chiamato in questi giorni, per curiosità, il Registro notarile provinciale per sapere quanti notai avevano recepito la raccomandazione del Consiglio notarile per il recepimento del Testamento biologico su modello proposto dal prof.Veronesi. Mi hanno gentilmente risposto che a loro risultava un solo nome e che avrei dovuto chiedere maggiori informazioni. E’ ovvio che occorre percorrere la strada dei Registri comunali e approfondire la tematica coinvolgendo le persone che operano nella sanità, nell’ottica di creare conoscenza e autonomia decisionale.

(Francesca Palazzi Arduini)

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5 commenti su “Ancora SOPRA Englaro: eventi, sante, visionari?

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  2. michelangelo
    marzo 18, 2010

    Beppino Englaro e la favola di Fedro.
    Il lupo mangia l’agnello perché sporcava l’acqua che scorreva sotto di lui.
    “Voi oggi non potete dire di non sapere che c’è lo stato di diritto, che è stato stabilito, che né un medico né lo Stato può decidere della vita altrui … alza la voce con questo ammonimento Beppino Englaro, padre di Eluana, oggi (16.3.2020) protagonista di un incontro organizzato all’università, nell’aula magna della facoltà di Economia di Urbino, intitolato “La vita senza limiti: la morte di Eluana in uno Stato di diritto” (lo stesso del libro appena scritto dal padre con la giornalista del Tg1 Adriana Pannitteri).
    “Nessuno, continua, deve decidere per un altro, bisogna avere la possibilità di dar voce a se stessi in maniera inequivocabile”

    Come inequivocabile fu la voce del lupo che s’inventò lo stato di diritto per mangiarsi l’agnello.
    Il paragone non calza.
    Come non calza il diritto di determinare la morte di nessuno.

  3. michelangelo
    marzo 18, 2010

    Eluana a San Remo

    “Padre, ora tienimi la mano, … tienila vicino al cuore …
    mentre il mondo fa rumore, mentre il mondo può vedere il sole,
    … chiedo solamente di volare, … sopra le parole, … le persone,
    sopra quella convinzione di avere la verità”.
    Mamma, che ne sanno del dolore di quello che si può provare
    per una disperata decisione …
    Mamma, papà, un giorno ci rincontreremo …
    Quando sentirete un brivido che corre sulla vostra pelle
    è lì che sarò …
    Ora posso amare, ora, ora posso correre e giocare
    ora volo sopra le parole, sopra tutte le persone sopra quella convinzione di avere la verità. … ora, ora”.

    *****
    Povia è stato bocciato.
    Povia non doveva portare la “sua verità” a San Remo.
    Immaginate se avesse vinto.
    La forza mediatica del festival avrebbe fatto sull’opinione pubblica, più danno di quanto ne ha già fatto il padre Beppino, il politico-chirurgo Ignazio Marino, l’imprenditore-ricercatore Umberto Veronesi, Rodotà, Cappato e quant’altri autorevoli abili imbonitori di perle di saggezza.
    Meno male che gli italiani hanno avuto, una tantum, una votazione non truccata che ha stravolto i piani di quei politici che avrebbero portato in parlamento una falsa opinione pubblica.
    Di Povia, che dire?
    Se la musica viene dall’anima e le parole dal cuore,
    questa romanza non viene e non va da nessuna parte.
    Solo chi è asservito alla logica del senso comune poteva scriverla.
    Un omaggio al padre che l’ha aiutata a farla morire e una pugnalata alla madre
    che non è riuscita a farla vivere.
    Veronesi, Marino, Rodotà, Cappato e … vergogna!
    La vostra conoscenza della scienza, della mente, del coma, degli stati di coscienza, della sofferenza è pari alla vostra ignoranza.

    Bastava accettare con umiltà che la verità … è sempre oltre, ed Eluana sarebbe ancora tra noi.

  4. admin
    marzo 19, 2010

    caro michelangelo, non sono affatto d’accordo con quello che scrivi. penso che sia giusto che una persona non più in grado di riprendersi neppure minimamente, e che aveva chiaramente espresso in vita la volontà di non vivere in stato vegetativo, sia tutelata dai genitori, dai congiunti, dal o dalla partner, in modo da poter morire.
    non credo che le persone che citi (veronesi, marino, rodotà, cappato..) siano più ingoranti di te riguardo il come e comunque credo che dovresti riconoscere la libertà a tutti noi, più o meno ignoranti di te di decidere di come e quando morire. saluti.

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