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Fano: l’UdC re-inchioda Cristo al suo posto…


A seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal capogruppo dell’UdC fanese, Pierino Cecchi, circa il ricorso del Governo italiano contro la sentenza emessa dalla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo sulla presenza di del crocifisso in un’aula scolastica, vogliamo a specificare che:
1) l’informazione riportata dal capogruppo per costruire la sua mozione non è esatta, la Corte ha deciso infatti su un caso particolare, e quindi non ha intimato allo Stato italiano di rimuovere i crocefissi da tutte le aule. Essa ha emesso bensì una sentenza circostanziata su di un caso in cui, in tutta evidenza, il crocefisso era stato segnalato come fonte di imbarazzo per un genitore ateo che ne ha denunciato l’evidenza di simbolo religioso. Certo, sarebbe il caso che, per evitare altri casi, lo Stato italiano recepisse finalmente queste sollecitazioni.

2) che il crocefisso sia a tutti gli effetti un simbolo religioso e politico (schieramenti politici tutt’ora usano la croce nei loro loghi) e non certo un semplice simbolo etico e culturale, è stato riconosciuto dallo stesso Governo italiano, che ora vuole ricorrere contro la sentenza ma che rispetto alla stessa, testualmente, dichiarava che:

“bisogna comprendere che la Repubblica Italiana, benché laica, ha deciso liberamente di mantenere il crocefisso nelle aule scolastiche per diversi motivi, tra i quali la necessità di trovare un compromesso coi partiti d’ispirazione cristiana che rappresentano una parte importante della popolazione e coi sentimenti religiosi di questa”. (Sentenza Lautsi, nov.09).

Dunque, non essendo più quella cattolica religione di Stato dal 1984, è corretta la richiesta e la decisione di rimuovere da un’aula pubblica il simbolo religioso quando questo non è condiviso del pensiero e delle convinzioni religiose di chi quell’aula frequenta.
Troppo spesso, ormai, le maggioranze considerano loro diritto modificare anche lo status dei diritti umani, calpestando, come in passato, le esigenze e le sensibilità delle minoranze in nome del loro predominio e del senso comune che esse dicono di rappresentare.
Alle minoranze fanesi, uscite senza votare dalla tenzone consiliare, ed ai “laici devoti” del Pd diciamo: dire un chiaro NO ad una richiesta tanto plateale, come quella di ricorrere contro una sentenza della Corte Europea, vi costava troppo…? è evidente che la l’Europa, laica e interculturale, è ancora di là dalle Alpi anche per voi.
Non ci stupiamo delle astensioni del cattolico praticante Benini, antiabortista e partner di De Marchi nel loro Bene Comune e lista a “5 Stelle” (ma stelle di che?) , però da laici non di sacrestia potevamo aspettarci qualcosa di più.

Una proposta al consigliere Cecchi: se vuole imporre a tutti i cittadini, anche a non credenti, ai non praticanti, a coloro che pure cattolici non vogliono esporre crocefissi, ai credenti di altre religioni, la sua la sua sensibilità cattolica:
 invece di spingere da Fano il suo ricorso contro Strasburgo, faccia esporre obbligatoriamente qualcosa esteticamente più coinvolgente e che richiami meglio la funzione demagogica della “difesa del crocifisso”, ad esempio… la Salita al Calvario di Hieronymus Bosch.

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