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Curcio a Fano: tanto rumore per nulla.


Avevo seguito l’ottimo lavoro del Centro sociale di Pesaro, Oltrefrontiera, sull’immigrazione ed il multiculturalismo, sapevo che quindi, anche quest’anno, sarebbe stato presente nei loro cicli di incontri Renato Curcio, in qualità di autore per la casa editrice Sensibili alle foglie.
“Respinti sulla strada. La migrazione ipermoderna di minorenni e ragazzi stranieri” era il titolo in programma per quest’anno. Sicuro che la presenza di Curcio avrebbe scatenato qualche polemica a Pesaro, come lo scorso anno quando un rappresentante Udc aveva cercato spazio mettendo in discussione sulla stampa la legittimità per Curcio di essere invitato a incontri pubblici.
Ci sono persone che ritengono che Curcio, in quanto ideologo delle Brigate rosse, oltre ad aver scontato la sua pena debba anche evitare per sempre di fare vita pubblica, è evidente. Ciò a causa degli omidici che sono stati commessi dalle Br mentre lui ne era, diciamo, “uno dei capi”.
Personalmente non credo che si debbano tributare onori a persone che hanno commesso omicidi, né scusarle in alcun modo, però mi pare che la posizione di Renato Curcio meriti un approfondimento. In primo luogo non è per parlare di lotta armata che Curcio ora va in giro a presentare libri. Il suo lavoro sull’immigrazione fa parte della sua vita di adesso, lavoro che gli ha permesso di fare, dopo 21 anni di carcere, esperienza di semilibertà (dal 1993) e di essere scarcerato prima del termine previsto per la pena (2002). E’ infatti dal 1998 che Curcio, liberato su decisione dei giudici (proprio quelli che in Italia si dice siano tutti “comunisti) fa questo lavoro di editore, ed i giudici ne hanno considerato con attenzione la posizione di fronte alla legge prima di scarcerarlo, sapendo che questa decisione sarebbe stata sgradita ai familiari delle vittime del terrorismo.
Sicuramente la magistratura ha preso in considerazione la tipologia dei reati (il solo concorso) e non il pentimento ma il ravvedimento dimostrato nei fatti. Di sicuro lo ha fatto più dettagliatamente di cossiga, che da Presidente della Repubblica nel 1991 chiese per lui la Grazia (e non si puo’ dire che Cossiga sia un comunista!).
Purtroppo il serio lavoro del Centro sociale di Pesaro, per il quale Curcio era un conferenziere sul tema dell’immigrazione come tanti altri, è stato tarpato dall’associazione Respublica di Fano, che invece ha invitato Curcio col suo libro a Fano per la sera precedente a quella pesarese (l’11 dicembre, mentre a Pesaro la conferenza si è svolta il 12), diramando un comunicato nel quale prevedeva il… saluto del Vescovo! E’ evidente in questo atteggiamento l’intenzione di puntare sulla figura di Curcio brigatista che incontra il prelato… prelato che poco dopo, giustamente e per non prestarsi a strumentalizzazioni, ha subito smentito!
Questo modo di fare conferenze cercando il nome e lo scoop ha innescato una serie di polemiche da parte di Lega ed An sulla figura di Curcio, polemiche che hanno daneggiato anche il Centro sociale Oltrefrontiera.
A questi ragazzi e ragazze che continuano a fare attività autogestita senza cercare sensazionalismi e lavorando tutti i giorni sull’immigrazione va tutta la nostra solidarietà.

Dada.

5 commenti su “Curcio a Fano: tanto rumore per nulla.

  1. ettoremar
    gennaio 22, 2010

    Leggo con sorpresa E’ evidente in questo atteggiamento l’intenzione di puntare sulla figura di Curcio brigatista” ; sono il presidente di Res publica e questo modo di fare il processo alle intenzioni lo ritengo il modo più fascista di ragionare. Fascista e integralista.
    Perché “Dada” non si confronta con me e non mi chiede perché ho invitato il Vescovo e non…il Sindaco? Perché a Fano, gli avrei risposto, se sapessi chi è “Dada”, mentre il Sindaco i barboni li caccia a pedate nel culo, con ordinanze farneticanti che accomunano barboni e cani, il Vescovo e la Caritas in primis si sono sempre battuti per dare ospitalità e un piatto caldo. E, visto che si parlava, se Dada non l’avesse capito glielo ripeto, di “ragazzi di strada” ho preferito chi quei ragazzi li aiuta realmente, nei fatti. Purroppo il vescovo quella sera aveva una riunione. A quei laici che prestano la loro opera a Fano nelle case di accoglienza e alla caritas va tutta la mia solidarietà.
    Ettore marini

  2. admin
    gennaio 23, 2010

    caro signor Marini, invitare Renato Curcio e poi dichiarare alla stampa che “sarebbe passato il Vescovo a fare un saluto” è un modo sensazionalistico di fare politica, lo dicono i fatti e lo dimostra anche il rifiuto del Vescovo a “passare”.
    Mi dica una cosa: ma a Curcio gliel’aveva detto che l’avrebbe presentato (nella sua fantasia) al Vescovo?
    Lei stesso, poi, presente lo scorso anno al dibattito organizzato con Renato Curcio a Pesaro, aveva cercato di condurre la discussione, unico tra il pubblico, sul tema della lotta armata, causando imbarazzo.
    Dunque: lei è libero di insultare chi vuole ma per favore, non ci prenda in giro! e’ evidente dalla conduzione dei dibattiti della sua associazione che a lei interessano i “nomi” e l’affluenza di pubblico, i titolisulla stampa e non i “contenuti”.
    Questo è un mio parere ma …come vede sono riuscita a risponderle senza darle del fascista.
    Ometto di commentare il suo florilegio su colui che, sempre secondo lei, unico a Fano, aiuta realmente i ragazzi di strada… non so quale competenza abbia in merito agli aiuti sociali sul territorio ma è evidente che parla per sentito dire.

  3. ettoremar
    gennaio 23, 2010

    La sua malafede, Dada, è infinita come l’acqua del mare; Renato Curcio sapeva benissimo della presenza del vescovo, e la cosa lo lasciava indifferente; ho conservato la mail con cui glielo comunicavo, per opportuni attacchi che avevo già previsto.
    ma quello che mi lascia sgomento è leggere modo sensazionalistico di fare politica”: res publica da ottobre ha dismesso “amici di beppe grillo” per diventare solo associazione culturale, e io ho invitato Curcio NON per fare politica, ma per presentare il suo ultimo libro.
    Su chi fa assistenza ai diseredati della terra, a Fano, NON parlo per sentito dire, ma per conoscenza diretta.
    Poco cordiali saluti
    Ettore Marini

  4. admin
    gennaio 24, 2010

    Caro Ettore, conservi pure le sue email, la bagarre mediatica che ha fatto in modo di scatenare e la figuraccia fatta si commentano da sole, che Curcio non abbia rinunciato a Fano non mi stupisce, del resto… deve vendere libri.
    Non mi stupisce neanche la sua incapacità di ricever critiche senza presentarsi come vittima di persone in malafede o cose del genere: qui è stata criticata la negatività mediatica di ciò che lei ha organizzato, e il no del vescovo si commenta da solo. Se per lei fare cultura significa fare scandalo, non puo’ aspettarsi poi che reazioni come questa. Le consiglio di candidarsi in futuro a Presidente del consiglio, così potrà dire che, grazie alle sue grandi doti, umane, di mediatore culturale, la pace nel mondo è salva. In quanto alla sua reazione con gli “Amici di Grillo”, non capisco perché ci tenga tanto a specificare che non c’entra più niente. L’hanno pure trombata alle elezioni, chi si aspetta che c’entri più qualcosa? Saluti e stia tranquillo.

  5. monica
    gennaio 24, 2010

    questo post sull’attività di Curcio mi sembra interessante e francamente non capisco cosa c’entri il Vescovo di Fano con il discorso dei ragazzi di strada, che è seguito in varie città a del quale non so quale competenza abbia questo Vescovo. Concordo con Dada sul fatto che dichariazioni su incontri tra Curcio e Vescovo possano essere strumentalizzate come tentativo di fare notizia (l’ex brigatista col primate cattolico, il lupo pentito e il pastore ecc.). cosa c’entra poi il discorso dei “barboni” fanesi coi ragazzi di strada? la mia proposta è “atteniamoci ai fatti”. da quello che so nella provincia di Pesaro ci sono aiuti laici, comunali e di assistenza ai minori, e su questo tema non fa certo attività solo il volontariato cattolico, il quale certo è molto attivo, spesso l’unico in certe realtà, però non vedo perché fare discorsi da “onore e gloria” a questo quello, visto che si tratta di attività pagate e che spesso servono alla Chiesa per giustificare altri tipi di ingerenze. d’accordo con Ettore che molti amministratori sono razzisti, ma il suo discorso mi sembra superficiale e sicuramente non laico.

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