rimarchevole…

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Viola di mare… e omofobia peninsulare…

bocca
“Il bacio -proibito- piace solo da finto…”
così scriveva la giornalista Raffaela Silipo su La Stampa del 19 ottobre, ricordando come, nonostante tutte queste dimostrazioni di sdoganamento del lesbismo nei mass media (sit-com, film, concerti, interviste, red carpets…) nella realtà le aggressioni omofobe contro le donne che si mostrano in giro insieme aumentino (due ragazze padovane aggredite da un gruppo di magrebini perché si sbaciucchiavano solo pochi giorni fa…).
Anche il fenomeno mediatico incredibile e piacevole di “Viola di mare” è quindi da analizzare nel contesto della forzata invisibilità delle lesbiche italiane, o lelle, o donne gay o come vi pare…
vi segnalo per questo la recensione  “Viola di mare ovvero la solitudine della lesbica italiana” su Cultura gay.

Molto carino anche l’articolo-fotoromanzo di Stefania Miretti uscito su Gioia del 31 ottobre, sui baci “famosi” ai quali viene dato una specie di voto!

Per le ragazze: se avete commenti da fare e analisi del film da suggerire potete farlo anche sul forum di EllexElle

In quanto alla situazione omofobia nel nostro Paese…
E’ difficile essere credibili quando per scelta ideologica si vuole negare la realtà, l’evidenza. Eppure è questo che hanno fatto qualche giorno fa i deputati di Pdl, Lega e Udc, affossando la proposta di legge contro l’omofobia promossa dalla deputata Paola Concia.

Eppure è stato negato il problema delle aggressioni omofobiche. Come se queste non fossero causate da un odio di origine culturale sul quale occorre intervenire con delle aggravanti, in maniera da tutelare penalmente chi lo riceve, per non fare finta che chi ingiuria e aggredisce qualcuno o qualcuna perché è omofobo lo faccia perché ha fatto tardi al semaforo.

La legge Mancino, del 1993, aveva già introdotto delle aggravanti per tutelare minoranze e categorie di persone a rischio di particolari violenze e discriminazioni. Ma la discriminazione causata dall’orientamento sessuale non era stata inclusa. Eppure si tratta di una categoria che riguarda ben oltre il 10% della popolazione.

Il bigotto direttore di “Scienza e Vita”, ora delfino del quotidiano L’Avvenire da quando l’ex direttore, Boffo, si è dimesso, ha dichiarato “è bene che questa proposta di legge non sia passata, perché si sarebbe introdotto di nuovo un reato di opinione”. Una dichiarazione ipocrita perché la legge non intendeva punire “opinioni” ma aggressioni, insulti, diffusione di teorie incitanti all’odio ed alla discriminazione. E’ bene chiarire che l’orientamento sessuale non è una “deviazione” o un “incidente di percorso” ma una caratteristica propria di ogni essere umano, non si può più accettare quindi che in un Paese civili ci sia gente che, ignara di questa realtà e del fatto che non viviamo più nella Preistoria, creda di poter impunemente continuare a offendere, segregare, aggredire gay, lesbiche e transgender solo perché sono una minoranza e non vogliono più nascondersi appunto, nelle caverne.

Nel 2008 una legge italiana, dopo varie trattative e modifiche, ha finalmente dichiarato che è un reato discriminare una persona sul lavoro a causa del suo orientamento sessuale. Eppure questa giusta visione non riesce ancora a passare nell’ordinamento italiano con le chiare parole, “orientamento sessuale”, che la definiscano, anche se sia la Costituzione italiana (articolo 3) che la Dchiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) detti chiaramente il principio di uguaglianza tra i cittadini e le cittadine, qualsiasi differenza naturale (che colore delle pelle hai, di che sesso sei) o di scelta culturale e sociale (la religione) essi posseggano.

La maggior parte degli Stati europei (Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera, Svezia, Ungheria, Regno Unito, Serbia e Montenegro, Repubblica Ceca) ha introdotto la definizione di “orientamento sessuale” tra queste differenze già tutelate. E’ ora di ricordare ai parlamentari italiani che le leggi si fanno sapendo guardare alla realtà e al diritto alla felicità delle persone, e non ai pregiudizi che evidentemente covano copiosi sotto i velluti rossi di Montecitorio!

dada knorr patchwork

Un commento su “Viola di mare… e omofobia peninsulare…

  1. Tatiana
    novembre 18, 2009

    Se non l’avete ancora fatto invito tutt* voi a firmare l’ppello contro omo
    e transfobia nello sport. basta mandare una mail a me:
    tatiana.pesaro@uisp.it
    stiamo anche
    invitando tutt* a girare dei piccoli spot al grido di stop all’omofobia,
    girati anche col cellulare,o a mandarci foto con le scritte: “stop
    all’omofobia”, oppure “l’omofobia uccide” o anche “vaccinati contro
    l’omofobia” fatte sulle mani,
    Grazie a chi aderirà

    Tatiana Olivieri
    Direzione nazionale UISP

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