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Messaggio per il vincitore o la vincitrice

la_banda_degli_onesti
Caro amico, o amica, fornito o fornita di un culo stratosferico (senza offesa!), immagino che ora, a meno che tu non sia un prestanome (in questo Paese tutto è possibile), sarai completamente fuori di testa per la grande massa di denaro, oltre 147 milioni di euro, che hai diritto d’incassare.
Come immagino saprai prima, con il decreto del Ministro Visco, non avresti vinto una cifra così spropositata, perché non era consentito cumulare i montepremi del superanalotto. Anche il Codacons ha fatto ricorso contro questa possibilità ma ha perduto. Così , pare che si vada verso la strada dell’esagerazione non solo nelle sparate dei nostri politici ma anche nel gioco.
Non voglio stare dalla parte dei vescovi, che dicono che sia “scandalosa” una vincita del genere, perché è bene che chi predica bene razzoli anche bene, e non mi pare che la Cei, col suo quasi miliardo di euro che incassa ogni anno dall’otto per mille, dia il buon esempio in quanto ad investimenti. Certo, investire il 20% di quello che si incassa in “opere di carità” è molto rispetto a quello che investono tanti altri ricchi del mondo, che anzi guadagnano di più. Però non quando i soldi vengono incassati facendo credere che si tratta di versamenti incentrati in finalità di quel tipo, quando in realtà la maggior parte dei soldi va a pagare gli stipendi ad una casta come tante altre, quella del clero.
Io ho sempre ammirato invece chi, magari guadagnando neanche mille euro al mese, trovava il modo di spendere all’anno anche un intero suo stipendio in solidarietà. Non è facile. Perché meno si ha più quello che si dà costa in altruismo, ed ha valore.
Lo Stato italiano ti ha tirato addosso una reponsabilità gravissima: gestire una mole di denaro che si può paragonare, per fare un esempio, a più di tutto quello che prevede di spendere la Regione Calabria quest’anno per migliorare tutte le sue strutture sanitarie, 127 milioni di euro.
Pensa che solo tutti i proventi che raccoglie una associazione stupenda come l’Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, che fa progetti nel mondo per aiutare le donne a liberarsi della schiavitù sessuale, per imparare un mestiere, per la salute, tutto il totale insomma dei suoi proventi in un anno, non è nemmeno una briciola di quello che hai raccolto tu (Aidos, proventi 2007:  nemmeno 3 milioni e mezzo di euro).
Una grande associazione come Action Aid, che permette a migliaia di bambini nel mondo di mangiare e andare a scuola con il mezzo dell’adozione a distanza, lo scorso anno in Italia ha raccolto proventi per neanche un terzo di quello che hai vinto (proventi 2008: 43 milioni di euro).
La Regione Basilicata nel 2009, prevede di spendere per per politiche attive del lavoro un grammo di quello che hai vinto: neanche 5 milioni di euro.
Se pensi che tutti i soldi della vincita sono stati dati anche da coloro che saranno danneggiati dalla tua vittoria (tuo malgrado), i disoccupati, quelli che non possono essere curati nella loro regione, … capisci che questo gioco è l’ennesima presa in giro di una società che si basa sull’accumulazione delle ricchezze e sull’ingiustizia sociale, e che aspetta che sia sempre qualcun altro a risolvere i problemi.
Lo Stato italiano, dice, “non ha soldi” per accogliere ed aiutare gente che viene lasciata affogare in mezzo al mare, perché “colpevole” della sua povertà, però concede a te il privilegio di gestire una somma favolosa che risolverebbe i problemi di tante persone.
Tanti anni fa la scrittrice, negli anni ’30,  Gertrude Stein si chiedeva “Sono soldi i soldi?”, e giungeva alla conclusione che nessuno può capire il valore dei soldi se non li ha guadagnati: compresi preti e politici, e compreso te.
Prova a capire da dove vengono quei soldi, e quanto sia ridicolo che tu, ignoto/a vincitore (c’è chi ti vede comprare lussuose ville o regalare auto di lusso a tutti i tuoi compaesani) possa spendere una cifra che, da sola, rappresenta oltre il doppio di quello che l’Airc, l’associazione italiana ricerca sul cancro, riesce a dedicare in un anno al finanziamento di progetti di ricerca (2008: fondi raccolti per progetti, 60 mil di euro) con il contributo di decine di migliaia di cittadini.
Forse ricorderai il film “La banda degli onesti”, nel quale Totò spiega a Peppino cosa succede all’onesto quando guarda il furbo che si arricchisce: sono al bar, di fronte ad un caffè, Totò dice che il furbo è come quello che prende lo zucchero dalla comune zuccheriera, che dovrebbe servire a tutti, e mette un cucchiano, poi due, poi tre, poi un numero spropositato, e l’onesto, spiega Totò, pensa “tanto prima o poi si fermerà”, e invece no! non si ferma.
Il furbo vuole prendersi tutto, e comunque si prende troppo. Tu sei stato mooolto fortunato ma a causa di un meccanismo mooolto ingiusto, pensaci, e se decidi di distribuire soldi, dalli a quelli che, come ricordava la Stein, sanno quanto costano.
Dada Knorr

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