rimarchevole…

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Barboni a Fano:

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Vescovo Trasarti… e l’otto per mille?

Nel cercare di capire che fini potesse avere la polemica sull’ordinanza anti-bivacco emessa recentemente dal sindaco di Fano, mi pare si debbano sottolineare lealmente alcuni dati:
– l’ordinanza non paragona cani a persone ma li accomuna segnalando problemi d’igiene causati da alcune persone e dai loro animali. Mancano quasi i nomi e cognomi… Più che far polemica sostenendo che si sono equiparati “cani ed esseri umani”, polemica inconsistente, è semmai
criticabile che un Sindaco emetta addirittura un’ordinanza basandola “ad personam” su casi secondo l’amministrazione riconducibili a una o poche persone, peraltro casi risolvibili semplicemente con una maggiore attenzione da parte di Servizi sociali e di Igiene.
-un altro segnale preoccupante è il proseguire della polemica che ha visto poi alcuni “chierichetti” della politica (per primi Bene Comune, sempre alla ricerca di fondi per le attività loro vicine) battere cassa al
Sindaco e polemizzare con l’assessore Del Vecchio.
La domanda è: ma chi si deve occupare in una città dei problemi delle persone senza fissa dimora, tra cui anche alcune con problemi di tossicodipendenza o con problemi mentali? La Caritas, associazioni si volontariato a carattere religioso? Certo no, non possedendone le
competenze ed essendo strutture a sfondo religioso che non garantiscono la laicità nei servizi. Lo deve fare il Comune coi soldi pubblici. La spesa sociale è in aumento a Fano, come in tutt’Italia, in gran parte a causa dell’invecchiamento della popolazione, e si possono
discutere i metodi e le strategie di spesa, per farlo però occorre sgravarsi da chi lo fa per spirito di parte e con polemiche inutili.
-inoltre: non è forse la Caritas, assieme a varie organizzazioni di volontariato cattolico, finanziata dalle casse della Cei e da fondi derivati dall’otto per mille? Consideriamo allora da che pulpito viene la predica: il vescovo di Fano, Trasarti, chiede al Comune di “tassare
le feste” per aiutare di più i poveri. Ma come?!? Se non lo fa la Cei con l’otto x mille, lo devono fare i Comuni, cioè i cittadini già tassati e tartassati?
Pensiamo a quanto la Cei destina dei fondi otto x mille ad iniziative cosiddette “di carità”: quest’anno, di 967,5 milioni di euro incassati ne destina il 20%, esattamente come negli ultimi 3 anni, il resto va al sostentamento del clero ed a esigenze di culto. Perché il vescovo, invece di approfittare di una polemica per censurare le feste estive,
non chiede più soldi alla Cei, che raccoglie denaro in nome delle attività caritative ma non dà un soldo in più alla Caritas e invece, solo quest’anno, impiega ben 10 milioni e mezzo di euro per i suoi Tribunali della sacra Rota? E non parliamo poi di altri proventi e investimenti…
– la politica locale è ormai fatta da mini-polemiche che s’attaccano a particolari che ne dimostrano solo la faziosità e la perdita di una visione generale dei problemi e dei loro contesti, così con la comparazione
tra spese fatte dal Comune per alcune iniziative estive, e spesa sociale: come se a Fano si spendesse e spandesse in baccanali rubando soldi destinati al sociale! Ma via! Siamo seri. Occorre rilevare semmai che la iniziative culturali ed artistiche di rilievo in città sono state ridotte all’osso ed ormai fatte anch’esse proprio solo… con la cartapesta
e la buona volontà di quei pochi che ancora hanno qualcosa di creativo da fare.

Francesca Palazzi Arduini.

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