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Raffaello… a sorpresa.

amici_miei
Mercoledì 8 luglio, alle ore 21.30, presso la Corte Malatestiana di Fano,  L’assessore alla cultura della Regione Marche, Vittoriano Solazzi e il neo-Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Matteo Ricci hanno introdotto con grandi elogi il matematico Piergiorgio Odifreddi, a conclusione di un ciclo di incontri sulla mostra di Raffaello in Urbino.
Dopo famosi esperti di storia dell’arte rinascimentale, quali Vittorio Sgarbi e il direttore dei Musei Vaticani, Odifreddi è stato invitato a parlare di “Raffaello e la matematica”.
Il professore è apparso stupito dalle grandi aspettative che i due politici hanno dimostrato nei suoi confronti e non ha esitato a chiarire immediatamente che lui non conosceva affatto Raffaello né la pittura Rinascimentale. Ma evidentemente non ha ritenuto questo un motivo sufficiente per  rifiutare l’invito a parlarne.
Odifreddi ha quindi ammassato una serie di nozioni da scuola dell’obbligo su Raffaello, Michelangelo e le loro opere più famose, “La Scuola di Atene” e “La Creazione”, per altro assenti dalla mostra di Urbino, con estesi aneddoti su Freud, Nabokov ed altri argomenti di cui aveva una conoscenza più approfondita [il tutto inframmezzato  da continue allusioni ironiche al motivo per cui è diventato un personaggio, cioè il proprio ateismo].
Con una grandissima faccia tosta ed un ancor più grande sprezzo del ridicolo, Piergiorgio Odifreddi ha parlato per un’ora e mezza di un argomento di cui non era affatto competente.
Ho provato la sensazione di trovarmi nel film “Amici Miei” di Monicelli, vittima di una “zingarata” dei quattro amici protagonisti, i quali organizzavano beffe ad un pubblico ignaro, come quando si sono spacciati per un coro sacro ed hanno cantato davanti ai serissimi soci di un circolo di musica antica, una canzone piena di volgarità e parolacce.
L’unica differenza è che quei spettatori, accortisi del raggiro hanno cacciato a pedate i quattro goliardi.
Il pubblico di Fano, invece, ha ascoltato, sperando che prima o poi il relatore, dopo tante divagazioni affrontasse il tema annunciato, ma è stato beffato dal professore, che,  non sapendo come concludere, ha troncato dicendo che s’era fatto tardi e doveva tornare a Torino.
Alcuni si sono sentiti offesi da tanta superficialità e la maggior parte del pubblico è rimasta insoddisfatta.
Più di cinquecento persone presenti, che cercavano di approfondire la propria conoscenza  su Raffaello e si sono ritrovate ad ascoltare banalità risapute devono capire perché è stato scelto, tra altri studiosi più competenti proprio Odifreddi, chi l’ha scelto e quanto è stato pagato per parlare di un argomento che non conosceva.

Margherita Durassi.

2 commenti su “Raffaello… a sorpresa.

  1. joantodd
    luglio 10, 2009

    Cara Margherita,

    grazie delle tue parole!! Concordo pienamente, e mi sembra che il nuovo corso della Provincia abbia avuto un inizio un po’ da vecchio sistema politico …. ma anche vecchio sistema e stantio della società italiana provinciale … invitare il grande nome (il che equivale oggi al nome mediatico e che va in televisione – per questo è grande???!!!!!) e va bene chiunque anche se non sa niente di niente o niente dell’argomento per cui viene chiamato …. A quando un convegno su Raffaello e la cucina di pesce con un cuoco di marineria che parla del cacciucco pagato da qualche ente locale???
    A questo punto mi preme sapere davvero quanto è stato pagato un evento che mi sembra abbia davvero del ridicolo come questo da te raccontanto!!!!

    Perché prendere in giro la gente, diciamo quelli che pagano le tasse e che chiedono un po’ di cultura in cambio????
    Sono scandalizzata e credo che da Ricci e da Solazzi bisogna aspettarsi una risposta trasparente a queste domande e l’impegno a chiamare gente COMPETENTE da oggi in poi, e possibilmente giovane (visto che su questo punto lo stesso Ricci sembra aver investito molto) Grazie!

    Joan Todd

  2. moscadelamberti
    luglio 19, 2009

    Odifreddi fa il gioco dei clericali più incalliti. Per questo non mi stupisco della presentazione positiva fattane da un politico democristianissimo come Vittoriano Solazzi. L’ateismo di Odifreddi è pura civetteria. Comunicare onestamente il proprio ateismo richiede pari pudore a quello che serve per raccontare una sincera fede religiosa. La logorrea odifreddiana ricorda certa pornografia fática e verbosa delle trasmissioni televisive pseudocarismatiche delle sette americane. Insomma, insopportabile…
    Religentem esse oportet, religiosum nefas.
    A suo modo Odifreddi non è “religens” ma “religiosus”. Peccato che nella trasformazione romanza l’italiano abbia perduto la categoria del “religente” e conservato la sola dimensione “religiosa”.

I commenti sono chiusi.

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