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le rose son sfiorite… su donne e politica

santoro_iole

Dopo l’intervento di Christina Cesaretti sulla composizione liste elettorali del Pd in provincia di Pesaro e Urbino, sono intervenute, sulla mailing list del coordinamento provinciale dei comitati (comitatinrete.it), due donne preoccupate della questione del grave ritardo politico e culturale italiano che vede una scarsa presenza delle donne in politica, fenomeno che, aggiungerei io, è ora affiancato da un nuovo trend, quello del posizionamento a titolo meramente promozionale, di donne “fantoccio” in politica, persone cioè completamente manipolabili che non esprimono nessun retroterra ma solo la loro figura di “hostess” di schieramenti politici prefabbricati.
Basti pensare alle recenti dichiarazioni della consorte del primo ministro, sulla composizione delle liste elettorali del Pdl, rispetto alle quali dichiarazioni Berlusconi replica direttamente dai quotidiani (suoi e non suoi): “sei stata manipolata“. eh, sì! Le donne, per l’antiquato prèmier, o gli danno ragione o sono state manipolate… teoria propriamente detta anche delle “sotto tutela“, per cui noi donne dobbiamo essere sempre o tutelate o educate (o ambedue le cose) da qualcuno.
“Roma, 29 apr. (Adnkronos/Ign) – “Ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere“. Con queste parole la moglie del premier Silvio Berlusconi, Veronica Lario, critica duramente le candidature di ‘veline‘ e show-girl che si stanno preparando nel Pdl per le elezioni Europee. “Voglio che sia chiaro – aggiunge – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

Francesca Palazzi Arduini.

Ecco qui di seguito gli interventi:

“ Mi sento profondamente presa in causa da questo discorso, non perché io sia una candidata o una candidabile o appartenga ad un partito politico, ma semplicemente perché sono una femminista che si occupa a livello professionale e con tanta passione di filosofia politica. La questione della incompleta emancipazione è una spina nel fianco, ma oggi si sta andando nella direzione di un backlash veramente grave il quale si scontra con la mancanza di una risposta femminista … i motivi sono moltissimi e non me la sento di cominciare un discorso in merito … è dalla mia maggiore età che lavoro con donne di ogni età e credo politico e soprattutto estrazione economica e sociale su questo tema, adesso soprattutto con le giovani studentesse … del resto il panorama italiano è davvero peculiare, una specie di femminismo della differenza sessuale diffuso ma concettualmente molto rozzo e tipico delle signore della politica dei partiti di sinistra e adesso di destra …  ha adoperato linee strategiche perdenti sul lungo periodo ( ma stessa cosa è successa all’università, mondo dove lavoro e dove le femministe teoriche della differenza rozze a livello strategico-politico, nel loro non volersi immischiare nelle pratiche maschili, hanno deciso di non appoggiare strumenti come i gender studies e i contratti alle giovani e le carriere delle donne che lavoravano su tematiche di gender, con il risultato che oggi per trovare un corso di studi di genere in Italia occorre fare una ricerca da esploratori …) le donne della politica invece di pretendere soldi dai partiti per strutture di crescita politica delle donne (scuole di politica e di formazione quadri, strumenti di diffusione delle tematiche femministe e bioetiche, lavoro con le straniere ad esempio …) … ma il PDS era partito bene negli anni 80/90 … e anche rifondazione, hanno fatto lobby con gli uomini o hanno pensato agli affari propri o di cordata e alla fine hanno perso potere contrattuale del tutto … quindi è scandaloso che le donne oggi  non ci siano nelle liste dei partiti in queste elezioni ma è anche un tragico segno dei tempi e forse è meglio che non ci siano donne se quelle che devono esserci sono donne solo a livello biologico ma pensano come un patriarca qualsiasi …. Le strategie adottate hanno decretato la fine di un periodo … adesso occorre cambiare pagina e ricostruire dal basso con tanta fatica e concetti nuovi e soprattutto senza separazioni,  in modo tale che le signore evergreen della politica locale o nazionale che sia, capiscano che o lavorano per le donne (e non solo per qualche amica e/o moglie di qualche altro politico di partito) oppure vanno a casa loro e i loro amici portatori di un messaggio maschilista e patriarcale …

Ciao a tutte/i, Joan

 

“Sì, alla fine degli anni ’80, con la segreteria Occhetto, ci fu un’ondata innovatrice sia di forma che di contenuto, e il movimento femminile ebbe una particolare attenzione nei dibattiti, tanto che si arrivò alla determinazione di una quota minima di rappresentanza femminile, da un terzo a un quinto, negli organismi di partito. Non molto, ma più di quello che concedevano gli altri partiti italiani e la maggior parte di quelli europei…

Non saprei dire se poi il consociativismo in versione femminile abbia mantenuto basse le percentuali, o se è¨ stato il non volersi immischiare in pratiche tipicamente maschili, che, come è successo per l’università, ha fatto sì che si sono perse delle occasioni uniche, quel che resta è¨ però la situazione ambigua attuale, nella quale ancora le donne in politica sono poche, senza potere contrattuale, delle quali si farebbe pure a meno, ma che bisogna mettere, per maquillage di pari opportunità/smo, in qualche collegio, magari, normalmente perdente. Un post femminismo senza la coscienza e le conquiste del femminismo… difficile uscirne… anche perché le giovani generazioni femminili, beneficiarie di diritti ormai acquisiti, non ha pressoché coscienza di questo… e, come abbiamo visto anche in recenti referendum, facilmente manipolabili… credo comunque, pur non essendo mai stata una partigiana delle quote rosa, né delle etichette, troppo spesso solo ghettizzanti, che l’immissione massiccia delle donne in politica sarebbe utile a ogni livello, e a questo punto me se con le quote rosa o con una strategia contrattuale mi pare di importanza secondaria, anche correndo il rischio che alcune o molte portino messaggi patriarcali, anche correndo il rischio che alcune o molte portino altrettanto insidiosi messaggi matriarcali, ma dando una possibilità ad altre, poche o molte, di portare messaggi per una cultura della cittadinanza, per una qualità sociale attiva, creativa e rispettosa delle differenze individuali e delle molteplici culture, cioè dell’ambiente – naturale e artificiale – nel quale viviamo e agiamo. Credo che sia un rischio che potremmo correre, visto che l’alternativa la conosciamo già… peggio di così… ma è pur vero che arrivati al fondo si potrebbe pure scavare… ecco, cerchiamo di evitarlo… ma hai ragione, le donne non hanno una strategia politica capace di formare una rete resistenziale o propositiva che sia nella società come nei partiti… hanno visto con diffidenza la cultura dell’uguaglianza nella differenza… avvallando ancora il maschile pensiero… e il maschile potere… e hai ragione: senza educazione, senza cultura nessun cambiamento sarà possibile… e vediamo dove stiamo andando… è un cane che si morde la coda… eppure è al domani che dobbiamo guardare e per il domani che dobbiamo lavorare… ciao, Ilaria.”

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